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“Saudade” | Il viaggio degli Oremèta



Saudade” è il nome del primo album ufficiale degli Oremèta, un gruppo originario di Ostia Lido, composto da: Dario Cangreo, Chiara Pisa e Giulio Gaigher; il trio ha pubblicato il disco lo scorso 15 Gennaio per Glory Hole Records. (Link Spotify).

"Saudade" - Oremèta
“Saudade”Oremèta

“Saudade” – Oremèta

  1. “Bakarak” ( Scratch Dj Less One )
  2. “Quarantena”
  3. “Pangea” ( feat. Soulclore )
  4. “Se alle sei”
  5. “Meta”
  6. “Saudade”
  7. “Interludio”
  8. “Passaporto”
  9. “Diario”
  10. “Costa Nova”

Il progetto Oremèta nasce dall’incontro tra Dario, Chiara e Giulio: tre amici che, abitando nello stesso condominio, ed essendo obbligati alla permanenza casalinga, hanno deciso di cominciare a fare musica insieme per “continuare a sentirsi vivi”.

Saudade” è un disco nato tra le quattro mura di casa, durante il primo lockdown. All’ultimo piano di un palazzo di Ostia Lido: “Uno di quelli che punta verso il mare ed al quale il maestrale strappa l’intonaco.”
Un disco che racchiude in sé moltissimi tipi di influenze ed esperienze musicali, ed altrettanti tipi di sonorità. Le ottime produzioni musicali di Giulio Gaigher sono accompagnate dalle liriche di Dario Cangreo e Chiara Pisa che danno voce a questo particolarissimo viaggio.

Ho conosciuto il gruppo un paio di mesi fa, in occasione della pubblicazione di alcuni video di live music session che i ragazzi stavano tenendo durante la prima quarantena.
L’approccio del gruppo mi aveva già incuriosito a quei tempi, ma con il passare dei mesi gli Oremèta hanno decisamente lavorato sodo e posto delle interessanti fondamenta ad un progetto che, ad oggi, è molto più maturo e serio, in senso positivo.

Per questo motivo ho deciso di farmi raccontare direttamente dagli Oremèta cosa è successo in questi mesi.

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OremètaChiara Pisa, Dario Cangreo e Giulio Gaigher

Ci siamo conosciuti ad Aprile scorso (sembra passata una vita), in occasione dell’uscita di alcuni video che avevate registrato durante il primo lockdown. Oggi noto con molto piacere che il progetto, non solo è andato avanti, ma si è decisamente evoluto.
Raccontateci, che è successo in questo periodo?

” Felicissimi di potervi raccontare della nostra musica durante questo folle periodo, grazie di cuore. Per raccontarvi le origini del nostro progetto dobbiamo tornare ai primi mesi di lockdown, durante la primissima fase della pandemia; quando noi tre, vivendo nello stesso condominio ad Ostia Lido, ci siamo trovati a convivere. 

Pochi edifici separano la nostra casa dal mare, e guardandolo in lontananza seduti sul tetto, abbiamo iniziato a comporre. La musica ha un vero e proprio potere curativo, e ciò che abbiamo fatto è stato semplicemente suonare per continuare a sentirci vivi. Con i pochi strumenti che avevamo a disposizione abbiamo composto 5 brani originali che raccontavano il nostro stato d’animo e i nostri ricordi, le nostre speranze e le nostre nostalgie. Per ogni brano composto abbiamo girato un video amatoriale che riportava le nostre immagini quotidiane, offrendo a chi ci ascoltava da lontano un istantanea dei nostri giorni.

Lo slogan con il quale presentavamo questi brani su YouTube era: “ Questo è un progetto che nasce in quarantena e morirà in quarantena”, ma ci siamo dovuti ricredere.
Prima che scattasse il lockdown avevamo composto diversi brani ai quali però Chiara non aveva preso parte; ma durante la convivenza la sua voce è diventata parte integrante e fondamentale delle nostre composizioni, sorprendendo tutti, compresa lei stessa.

Arrivata l’estate abbiamo deciso di inviare i nostri brani alla Glory Hole Records, realtà che da sempre promuove e supporta il rap di contenuto nel nostro paese. Tempo dopo abbiamo ricevuto una risposta positiva da parte dello staff; che ci ha comunicato di aver ascoltato il demo, e di trovare molto interessanti le composizioni e di apprezzare l’equilibrio e la sinergia che mantenevamo tra di noi. Ognuno con il proprio ruolo, all’interno dei brani. A partire da quel momento è iniziato il nostro percorso accompagnati da questa realtà, che ci ha permesso di pubblicare un primo videoclip ufficiale “Quarantena/Costa Nova”, ma sopratutto di pubblicare il nostro primo album “Saudade”, uscito lo scorso 15 Gennaio. “

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Dario Cangreo

“Saudade”, a mio avviso, è un progetto ricco di poetica e di ricerca sonora. In cui il tutto si mixa offrendoci un sound decisamente originale e ricco di elementi ed influenze che provengono da diversi generi e paesi.
Cosa potete dirci riguardo al vostro processo creativo?

