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Mastafive



Mastafive è un personaggio che nell’ambiente non ha bisogno di molte presentazioni. La scena di Torino, i Gatekeepaz, l’attività come dj, quella di giornalista, quella di produttore grazie alla sua label BM Recordings ed ovviamente il Tecniche Perfette.

Volete sapere tutto?

Leggetevi l’intervista!

Deiv So che sei una persona molto attiva sulla scena, oltre al Tecniche Perfette di cosa ti stai occupando in questi giorni?

Mastafive Dunque, seguo le produzioni escutive e artistiche della nostra label B.M.Records (www.bmrecords.eu) mi preoccupo di programmare le mie serate come dj (www.mastafive.com) e sto seguendo il management di alcuni artisti per un’ agenzia per cui lavoro (www.undaoffice.com). Ma la cosa più impegnativa è far sorridere quel tornado di mio figlio.

Deiv Perchè hai creato il Tecniche Perfette? Qual era lo scopo all’inizio?

Mastafive Il tecniche non è stato inventato da me inizialmente, doveva essere una semplice Jam estiva organizzata da dei ragazzi di Nichelino e fan del mio storico gruppo i Gate Keepaz (www.gatekeyz.com), mi chiesero di dare una mano nell’organizzazione (organizzo jam dal 1994 e la prima fo uno Zulu Party). C’erano pochi fondi e serviva qualcosa di efficace. Io era da tempo che avevo in testa questa specie di Champions Legue di freestyle, allora grazie all’ausilio dei primi mezzi internet efficaci (era il 2002) come mail e chat di mirc cominciai a contattare gente. Cruciale fu l’aiuto di Ciobin una ragazza della provincia di Torino che ha sempre fatto mailing list spontanea. Insomma, messa in giro la voce sei mesi prima, nel frattempo scoppiò il fenomeno 8mile a 20 giorni dalla jam. Dalla nostra c’era che avevamo sempre organizzato Jam di freestyle e quindi nessuno ci accusò di cavalcare l’onda come fecero per altri eventi Così la nostra credibilità esplose a tal punto da riempire una intera piazza. Con 16 partecipanti che arrivavano da altrettante jam, vinsero a pari merito Mondomarcio ed Ensi… da li il resto è storia.

Deiv Come è cambiato, come si è evoluto il contest in questi anni?

Mastafive Inizialmente non doveva essere una cosa regionale fissa di ogni anno, ma la richiesta che diventasse tale era cosi forte e insistente che con Double S decidemmo di incontrarci e provare a capire come gestirla e strutturarla. All’inizio c’erano un paio di regole tipo non mettersi mani addosso (non spingersi) non bestemmiare (non era ncora di moda come adesso ma cercavamo di dare un tono alla cosa) poi ci trovammo costretti a dare delle direttive più decise fino ad arrivare all’ evoluzione di quest’anno.

Assodato che il freestyle in quanto forma espressiva ormai è entrato nella testa dei rappers italiani dovevamo dare un upgrade, in quanto lo stallo della scorsa edizione ha portato ad avere un livello mediocre per tutta la durata del torneo. Quindi da quest’anno il regolamento oltre ad avere le solite direttive basate comunque sul rispetto, pone la scelta della tipologia dell’improvvisazione.

Esattamente come è sempre stato concepito nelle battle nel resto del mondo, cioè Freestyle e Top of the head che significano rispettivamente “stile libero” e “dalla testa”.

Il primo è quando l’mc decide non solo di improvvisare al momento, ma di usare delle punch line, dell’intrattenimento o usare barre di rime scritte e non ancora incise… (un pò quello che si è sempre fatto ma nessuno lo ammetterà mai) nel secondo invece sei obbligato a fare freestyle con quello che hai attorno e che è confutabile per esempio come è vestito l’avversario, cosa sta succedendo, una notizia fresca del telegiornale del giorno stesso… insomma improvvisazione pura.

Di conseguenza abbiamo deciso anche di cambiare il criterio di valutazione: prima il voto era solo del pubblico e talvolta c’era una giuria in fase semifinale e, tranne in casi in cui l’mc era amico di tutti ma palesemente scarso, raramente si interveniva.

