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Cinema VR

Le innovazioni visive di Sam Wickert e Eric Leigh



Per chi, come me, sta cercando di orientarsi in quella che è a tutti gli effetti una nuova frontiera dell’intrattenimento, quella della realtà virtuale, è molto difficile reperire informazioni sui contenuti. Sia perché sono per lo più inaccessibili per problemi tecnico-logistici (alcune esperienze, come per esempio “Carne y Arena” di Iñárritu, hanno bisogno di un impianto installativo gigantesco per essere fruito), sia perché non se ne sa quasi nulla; e gli addetti ai lavori riescono ad avere accesso a questi contenuti solo ai festival di settore o negli store presenti nei vari headset. Purtroppo ciò che si trova da una parte difficilmente è reperibile anche da un’altra.

Proprio per questo motivo, e anche per crearmi un database, cercherò di esplorare, dando un riferimento, ciò che per un motivo o per un altro ritengo valido per comprendere questo tipo di linguaggio; nello specifico, quello del 3DOF (Three Degrees Of Freedom), ovvero quello dei contenuti lineari, cioè con un inizio ed una fine prestabiliti, in cui l’unica interazione possibile è quella di osservare a 360° dal centro.
È un concetto articolato, lo so, se volete saperne di più andate qui.

Sam Wickert  Eric Leigh

Ad ogni modo, per iniziare da qualche parte, ho preso in considerazione un duo di YouTuber; quelli che nell’immaginario collettivo dovrebbero essere anagraficamente più vicini a questa nuova tecnologia, cosa che in realtà è vera solo a livello teorico.

Su Within, la app presente su Oculus Store e nei vari store mobile per iOS e Android (fruizione che comunque sconsiglio assolutamente), sono presenti alcuni brevi film in VR, o esperienze in realtà virtuale se preferite, realizzate dalla SoKrispyMedia; un’azienda creata da Sam Wickert e Eric Leigh, che nel 2017 ha esplorato in modo decisamente interessante questa nuova grammatica visiva.

SoKrispyMedia

Sono tutte piccole esperienze, ma in quasi tutte c’è un’idea innovativa, o che comunque merita di essere osservata, da chiunque ha intenzione di avventurarsi nel mondo del cinema VR.

Sono tutti progetti un po’ datati e va sottolineato che sono stati realizzati con alti budget (da un certo punto in poi sono stati co-prodotti da Google per il, fallimentare, “DayDream”), ma, come dicevo, hanno tutti un loro perché, anche a distanza di anni.

“Security Cam”

Questo è sicuramente il meno interessante, ma è anche il primo esperimento che hanno fatto nel 2015. Completamente in CGI (o almeno così credo io), esplora il potenziale del linguaggio VR; rendendo lo spettatore una camera di sicurezza piazzata al centro di un parcheggio sopraelevato, che assiste ad un breve inseguimento da parte di una serie di Smart della polizia.

“Security Cam” (2015) durata 01:22 minuti

“Channel Surfer”

Qui le cose iniziano a diventare interessanti, sebbene siano ancora in fase embrionale. (Siamo all’inizio del 2016)

Eric, uno dei fondatori che da qui in poi sarà il protagonista di tutti i video, è stato risucchiato dal televisore della nonna e dovrà viaggiare attraverso vari canali televisivi prima di tornare nel salotto di casa.

Ovviamente, la presenza all’interno di ogni canale avviene ritrovandosi al centro del film, programma televisivo o cartone animato nel quale ci troviamo; strepitosa la scena all’interno di “South Park”, così come l’incursione sul set della sit-com, ed è proprio questo il valore maggiore di questa piccola opera.

Infatti, come dico ogni volta che parlo di VR, la peculiarità di questo linguaggio è quella di metterci al centro della scena invece che davanti, come siamo abituati da sempre. Quindi consiglio la visione di questa esperienza (con il visore, ovviamente) proprio per comprendere appieno questo aspetto.

