Margherita Landi

PEACEFUL PLACES

SCARICA E GUARDA COL VISORE VR

PEACEFUL PLACES è un installazione partecipativa, che si attiva quando un gruppo di persone decide di indossare il visore VR e lasciarsi guidare dall’esperienza.
In un momento storico così faticoso per i nostri corpi, ci siamo domandate come stia cambiando la confidenza fisica in tempi pandemici.
Al posto dell’immagine Bodies as Weapons ,immagine che è stata restituita da diversi pensatori per definire il rapporto con l’altro oggi, proponiamo l’immagine di Bodies as Peaceful Places, dopo aver scansato tanti corpi nell’ultimo anno finalmente la possibilità di andargli incontro di essere accolti.
La realtà virtuale in questo senso diventa uno strumento per “aumentare” l’esperienza fisica, ma anche lo strumento di apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR (Virtual Reality).
Verranno poi messi a disposizione del pubblico dei visori per “viaggiare” nel contatto fisico e nel movimento, in una sorta di installazione partecipata in cui i materiali per muoversi sono dati in tempo reale dal visore.

La danza diventa danza quando un movimento diventa poesia. Per fare ciò, tra il gesto stesso e la sua realizzazione, deve esserci uno spazio per l’ascolto delle emozioni in atto per agire una rilettura che permetta di tradurle in danza. La nostra ricerca artistica coniuga tecnologia e movimento con l’intento di far emergere la danza da gesti quotidiani. Il progetto mira a consentire a tutti e a tutti i tipi di corpo, di trasformare il proprio stato emotivo in danza, lasciando che l’utente apprenda in uno stato contemplativo. L’imitazione è uno strumento fondamentale per incorporare e la realtà virtuale è uno strumento molto efficace per coinvolgere emotivamente il pubblico.

Peaceful Places vuole porre l’attenzione sul corpo come luogo, in cui tutti effettivamente viviamo. In questo mondo pandemico il corpo è diventato un posto di guerra. Peaceful Places è un’installazione che ha il potere di far sperimentare la vicinanza e l’assenza allo stesso tempo, e questo paradosso offre una prospettiva importante sul momento storico che stiamo vivendo ora.

L’utilizzo del video 360 va nella direzione di un’iperrealtà, invece che di una realtà alternativa, non reale. Quindi corpi veri, persone vere, legami veri e le loro vere storie emotive. Questo è anche il modo in cui abbiamo scelto di sviluppare un’esperienza di movimento in 3dof invece di una esperienza in 6dof interattiva.

PEACEFUL PLACES

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PEACEFUL PLACES è un installazione partecipativa, che si attiva quando un gruppo di persone decide di indossare il visore VR e lasciarsi guidare dall’esperienza.
In un momento storico così faticoso per i nostri corpi, ci siamo domandate come stia cambiando la confidenza fisica in tempi pandemici.
Al posto dell’immagine Bodies as Weapons ,immagine che è stata restituita da diversi pensatori per definire il rapporto con l’altro oggi, proponiamo l’immagine di Bodies as Peaceful Places, dopo aver scansato tanti corpi nell’ultimo anno finalmente la possibilità di andargli incontro di essere accolti.
La realtà virtuale in questo senso diventa uno strumento per “aumentare” l’esperienza fisica, ma anche lo strumento di apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR (Virtual Reality).
Verranno poi messi a disposizione del pubblico dei visori per “viaggiare” nel contatto fisico e nel movimento, in una sorta di installazione partecipata in cui i materiali per muoversi sono dati in tempo reale dal visore.

La danza diventa danza quando un movimento diventa poesia. Per fare ciò, tra il gesto stesso e la sua realizzazione, deve esserci uno spazio per l’ascolto delle emozioni in atto per agire una rilettura che permetta di tradurle in danza. La nostra ricerca artistica coniuga tecnologia e movimento con l’intento di far emergere la danza da gesti quotidiani. Il progetto mira a consentire a tutti e a tutti i tipi di corpo, di trasformare il proprio stato emotivo in danza, lasciando che l’utente apprenda in uno stato contemplativo. L’imitazione è uno strumento fondamentale per incorporare e la realtà virtuale è uno strumento molto efficace per coinvolgere emotivamente il pubblico.

Peaceful Places vuole porre l’attenzione sul corpo come luogo, in cui tutti effettivamente viviamo. In questo mondo pandemico il corpo è diventato un posto di guerra. Peaceful Places è un’installazione che ha il potere di far sperimentare la vicinanza e l’assenza allo stesso tempo, e questo paradosso offre una prospettiva importante sul momento storico che stiamo vivendo ora.

L’utilizzo del video 360 va nella direzione di un’iperrealtà, invece che di una realtà alternativa, non reale. Quindi corpi veri, persone vere, legami veri e le loro vere storie emotive. Questo è anche il modo in cui abbiamo scelto di sviluppare un’esperienza di movimento in 3dof invece di una esperienza in 6dof interattiva.

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