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Drago Vol.6/ L’Epilogo



Fine primo tempo

Siamo giunti alla sesta tappa del viaggio assurdo di Er Drago. Il progetto si era posto l’obbiettivo di tracciare il percorso di un anno solare attraversando dodici scenari. Dopo accurate riflessioni intime e collettive si è però arrivati a una scelta che vede nel Vol. 6 l’epilogo di un primo atto. Proviamo a comprendere meglio il perché: dal 21 gennaio al 21 giugno Er Drago ci ha servito la bellezza di 18 tracce che lo descrivono sotto tutti i punti di vista, dalle tinte più forti alle sfaccettature completamente fuori dall’ordinario. Un lavoro sudato fino all’osso, impeccabile sia nelle grafiche che nelle proposte musicali e poetiche; insomma, un menù di degustazione stellato che ci ha svelato il suo potenziale incredibile.

Cover Vol. 6

Un Album da digerire per bene

Dopo 18 tracce possiamo considerare la Saga del Drago come un vero e proprio Album vecchio stile, dove il viaggio ha la durata necessaria per una profonda trasformazione intima. Vista l’intensità dei temi poetici, la vastità dello scenario immaginale e l’imprevedibilità stilistica, questo viaggio ha ora bisogno di concedere una pausa riflessiva sia al creatore che all’ascoltatore.

Abbiamo vissuto una primavera piena di musica che arriva subito, magari entra nelle vene e ci smuove un po’ il sangue ma non ci chiede di scendere in profondità nell’essenza delle cose di terra. Il mercato appare come uno di quei macchinari impazziti che sparano palline di colori diversi ma tutte dello stesso sapore, a raffica. Questo viaggio esula completamente dallo scenario usa e getta: “ascolta sì, ma non sentire troppo e soprattutto evita di meditare.” Il viaggio che ci offre Er Drago è pieno di stati d’animo che vengono scavati e raccolti come i cocci di una vecchia anfora intrisa di una storia al di là del tempo. Per arricchire e dare la giusta intensità a questo epilogo Er Drago si è avvalso del supporto di Ripper Mooki, Korekane e Giulia Marinelli.

“Come il Tevere che non smette di scorrere soffio sulle tenebre come sulla polvere. Devo essere celere prima di soccombere, leggero come cenere dò vita alle mie opere”.

Brano Thybris ft Ripper Mooky e Korekane – Ep Drago Vol.6 –

Archeologia del Vol.6

Nel Vol. 6 Er Drago arriva a ricomporre l’anfora nella sua forma completa, unendo tutti i pezzi d’argilla affiorati e ripuliti dalla polvere e dalle incrostazioni. Questo step disegna per l’artista un punto di svolta notevole, all’alba dei suoi trent’anni e di una carriera radicata da più di dieci anni. Il Vol. 6 racchiude il sunto, la sostanza, le linee di base non più transitorie del suo carisma artistico. Un lavoro che lo ha portato all’estremo delle forze tanto da doversi superare giocando al limite tra il reinventarsi e il non tradirsi.

Ogni artista dovrebbe attraversare una prova simile per non scadere nel già visto e già sentito. Er Drago ha scolpito il suo totem come simbolo propiziatorio e come fulcro della danza del sole. Una danza sfrenata in assenza di acqua e cibo che porta per forza di cose oltre le proprie risorse, a fare i conti con i limiti che ci determinano ma che ci costringono in una gabbia.

“Mandami all’inferno insieme al Diavolo tanto risorgerò tenendo il Graal in mano con i miei Homie ad Avalon. Un dono ereditato da un trisavolo non è dell’oro ma è la voglia di saper abbattere ogni ostacolo”.

Brano Permafrost – Ep Drago Vol.6 –

Determinazione liberata.

Superare una prova di questo tipo, tre brani al mese completamente diversi in mood e concept per sei mesi consecutivi, ha portato l’artista a radicare e certificare la sua spinta creativa e il suo carisma. Questa saga funge da biglietto da visita per chiunque voglia comprendere il potere trasformativo dell’arte quando lo stesso artista è canale di realtà esterne completamente diverse tra loro. La base dell’opera di Er Drago e della sua forma stilistica è la libertà di concedersi completamente alla musica e così all’ispirazione poetica dei piani immaginali. Che passano dalla sfera dei sotterranei a quella dei piani astrali senza perdere l’autenticità dell’esperienza d’anima intrisa in ogni barra. E così anche il sesto volume ricalca la fase di meditazione profonda ed espansione di tutti i volumi prodotti e analizzati seguendo la scia del fiume che scava con Tybris, quella di terra con Gastrite e quella astrale magica con Permafrost.

Demiurgo del proprio universo.

L’opera prodotta in questi mesi da Er Drago è in perfetto stile alchemico “La Grande Opera” ovvero un viaggio di sublimazione delle parti scure, leganti e ostacolanti che sciolte con il fuoco ben calibrato si sono trasformate nelle risorse leggendarie dell’Eroe che ognuno di noi dovrebbe essere per se stesso. Er Drago scioglie e coagula, annerisce e sbianca fino a ottenere un balsamo che lenisce in profondità gli scompensi reali e che dona un soffio potente ed eterno all’epicentro dell’anima. Demiurgo del proprio universo Er Drago accoglie e trasforma in vittoria intima la sfida vitale, con la serietà di un maestro e la leggerezza burlona di un giullare. Di base sotto a tutto questo flow di spessore rimane un solo filo da seguire:

“L’Amore misero lo lascio al macero così che possa prendere un sapore veritiero anche se acido, fuori mi assidero nel freddo placido così potrà scaldarmi quell’amore così libero che immagino”.

Brano Permafrost – Ep Drago Vol.6 –
Er Drago – “Drago Vol.6” su Spotify