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Come t’ammazzo l’artista: intervista a Laurina Paperina



IMG_0805 “I want to believe” In occasione della più grande fiera di arte contemporanea italiana (Arte Fiera di Bologna, 2015) abbiamo incontrato per una breve intervista Laurina Paperina . Ecco quello che le abbiamo chiesto: Quale era il tuo cartone animato preferito da piccola? Negli anni ottanta e novanta le anime giapponesi erano i cartoni che andavano per la maggiore. Quando ero piccola ricordo che guardavo Hello Spank!, Magica Emy, Creamy, Mila e Shiro… ma i miei preferiti erano sicuramente la saga dei Cavalieri dello Zodiaco, e anche Fantazoo (come non dimenticare Alvaro e Camilla….)! Come hai cominciato a realizzare animazioni e cosa ti piace di questo processo? Il lavoro di animazione è fondamentalmente la conseguenza del disegno. Sono nata come disegnatrice e il disegno è il mezzo che preferisco, nonché fondamentale in tutti i lavori che realizzo: che siano installazioni o dipinti, tutto nasce da un’idea sviluppata sotto forma di disegno. L’animazione è il processo successivo a tutto questo, quando voglio dar movimento a un personaggio che prende vita attraverso decine e decine di disegni. Spesso i miei video sono sketches che durano pochi secondi, graficamente anche abbastanza grezzi, questo perché il mio intento non è creare un cartone animato ma semplicemente trasmettere un messaggio veloce e senza fronzoli. Sappiamo che hai una sincera ammirazione per Banksy, cosa altro ti piace della street art e quali altri artisti contemporanei ammiri? Banksy o lo si ama o lo si odia. Io sono per la prima, nel senso che trovo il suo lavoro mai banale e in continuo movimento, proprio come la street art che ogni giorno cresce e si espande… seguo ormai da tantissimo Space Invaders, ma anche Barry McGee, Ed Templeton, Raymond Pettibon. Amo le fanzine underground e i fumetti disegnati male. “How to kill an artist” è una serie di lavori estremamente divertente, cosa significa per te l’ironia e pensi che sia uno strumento di cui si fa abbastanza uso nell’arte? Con la serie “How to kill an artist” la mia intenzione non è tanto divertire, quanto vendicarmi dell’arte contemporanea che spesso viene presa troppo sul serio e di quegli artisti che ormai sono arrivati all’apice del successo e osannati dalla critica. L’ironia è molto importante perché ti può far riflettere e sorridere allo stesso momento e al giorno d’oggi c’è né proprio bisogno… Se tu potessi vivere e lavorare in un’altra città quale sarebbe e perchè? Ogni volta che visito una città cambio idea, quindi ti rispondo con un bel punto di domanda. Forse l’importante è viaggiare il più possibile per potersi confrontare con persone nuove e paesi diversi, in modo tale che ogni esperienza vissuta ti possa aiutare a crescere mentalmente e culturalmente. L’arte per te è una compulsione, un piacere, un lavoro oppure? E’ un’alienazione, sicuramente. I tuoi lavori sono sempre estremamente colorati e pieni di icone pop… quale è il periodo dell’arte contemporanea che ti ispira maggiormente? Cito nuovamente la street art, per via dell’energia e della forza che riesce a trasmettere. Continuate a seguire le meravigliose avventure de La Pape sul suo account Instagram se volete continuare a conoscerla sempre meglio.