Margherita Landi

Dance for smartphone #1 My body is a cage

Ho iniziato questo progetto quasi per caso.

Sono passata da esperienze diverse, dal lavoro per progetti specifici in compagnie, a spettacoli di improvvisazione per bambini, da spettacoli in strada fino alla mia personale ricerca coreografica.

In questo periodo non è facile emergere come coreografa soprattutto nell’ambito della danza contemporanea che è molto di nicchia, in più non ci sono molti spazi disponibili, siamo tanti e ovviamente sono pochi i sostegni finanziari a disposizione.

Ad un certo punto è difficile raggiungere un livello “professionale” senza essere mai
pagati.

Ho quindi deciso di sfidarmi con un progetto a budget zero. Solo io, la mia ispirazione e il mio telefono. Dunque un video la settimana per un anno.

Il primo video è uscito fuori praticamente dal nulla.

Stavo provando da sola in uno studio di Amsterdam, ma la mia attenzione era stranamente catturata dalla cucina invece che dalla sala.

La finestra aveva una luce particolare, irripetibile: il sole filtrava dalle finestre in modo che non avevo mai visto nei giorni precedenti.

Quindi mi sono lanciata sul piano della cucina, nuda, per riprendere questo momento unico.

Tornando a casa canticchiavo un pezzo di Peter Gabriel e riguardando le riprese con quella traccia ho avuto l’idea: lo metto su youtube.

Dopo di che il passaggio mentale è stato spontaneo, youtube ha un pubblico quindi può essere un palcoscenico su cui sperimentare.

Il progetto vuole anche mettere alla prova la mia disciplina, per questo un video la settimana, per abituarmi anche nei periodi più faticosi a tenere accesa la mia creatività, accettando con apertura anche le settimane di totale assenza di idee.

Parte della mia sfida infatti sta proprio nel non giudicare i miei prodotti, un video la settimana è un bell’impegno e a volte non mi piace ciò che produco. Ma è comunque uscito da me, e dunque lo pubblico.

Il modo di procedere sta prendendo forma lentamente e i video, che stanno quindi diventando una sorta di diario artistico, stanno lentamente cambiando in una direzione sempre più chiara.

Generalmente passeggiando vedo un angolo, un muro, un dettaglio che mi attira e decido che quello sarà il posto del mio prossimo video, mi è successo sia in casa mia, in casa dei miei, in casa di amici, per strada, in campagna, qualunque posto può diventare la location ideale, per ora ho almeno 3 video girati per le scale e 2 in toilet tanti in strada.

Inizio improvvisando sul posto, spesso non ho molto tempo, a casa di altri potrei disturbare, in strada tra macchine e passanti è difficile tenere la concentrazione, ecco perché in molti casi li giro di notte o la mattina presto.

Mentre improvviso cerco di lavorare d’istinto senza decidere razionalmente di cosa tratterà il video o che colonna sonora avrà, cerco di cogliere più che altro le suggestioni che ricevo dal luogo. In un secondo tempo lo monto cercando di rimanere nel minuto e mezzo massimo di lunghezza.

Dopo il montaggio mi è generalmente più chiara la natura del video, quindi vado alla ricerca della musica.
Qualche ritocco del montaggio con la musica, mai grandi ritocchi, mi piace lasciare le coincidenze naturali dell’incontro tra danza e traccia musicale, e il video è pronto.

Mi piace pensare di lasciare una traccia del mio passaggio in un determinato luogo, youtube ne diventa testimone, come una tag danzata.

Thought credit: Margherita Landi

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