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LeDiesis: “Il ruzzo salverà il mondo!”



Due donne ma soprattutto due amiche (rigorosamente anonime) che condividono una fortissima empatia.

LeDiesis, collettivo di street artist, utilizzando la tecnica del paste up, dispensano occhiolini attraverso delle “Superwoman”, donne iconiche di arte e cultura, che hanno lasciato il segno.

L’ ammiccamento non sfiora nemmeno un fare malizioso bensì è un gesto di estrema complicità femminile, un messaggio che grida “Ce la possiamo fare, ce la puoi fare!”

In pochissimo tempo LeDiesis sono diventate un fenomeno mediatico, girando lo stivale da nord a sud portando “a zonzo” la loro forma di comunicazione.

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LeDiesis – Morticia (Napoli)

Come nasce il progetto “LeDiesis” ?

L’idea delle Superwomen è nata ridendo e scherzando a Gennaio 2019, durante una visita ad Arte Fiera a Bologna. Avevamo voglia di creare qualcosa che ponesse l’attenzione sulle donne, visto che in questo momento storico stanno prendendo sempre più consapevolezza delle loro capacità.

È stata un’intuizione del tutto naturale ed istintiva, senza alcuna aspettativa. La prima incursione è stata nella nostra Firenze, una delle città capofila della street art italiana, in occasione dell’8 Marzo 2019: abbiamo attaccato otto icone femminili in alcune finestre cieche del centro storico, solo per il gusto di condividerle, omaggiarle e creare un momento di riflessione per tutti.

La street art è un mezzo di comunicazione con un’energia incredibile. Il fatto che si realizzi per strada è un motivo in più per veicolare messaggi positivi. Arrivare alla street art, quindi, per noi è stata una conseguenza del nostro percorso interiore.

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LeDiesis – Barbie (Roma)

So che c’è un preciso motivo sulla scelta del vostro nome d’arte. Ce lo raccontate?

Il nome LeDiesis (Le #) è saltato fuori per giocare sia con il linguaggio social sia con quello musicale. La parola “Lediesis” è un mix tra ladies e sister, tra le grandi signore della storia e le tante sorelle anonime del mondo. Il diesis è anche un’alterazione di un semitono ascendente della nota di base. 

La nostra ricerca di cambiamento si riflette quindi nel nome, nella pittura e nella selezione dei personaggi che decidiamo di dipingere: donne libere ed illuminate che danno un messaggio positivo, di crescita individuale che si riflette anche sulla crescita spirituale della società.

Per questo le nostre donne sono rappresentate con la S di Superman, simbolo attribuito a un uomo, (e perché non alla donna?) e strizzano l’occhio al passante in gesto complice: perché ognuno possa riflettere e scoprire i propri superpoteri. 

Come lavorate in sinergia? Vi dividete i compiti o vi confrontate di solito ?

Siamo due amiche, una ha alle spalle studi accademici con l’obiettivo di poter vivere con l’arte. L’altra proviene dal mondo della comunicazione ma si è sempre occupata di mostre e spettacoli. In fondo, i due mondi collimano. La nostra forza sta esattamente nel congiungere questi due ambiti, apparentemente distinti, per creare insieme qualcosa di unico.

Siamo molto affiatate, ci capita spesso di pensare la stessa cosa o inviarci un messaggio in contemporanea con un contenuto identico. E abbiamo una visione simile della vita e dei nostri progetti: voler trasmettere un messaggio importante attraverso la leggerezza, senza prenderci troppo sul serio. Il nostro leitmotiv è: “Il ruzzo salverà il mondo”.

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LeDiesis – Freddie Mercury (Firenze)

Come gestite la volontà di restare anonime con l’essere diventate un fenomeno mediatico?

Non è importante chi siamo, quello che conta è il messaggio che vogliamo trasmettere con le nostre opere. Non siamo attrici o frontgirl di un band, siamo artiste e quello che esprimiamo è nell’opera. Restare nell’ombra è una forma di protezione della nostra privacy, ma è anche un mezzo per dare risalto a quello si fa.

Siamo circondati da smanie di protagonismo, lo vediamo ovunque, a noi non interessa mostrare chi siamo, in relazione a quello che realizziamo è irrilevante. Ci piace pensare che il nostro superpotere sia proprio l’invisibilità, perché, in un mondo in cui siamo controllati, ci rende molto più libere.

La vostra eroina preferita ?

Abbiamo da poco realizzato Trinity, l’eroina di Matrix, e l’abbiamo attaccata in alcune cabine telefoniche di Roma e di Firenze.

L’idea era quella di portare l’arte per strada in un momento in cui i musei sono tutti chiusi, ridando vita a luoghi dimenticati. La cabina telefonica, come nella pellicola, rappresenta una sorta di portale fluido tra due mondi, quello virtuale e quello reale, dove le realtà si incrociano.

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LeDiesis – Trinity (Firenze)

State lavorando a qualcosa di nuovo ultimamente? Dove vi troveremo?

Dal 21 Maggio a metà Giugno parteciperemo a una collettiva dedicata alla street art in rosa dal titolo “Una stanza tutta per lei” presso Informacittà – L’arte di comunicare, un nuovo spazio fiorentino gestito da donne.
Dal 24 Giugno invece saremo con la nostra personale “SuperWomen” nel Museo Civico di Bari con un progetto che investirà gran parte dello spazio espositivo.

Non è dove esponi che è importante, ma il contenuto che proponi e come lo proponi. Per noi è importante attaccare per strada ma anche esporre in un museo per far conoscere la street art anche dove non te l’aspetti, cercando di creare un allestimento fresco che non snaturi il lavoro che fai in strada.

Detto ciò per il futuro, dopo aver impollinato le grandi città italiane, siamo pronte per l’estero…


LeDiesis

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