Quest’ anno, anzi, da quest’anno, prima di iniziare una battle si chiede al’mc che tipologia di improvvisazione vuole fare: scegliendo top of the head, e quindi la più difficile, l’mc acquisisce automaticamente un punto. Un punto lo do io scegliendo quello che mi ha convinto di più e un punto lo da il pubblico. I miei criteri non sono solo su cosa dice il concorrente, sono la presenza scenica, l’interpretazione, l’uso della voce…e altre cose che un vero mc dovrebbe saper fare.

Quasi mai però ho trovato mc che mi colpissero con il top of the head. Quindi scegliere la via difficile non significa automaticmaente vincere: se non sai farlo sei scandalos

Deiv La finale funziona al solito modo? Che succede a chi vincerà il contest toscano il prossimo 14 novembre al Viper Theatre?

Mastafive La finale prevede un upgrade anch’essa. I giudici, che sono i vincitori delle passate stagioni (Ensi, Ira, Jouly B, Emiskilla,Noema, Clementino, Canesecco, tranne Mondo Marcio che se la mena e non viene mai), avranno una scheda di valutazione a loro disposizione. Altre 10 saranno consegnate ad altrettante persone del pubblico che dovranno valutare da 1 a 10, dieci parametri:

  • Conoscenza dei vocaboli
  • Articolazione
  • Creatività
  • Originalità
  • Versatilità
  • Voce
  • Se hanno fatto già dei pezzi conosciuti
  • Presenza sul palco
  • Metrica
  • Innovazione nell’ esposizione

come vedi non sarà più solo una passaggio di esposizione ma un vero esame.

Siamo al punto in cui serve un qualcosa che si differenzi e che dia al pubblico mc che facciano davvero la differenza. Questi criteri di valutazione sono stati presi da un disco del 1987 di Kool Moe Dee: all’interno del suo secondo lavoro solista “How ya like me now” lui aveva inserito una scheda di valutazione su alcuni rapper del momento, fornendo valutazioni su questi parametri. Quest’anno vogliamo cominciare a mettere in chiaro che fare l’mc è una cosa seria, quindi sarà difficile passare i gironi della finale solo con le battutine, ingraziandosi il pubblico, o ricevendo un si o un no dalla giuria.

Deiv Ok.

Mastafive Ma non è una cattiveria verso gli mc, questi dovrebbero sentirsi presi più seriamente che non semplicemente per questa o quella rima. Io mi sentirei più rispettato sapendo che i criteri vengono tenuti da conto in toto.

Deiv Ok. Detto questo, quindi, credi che il ruolo dell’mc sia sottovalutato o venga preso, diciamo, sottogamba?

Mastafive Si, sia dai rapper (la definizione rapper non è un caso) sia dal pubblico. Mc capaci di catalizzare il pubblico e dare messaggi e intrattenerlo li si contano sulle dita di una mano in italia. Ma intrattnere non significa solo farlo urlare o farlo ridere, così come dare messaggi non significa solo tritare le palle con concetti sulle 4 arti (che ad oggi sono 9) sul rispetto della vecchia scuola, tutte cose vanno sempre tenute da conto, ma avere qualcosa da dire realmente che non siano solo emozioni paranoiche, è difficile ma non impossibile. Ci sono rapper liricisti di gran pregio in Italia, ma una volta sul palco, mamma mia…che noia. Altri potenziati con le rime e la fotta ma alla fine… gran scioglilingua e battute cabarap. Se il tecniche può aiutare realmente a trovare un Mc completo penso che lo debba fare con una spinta “morale” in tal senso. Gli Mc’s che sono usciti dal Tecniche hanno davvero quasi tutti le carte in regola per competere con i migliori, ma questo lo avrebbero fatto lo stesso negli anni, il TP li ha solo aiutati a stringere i tempi e a fare da cassa di risonanza. Negli ultimi 4 anni sento di avere una responsabilità non solo verso i freestyler che partecipano ma anche verso il pubblico. Quindi credo che i tempi siano maturi per capire certi concetti, credo che se fossero stati posti prima non avrebbero ottenuto comprensione da parte di tutti come oggi. Gli mc che avevano 13\14 anni ora ne hanno 20, sono pronti a porsi a scelte più rigide. Senza la spocchia degli anni 90, che se certe cose non ti venivano in automatico non meritavi di rappare. Magari oggi c’è troppa immondizia da scaricare ma c’è anche tanta vera consapevolezza che merita di avere un posto importante. Col fatto che si vinca un contratto discografico e una audizione in major attraverso il Tecniche, serve una palestra di questo tipo.