Prima di tutto grazie per aver percepito tutto ciò che abbiamo riposto in questo album, non è assolutamente scontato avere la pazienza necessaria per “sentire” oltre che per ascoltare. 
Per quanto riguarda il processo creativo, possiamo dire che i nostri brani nascono senza una “destinazione” decisa a priori. Senza l’imposizione di una linea sonora preimpostata, si creano in divenire, a seconda soprattutto del nostro stato d’animo durante la composizione. Una nostra particolarità, come membri di un unico gruppo, è sicuramente la grande varietà di musica che amiamo ascoltare e suonare; e questo ci regala una vasta scelta di linguaggio per poterci raccontare.

La nostalgia prende forma nella bossa nova, il reggae puo’ raccontare le nostre speranze, i vecchi vinili campionati possono aiutarci a trasmettere il nostro amore per l’Hip Hop; e cosi via, ogni emozione può vestirsi di un ritmo diverso, a seconda delle sfumature.
La composizione, solitamente, prende vita a partire dalle nostre sessioni di improvvisazione musicale, che man mano possono prendere forma ed essere registrate in una prima bozza che marca la nascita del brano.

In seguito la struttura del brano, nella sua versione strumentale, viene modellata da Giulio che continua sperimentando liberamente servendosi di Logic. In seguito questo primo lavoro viene esportato, in modo da poter essere ascoltato ovunque durante il nostro processo di scrittura.
A questo punto il testo e la voce del brano prendono forma su carta
; attingendo dai ricordi, dalle emozioni del presente, dagli sfoghi personali e dagli appunti di viaggio rimasti lì ad attendere. Nel nostro modo di vedere il rap, come metodo di scrittura e di comunicazione, questo ha la possibilità di fondersi con i più diversi generi musicali; e farlo ne arricchisce l’animo e ne rinnova il valore. Solitamente componiamo servendoci di tastiere, chitarre acustiche ed elettriche, cajon, e armoniche a bocca. “

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Chiara Pisa

A differenza di altri progetti presenti nel panorama musicale limitrofo, in “Saudade” noto una sorta di “sensibilizzazione” sul mondo e sulla sua diversità.
Sulle tante sfaccettature di ogni luogo, ma soprattutto sulla collettività, rispetto al singolo.
È una giusta chiave di lettura oppure no?

Assolutamente si. La verità è che il nostro mondo è pieno di frontiere. Di muri di cinta e di recinzioni che ci separano l’uno dall’altro; e dicendo questo stiamo parlando sia della musica che della società, proprio perché la prima dovrebbe essere lo specchio della seconda.
Parlando di musica, possiamo osservare che spesso nell’ambito rap c’è una forte componente egocentrica e individualista; che tende a mostrare l’artista come unico e ineguagliabile, solo e fiero. Ecco, possiamo dire che la musica nella quale noi crediamo affonda le radici in un diverso terreno.

Quello che abbiamo cercato di trasmettere con questo album è che ampliare i propri argomenti e le proprie sonorità in ambito musicale può spingerci ad una simile apertura anche nella vita di tutti i giorni. Perché puo’ incuriosirci, contaminarci, spingerci a mischiarci con il diverso. Ogni giorno ci viene offerta la possibilità di sorprenderci, dobbiamo solo concedercelo.

In Italia viviamo ogni giorno il fenomeno delle migrazioni, per esempio, e finché crederemo che questo rappresenti un pericolo ed un problema, non riusciremo mai a vedere l’opportunità che ci viene offerta; quella di capire un po’ di più il mondo, attraverso il dialogo e l’incontro con l’altro. Questo è uno dei temi ricorrenti all’interno dell’album, perché rappresenta un po’ la nostra volontà di infrangere gli schemi che ci chiedono al giorno d’oggi di fare musica distante dalla comunità. “

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Giulio Gaigher

Questo disco racchiude non solo le vostre storie ed esperienze passate, ma anche quelle di altri individui, che avete incontrato nei vostri percorsi.
Cosa volete trasmettere, nello specifico, con questo progetto?

” Ci piaceva l’idea di dare voce alle emozioni di altri, di persone che abbiamo incontrato per un tratto di strada nella nostra vita; è anche la volontà di voler spostare l’attenzione di chi ci ascolta in altre direzioni. È un invito ad alzare la testa ed a domandarsi cosa ci sia al di là di ciò che gia conosciamo; a valorizzare le emozioni degli altri e non solamente le nostre.

L’empatia è forse il filo conduttore di questo nostro lavoro. Ascoltare musica nata in un contesto incredibilmente lontano dal nostro, e comprenderne la bellezza, è empatia. Riconoscere nella nostalgia di qualcun altro un emozione anche nostra, è empatia. Raccontare la vita d’altri è empatia, e vale la pena vivere per questo. Perché siamo tutti collegati, e raccontarci come singoli e isolati sarebbe la nostra più grande sconfitta. “


Il brano degli Oremèta “Pangea” (feat. Soulclore)  è presente in Keep Playin’, la Rap Radio Playlist di Goldworld.