È interessante anche l’utilizzo del taglio per passare da una scena all’altra, che avviene senza farci distrarre troppo. Tendenzialmente, il cambio di punto di vista e il taglio, perlomeno per me, tendono a far uscire dalla narrazione, sebbene il racconto in questione si presti perfettamente a questo.

“Channel Surfer” (2016) durata 02:43 minuti

“Internet Surfer”

A mio avviso l’opera più completa e riuscita che hanno fatto.

Questa piccola esperienza VR (solo 03:40 minuti) è il remake/reboot (non me la sento ancora di definirlo requel) di “Channel Surfer”, ed è veramente sorprendente dal punto di vista visivo.

Eric è sempre a casa della nonna, ma stavolta invece che nella TV finisce nel computer e dovrà fare il giro dei suoi canali YouTube preferiti per poter rivedere la nonna. In questo piccolo (ma tecnicamente gigante) progetto sono presenti vari YouTuber: Jamie Costa, Corridor Digital, Zach King, Cyanide and Happiness e LindseyRem.

Ci sono tantissimi spunti interessanti in questo lavoro; dai carrelli all’utilizzo dello zoom fino all’utilizzo pressoché perfetto del green screen, compresa una piccola sequenza totalmente in animazione.

Non fatevi forviare dalla breve durata, purtroppo tema ricorrente quando si parla di VR, perché è tutto pensato molto bene, e dura esattamente quanto serve per raccontare questa piccola storia.

“Internet Surfer” (2017) durata 03:44 minuti

Tiny Tank

I SoKrispy Boys hanno un nuovo giocattolo!

Sam, Eric e lo YouTuber Jamie Costa stanno combattendo in una zona di guerra virtuale quando ottengono un punteggio elevato e sbloccano l’onnipotente Tiny Tank, lasciando ai cattivi zero possibilità.

Qui si vede più la presenza del budget che le idee, purtroppo, ma ha comunque qualche spunto interessante; come la doppia narrazione, interna al videogioco ed esterna a loro che indossano i visori per giocare, che è sempre un tema interessante da sviluppare.

Tiny Tank (2018) durata 04:09

“Video Game Vehicle”

Sam ed Eric installano una console per videogiochi nel cruscotto della loro auto e sono sorpresi di vedere la strada diventare una vera missione per videogiochi. Quando la console presenta problemi, dovranno agire in fretta o rischiare di rimanere intrappolati nel gioco per sempre.

Anche questo è un progetto ad alto budget, si vede un po’ più di ricerca di linguaggio; ma tra le varie trovate esplorate diciamo che è quello che funziona meno.

Ci sono tanti carrelli e tanti cambi di punto di vista, ma talvolta risultano troppo repentini per essere riutilizzati in altri contesti. Merita comunque la visione.

“Video Game Vehicle” (2018) durata 04:22 minuti

Do Not Touch

Questa è la seconda mia esperienza preferita di Sam Wickert e Eric Leigh.

Il cartello diceva “non toccare”, ma Eric ha comunque toccato il famoso dipinto. Ora le guardie di sicurezza gli stanno alle calcagna e lo rincorreranno all’interno di una serie di dipinti; mostrandoci i nostri protagonisti in stile con il quadro nel quale si trovano.

Questo video è stato reso possibile con algoritmi di intelligenza artificiale avanzati utilizzati per trasferire lo stile dai vari dipinti al filmato stereo grezzo; e anche stavolta gli spunti che offrono sono tantissimi.

Do Not Touch (2018) durata 03:01

Insomma, per concludere, in una ventina di minuti in totale c’è una carrellata di idee e spunti perfetti per esplorare questo nuovo linguaggio audiovisivo.

Purtroppo le loro produzioni in VR sono ferme al 2018, più o meno quando è naufragato il progetto “DayDream”.
Un vero peccato perché come dicevo hanno avuto un approccio davvero innovativo, ma forse viveva troppo dei budget e delle richieste di Google. O forse si sono spostati ad esplorare sul 6DOF, vista anche la loro natura di gamer.

In ogni caso, spero di rivederli presto all’interno dei visori.