Deiv A volte si parla dell’uscita di “8 Mile” come se fosse una specie di soglia, un punto di non ritorno che crea un “prima” e un “dopo”… il film uscì nel 2003… a distanza di otto anni credi che i suoi influssi sulla scena siano stati più positivi o più negativi?

Mastafive Beat Street non era Wild Style ma è stato positivo. 8mile non è “Freestyle the art of rhyme” ma è stato positivo. Per chi conosce la differenza c’è la missione del dover trovare il modo di spiegare la differenza. Diciamo che 8mile ha fornito un linguaggio e sta a chi conosce la realtà saper catalizzare il messaggio e a sua volta spiegarlo. In un’ intervista del 2003 affermavo che la gente non è stupida, è gente. La gente sente chi ha il megafono più grosso ma ascolta anche chi ha qualcosa da dire. Sta a te a trovare il modo, non c’è giusto o sbagliato, onesto o disonesto, c’è solo corretto e non corretto.

Deiv A volte c’è l’impressione di dover ancora spiegare l’hip hop, di dover ancora spiegare il rap… concordi? Perchè siamo così indietro rispetto al resto d’Europa? Cosa non ha funzionato qui secondo te?

Mastafive Che chi tentava di spiegarlo prima lo ha fatto nella maniera sbagliata. Ancora oggi mi parlano di boicotaggio, di massonerie discografiche etc… penso semplicemente che le cose buone vengono sempre condivise e spinte. I tempi si allungano quando non ne hai i mezzi.

I miei contemporanei, e quelli di 5\6 anni più grandi, hanno avuto grosse possibilità che non hanno saputo sfruttare al meglio, si sono fermati a pensare all’orto di casa e non al campo da coltivare, chi l’ha fatto a volte è scivolato facendo il passo più lungo della gamba, ma se ai tempi certe cose si sono incancrenite sono di certo certe situazioni ad averle fatte appassire. Poi è un dato di fatto, non solo la crisi delle vendite, ma anche i passaggi di potere che hanno cambiato e censurato i modi di far passare il messaggio: non a caso la Golden Age è stata stoppata da Bush dopo Clinton… e di conseguenza in Italia il messaggio non è più passato come passava fino a 5 anni prima. Arrivati al 2001 ci fu una morte produttiva e creativa, anche per chi continuava a produrre.

Tornando al discorso di spiegare, penso che certe cose vanno di certo intuite ma vanno contestualizzate: se racconti la solita storiella del Bronx di New York a un italiano, che cazzo vuoi che gliene fotta? Ma se gli spieghi che il rap ha dato un modo a qualcuno di diventare se stesso, allora le cose possono assumere toni interessanti. Chi invece vuole parlare di Hip hop e se ne vuole identificare… beh li il mio consiglio è quello di studiare. Ognuno di noi se si sente Hip hop, è hip hop, ma sapere cosa sei o cosa fai non è la stessa cosa di credere di sapere cosa si stia facendo o dicendo, soprattutto nel 2010 dove ognuno potenzialmente può dire la sua. Non puoi parlare di una cosa che non è tua, ma di tutti, ne devi conoscere contenuti e personaggi e sopratutti momenti storici. Ma anche per un fattore personale. Guarda per esempio l’ etimologia della parole “peace” detta a gran voce per salutarsi, è nata da un episodio ben specifico e ben distinto. Vestirsi con le Super Star ai piedi è un codice per far sapere che sai determinate cose e conosci determinate situazioni, non solo moda. Portare un paio di scarpe di quel tipo in una jam hip hop enza saperne il contenuto storico, sminuisce il tuo averle ai piedi.

