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Miopia | Un viaggio in atmosfere sfocate



Miopia è il nome della fanza fotografica realizzata da Jusse (oltre ad essere un mio punto debole) che, tramite gli scatti al suo interno, ci racconta e ci trasporta negli ambienti del train writing.
Un progetto interessante che mi ha subito colpito, sia per come è stato realizzato ed impaginato, sia perché se mi tolgo gli occhiali vedo esattamente così, quindi ho sentito subito un certo feeling.

Mosso dalla curiosità ho scambiato qualche parola con Jusse riguardo a Miopia.
Check it!

Ciao Jusse, raccontaci come è nata l’idea di questo progetto?

Ciao! L’idea è nata inconsciamente, facendo vedere le foto ai miei amici, i quali mi facevano notare quanto fossero mosse. Queste continue osservazioni mi hanno fatto riflettere sull’esistenza di un sottile legame tra le azioni in yard e la realizzazione delle mie fotografie, le quali sono il frutto di specifiche condizioni di scatto.

Mi spiego, fotografare di notte, senza cavalletto, senza flash e con poca luminosità, costringe a impostare dei tempi di scatto lunghi e spesso il risultato è sfocato e mosso. Inconsciamente, però, sono riuscito a riprodurre quell’atmosfera che ho sempre percepito in yard: le lunghe attese cariche di tensione contrapposte all’adrenalina dell’azione.

Il mio interesse per il mondo delle fanzine ha influito sulla realizzazione del progetto, infatti reputo la produzione indipendente molto “intima”, ciò si concilia col piacere che provo nel condividere personalmente le fotografie con gli altri, consapevole che il mio lavoro sarà apprezzato da una cerchia più ristretta, ma con cui posso entrare in contatto e confrontarmi.

Miopia-fanzine-goldworld

Quale è stato il processo creativo?

Succede che quattro anni fa, forse anche cinque, mi rompo il ginocchio skeitando (menisco e crociato) e dovendo rimanere fermo per un bel po’ di tempo, e non potendo skeitare, dovevo trovare un modo per sfogare le mie energie…

Un giorno mia madre mi regalò la mia prima reflex analogica e iniziai a fotografare i miei amici in skate. Dopo un po’ di tempo incontro Toupe che mi porta per la prima volta in yard… E li mi sono innamorato di quell’atmosfera, quelle sensazioni che si percepiscono una volta dentro.
Dopodiché ho incontrato sempre più persone con cui andare a disegnare e a far foto. Sono nate grandi amicizie da questa passione, come ad esempio con Crasto, che mi ha spinto a credere sempre in quello che facevo / facevamo.

Il confronto con gli altri ragazzi è stato molto importante, infatti, non avendo alcun tipo di social, ho cercato di far vedere i miei lavori dal vivo; uscire con le foto stampate e mostrarle di persona mi da molta più soddisfazione di ricevere un cuoricino o un like… Perciò, decidendo io a chi farle vedere, ho iniziato a pensare alla realizzazione di una fanza, a contattare i miei amici con cui sono andato a disegnare ed a far foto chiedendo loro dei bozzetti da mettere dentro per accompagnare le foto.

Nonostante le distanze, i problemi di comunicazione e le tempistiche, è stato soddisfacente riscontrare l’interesse che avevano questi ragazzi nella realizzazione del mio progetto.

E come è stato invece il processo produttivo?

Ho iniziato a sviluppare a casa le pellicole, dopodiché le ho scannerizzate e ho raggruppato gli scatti più mossi e sfocati cercando di dare un valore a ogni imperfezione, persino alla polvere depositata sul negativo.

Ho imparato a usare InDesign su un computer molto vecchio, che nonostante i suoi anni è riuscito a fare il suo dovere. Infine, non poco importante, il trovare i soldi per la realizzazione di 100 copie, che non sarebbero mai uscite senza l’aiuto dei miei amici che hanno finanziato insieme a me il progetto.

Miopia-fanzine-goldworld-2

A primo occhio può sembrare un progetto “semplice”, ma così non è.
Non è una classica fanza sul Writing, anche se è strettamente collegata a questa disciplina. Qual è la giusta chiave di lettura per poter apprezzare al meglio questo progetto?

La miglior chiave di lettura secondo me è cercare di immedesimarsi nelle foto contenute all’interno.
La foto mosse rispecchiano un po’ la carica che si vive in yard. Stare nascosti in mille posizioni scomode, impostare i tempi ed il diaframma… non sono foto comode, mettiamola così…

Ora come ora si fanno sempre più foto con i cellulari o con macchine digitali. Queste foto son frutto di tanto. sudore e tanto tempo. Abituati come siamo ad uscire e vedere subito le foto scattate. Qui no…

Qui dovevo aspettare di tornare a casa sviluppare e poi stampare o digitalizzare con lo scanner.. Insomma tutte queste attese e questa pazienza han fatto si che questi scatti avessero un valore aggiunto per me… Anche se mosse, anche se non rispecchiano il canone di foto precisa pulita che siamo abituati a vedere oggi.

Come mai la scelta del nome Miopia?

Sfogliando le mie foto mi piaceva giocare con le parole per definirle. Essendo miope so come ci si sente a svegliarsi il mattino e vedere tutto sfocato finché non trovi gli occhiali e ritrovavo le stesse condizioni visive nelle mie foto… Mi perseguita….

Dove possiamo trovare una copia di Miopia?

Potete trovare Miopia al The Graffiti Bench di Bologna, sia in negozio che online (Link) o, siccome non mi piacciono le dinamiche social, se volete averne una copia, potete contattarmi tramite la mail ufficiale: concetto40@protonmail.com.