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Piacere, Neon


San Valentino è passato, siamo a fine Febbraio, ma gli spunti dati dal CES2020 ancora non si sono esauriti. “Niente di eccezionale quest’anno” dicevano … okay. Noi abbiamo ancora qualcosa da dire.

Una delle presentazioni più intriganti e controverse è stata quella di Neon di STAR Labs la filiale creativa di Samsung
STAR Labs, con il suo visionario – è anche un po’ folle-  CEO Pranav Mistry, ha presentato un progetto, che sembra ancora molto embrionale, di avatar da compagnia. 

Mi spiego: sono degli avatar di persone ASSOLUTAMENTE realistici, loro li chiamano umani artificiali – e il brivido lungo la schiena è assicurato – che possono interagire con le persone in modo naturale. Quando dicono in modo naturale vuol dire che l’interazione non è scritta, non è programmata.  Si può parlare con loro, diventare loro amici (??!) e si possono fare alcune attività insieme. Gli avatar Neon possono essere comandati da un pannello oppure possono agire in maniera indipendente

Come gli essere umani possono sorridere e, come gli essere umani, possono non farlo mai più nello stesso modo. Io ad esempio ho sempre la stessa faccia nelle foto, da qui il dubbio di non essere interamente umana?
La cosa buffa è che si annoiano, o ti danno risposte del cavolo. Perché gli va.

Giornalista di Cnet interagisce con Neon

Perché non mettere milioni di investimenti a servizio dell’insofferenza? Ieri ho provato a chiedere a membri della mia famiglia una mano nella fase pre-cena, ho ricevuto insofferenza a palate e GRATIS!!! Non so se Neon può percorrere tutto un corridoio pestando i piedi per protesta – tipo Frankestein, trascinati- ma ecco, a me basta poco per suscitare quel tipo di reazione, non sono disposta anche a pagare.

E non pensate che siano degli ottimi assistenti. Se anche il vostro assistente alza gli occhi al cielo quando azzardate una qualsiasi richiesta e non controlla il vostro calendario, non lo potrete affatto sostituire con Neon. Affari vostri, fate meglio i colloqui. Neon non ha questa funzione.
Quale ha? Non si sa. Ma Pranav Mistry, il CEO visionario, ha detto chiaramente che non sono degli assistenti.

Quello che si sa è che le demo sono realistiche in modo allucinante, sorprendentemente corrispondenti a degli umani.
Altrettanto allucinante è che in fondo alle demo ci fosse un piccolo disclaimer dove diceva che gli avatar virtuali che apparivano nei video fossero – di fatto- registrati da umani veri. Cioè???

Ma la riflessione che faccio è semplice: cosa succede se grazie alla realtà aumentata questi splendidi, magnifici e apparentemente inutilissimi umani artificiali verranno piazzati nella stessa stanza in cui siamo noi?
Magari personalizzandoli fornendo un sacco di materiale video e pagando cifre astronomiche per la customizzazione.
E se poi si potesse anche iniziare ad interagire fisicamente con loro, attraverso il tatto, come vi avevamo raccontato qui?

Allora, la logica sostiene, che la straziante realtà di cui abbiamo tutti letto qui sia ad un passo da noi.

Siamo davvero ad un passo da ricreare umani artificialmente. 
Magari gli umani che ci mancano di più.

Se ne volete sapere di più guardatevi questo video:

Fonte: Skarred Ghost, Good Content