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CREDI CHE SIA ARIA QUELLA CHE RESPIRI?
Street art

C_ska e la sua intima forma di comunicazione



Cuori, occhi, cervello e bocca protesa verso l’infinito.

C_ska si definisce una comunicatrice più che un’artista, ha creato la sua personale ed intima forma di comunicazione rivolta soprattutto al mondo femminile.

Le sue opere vogliono veicolare messaggi importanti, potenti di chi nonostante abbia un’anima fragile, può farcela.

Come ti sei avvicinata al mondo della street art?

Mi sono avvicinata a questo creativo e bizzarro mondo facendo fotografia in luoghi abbandonati ed alle opere che trovavo in città.

Venivo rapita dai muri e dalle varie forme espressive che trovavo per strada e cercavo di interpretare i messaggi di cui si facevano portatori. Da lì la voglia di scoprire chi si celasse dietro le opere.

Ho unito la mia passione per il giornalismo a questa nuova forma di “dialogo” per immagini, raccogliendo le mie interviste su un magazine on line.

Successivamente sono passata a scrivere per – FUL magazine – creandomi il mio “eclettico” spazio con un occhio sempre attento a quello che accadeva nel tessuto urbano.

Parlare di altri non mi bastava più, in quel momento della mia vita, sentivo che la parola scritta e parlata non fosse più sufficiente. Avevo bisogno anche io di raccontarmi e raccontare quello che accadeva intorno, attraverso un veicolo più immediato, l’immagine.

Ripresi carta e matita, mia passione da sempre, e mi avvicinai alla tecnica del Paste Up che coniuga la preparazione di opere a casa o in studio all’affissione in luoghi abbandonati o in strada.

Foto: C_ska


Ricordi le sensazioni provate la prima volta che hai disegnato/dipinto?

Ricordo il primo disegno, diventato icona del mio percorso artistico, riprodotto anche su sticker che mi ha fatta conoscere un po’ in giro per l’Europa.

La mia SKAwoman ‘bnw’ – con il cuore rosso disegnato sull’ occhio sinistro, la bocca protesa verso l’infinito a raccontare le “parole non dette”, al posto dell’intestino un cervello che veicola il messaggio: ‘Bisogna vivere d’istinto, di pancia e soprattutto filtrare il mondo attraverso il cuore’.

Ricordo, col sorriso sulle labbra, la prima jam improvvisata in una fabbrica di Firenze.

Non ero totalmente pronta a dipingere su muro, ma quel primo dipinto, dai tratti quasi “primitivi”, mi ha aiutata ad affrontare il giorno successivo la jam alle Officine Meccaniche Reggiane, primo momento vero di condivisione con artisti da tutta Italia e da tutto il mondo.

“Bisogna vivere d’istinto, di pancia appunto, e soprattutto filtrare il mondo attraverso il cuore”.

C_ska
Foto: C_ska

Vicino a me, per farvi capire, avevo Bisser Bisser… Ripenso a quel giorno con tanta bellezza…ero riuscita finalmente ad aprirmi agli altri e a vincere i “giudizi” che mi hanno sempre condizionata e che raffiguravo nelle mie prime opere sotto forma di occhi.

Non importava cosa sapessi fare, se fossi all’altezza o meno, quel giorno avevo solo una grande voglia di stare insieme ad altre persone che condividevano con me quel momento.

Foto: C_ska

Come si è evoluta la tua arte negli ultimi anni? Quali tecniche utilizzi?

La tecnica espressiva che mi ha vista nascere e alla quale sono più legata è sicuramente il Paste Up, mi permette di lavorare, di essere due volte mamma, dandomi l’opportunità di disegnare nei ritagli di tempo e di far girare i miei messaggi e le mie opere per il mondo attraverso Festival dedicati a questa forma espressiva.

Ma il mio obiettivo finale, come quello di ognuno, credo sia il muro.

Sono autodidatta e non ho fatto studi artistici, la mia sfida credo sia quella di vincere la superficie grezza e ampia del muro per riuscire a riportare la mia interiorità e quello che mi passa nella testa attraverso la pittura, cercando di vincere paure ed insicurezze e lasciando che l’istinto faccia il suo corso. Uscire dalla mia “comfort zone” per raggiungere più persone possibili con i miei messaggi e la mia sensibilità.

Anche se la mia tecnica non sarà mai perfetta, sento che il mio scopo sia arrivare, comunicare attraverso i muri.

Non mi definisco artista, mi definisco una comunicatrice che decide di volta in volta se esprimersi attraverso la parola o attraverso le immagini…

Foto: C_ska

Cosa vuoi comunicare attraverso le tue opere?

L’approccio all’arte nasce, nel mio caso, da una necessità impellente di affrontare un momento particolare della mia vita.

Disegnare era come respirare… Giravo col mio piccolo blocchetto e, quando un’idea mi passava per la mente, avevo l’esigenza di palesarla su carta.

È stata linfa vitale, la mia terapia.

Il mio obiettivo è quello di parlare soprattutto alle donne, fare arrivare loro il messaggio che si può essere forti anche se fragili e che, la fragilità unita alla sensibilità, può diventare motore per generare bellezza.

Questa (mi scusino i maschietti) è una caratteristica che appartiene soprattutto all’universo femminile: siamo madri, ci rigeneriamo continuamente, trovando nella nostra sensibilità la nostra forza.

Disegnare era come respirare!

C_ska

Quindi le donne che raffiguravo nelle mie opere si facevano spesso portatrici di questo messaggio, del fatto che possiamo vincere anche senza arroganza e forza fisica, possiamo vincere attraverso l’amore, la delicatezza, la bellezza di uno sguardo.

Col tempo sentivo il dovere di parlare anche di altro.

Riportare alla memoria esempi di donne che ci hanno rese libere, che hanno portato avanti cause senza rinunciare alla sensibilità e alle loro debolezze.

Spesso gli occhi delle mie donne pongono domande, a volte arrivano come un graffio portandosi dietro verità forti, in altri casi sono gli occhi accoglienti della madre, generatrice di vita.

Ho vinto nel mio piccolo, perché ho smosso degli animi!

Molte donne trovando le mie opere in strada mi hanno iniziato a scrivere, a raccontarmi le loro storie e io ad ascoltarle e a rispondere.

Questo era quello che volevo… che l’arte fosse un mezzo per raggiungere animi come il mio.

C_Ska
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