Non so se mi spiego.

Il rap… quello è ancora un’ altra cosa, è un genere musicale ed un mezzo nato dal jazz e utilizzato in gran parte dall’ hiphop. Fare rap non è l’hiphop, stai facendo una cosa hip hop ma non è l’hiphop.

L’hiphop è anche il rap e tutta una serie di altre cose… quando ne capisci la differenza, tutto assume un valore sia per te che per gli altri, che va oltre le jam o i video in tv.

Faccio un ultimo esempio che uso spesso.

Fare gli hamburger al Mac Donald e fare un filetto al pepe verde al Danieli di Venezia… tecnicamente sarebbero la stessa cosa, far da mangiare. Ma siamo tutti daccordo che non è la stessa cosa… stesso obiettivo, due livelli, due prezzi, due potenzialità.

Deiv Credi che da ogni edizione del Tecniche Perfette sia sempre uscito l’mc migliore?

Mastafive No. Per questo che abbiamo messo determinate prerogative da quest’anno, non che taluni non se lo siano guadagnati, perchè se c’è stato un pubblico e una giuria vuol dire che c’è stato del criterio, ma certe qualità non sono state stuzzicate a dovere in fase di tournament. Per esempio alcuni Mc di assoluto valore sia lirico che improvvisativo non sono stati messi in condizione di esprimersi per tutta una serie di leggerezze che non avevamo mai ritenuto così gravi. Posso farti il nome di Don Diego, Discarex, Bombercitro, Johnny Marsiglia (che ai tempi era Johnnykilla… ma considerata la moda ha cambiato tenendosi il cognome). Albe Ok, Pensie… lo stesso Moreno che ha perso contro CaneSecco, in realtà non è stato spronato a fare di meglio, sottovalutando la situazione e dando per scontato certe cose che noi tutti crediamo oggettive e che invece non lo sono. Dimenticavo Dank su tutti, lui in 8 edizioni possiamo definirlo un vero orgoglio del Tecniche.

Deiv Che consiglio daresti ai partecipanti?

Mastafive Consigli tecnici li posso dare sull’uso della voce, fiato, metrica… sull’inventiva e l’improvvisazione, posso dire poco: io arrivo da una scuola di freestyle dove si consacrava il Cypha e 4\4 si andava avanti anche tutta la notte. Da lì nasce il giro della morte. In realtà non mi limiterei a dirgli di essere sè stessi, ma più semplicemente diventare cio che vogliono essere.

Vedi, nel momento in cui ti battezzano in un modo o scegli tu il nome più congeniale a te, incominci un percorso che si distacca da quello che sei stato fino a quel momento, il freestyle da la possibilità a quel nome, a quella tua nuova identità, di venire fuori per quella che è… paroloni, ma pura verità.

Molti freestylers salgono e spesso risultano ridicoli, ma ridicoli per i parametri che abbiamo in testa, taluni così veraci che seppur sempliciotti, grezzi e non necessariamente super stilosi\braghelarghe\yo\bellazio\giassai\bella sbra\wanna be\bella smi… sono di impatto e il loro essere arriva alla gente. E’ l’esempio sia di Emiskilla, l’anti stereotipo reppuso anni 90 per eccellenza, e Canesecco che, seppur non con chissà quali soluzioni rimiche e metriche ha convinto pubblico e giuria, contro un Moreno che secondo tutti è quel qualcosa che deve avere un mc ma che quella sera non è arrivato.

Tutto chiaro quindi? Siete pronti a lanciare il guanto di sfida?

La fase eliminatoria regionale si terrà il prossimo 14 novembre (quindi questa domenica) alle ore 21, ingresso gratuito con consumazione obbligatoria.

E come potete perdervi il live di Coez, il figlio di nessuno, assieme a Lucci? Broken Speakers Crew!

Per non parlare della performanca del nostro affiliato Dj Craim… boom!!

L’evento è una frutto di una collaborazione tra Gold, Switch Comm**On e Viper Theatre.

Per maggiori informazioni www.tecnicheperfette.com