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VR

Così è (o mi pare) Pirandello VR



Elio Germano e Omar Rashid trasformano Pirandello in VR

Cosa succede se metti 18 attori e una troupe cinematografica in una cascina vicino a Firenze per 2 settimane? No. Non succede quello…
Succede Così è (o mi pare) VR, l’ultimo progetto Gold, co-prodotto da Infinito e Teatro della Pergola. Una rilettura in chiave moderna scritta da Elio Germano del classico di Pirandello “Così è (se vi pare)” che diventerà un film in realtà virtuale.

Se la storia dell’isolamento fuori Firenze vi suona stranamente familiare, non vi preoccupate. Lo fa. Era stato un certo Boccaccio qualche anno fa ad usare questo espediente. Nel caso del Decamerone i ragazzi erano dieci, e si erano messi in quarantena preventiva per sfuggire alla peste. E sì, si raccontavano storie, ma principalmente facevano quello…

Elio Germano Pirandello VR
Elio Germano ph. Nuri Rashid

La bolla pirandelliana

La bolla era l’unica opzione per questa produzione VR in era pandemica: il rischio che qualcuno potesse risultare positivo a riprese iniziate era insostenibile, sotto tutti i punti di vista immaginabili. L’idea che ha funzionato per l’NBA, può – deve- funzionare per Così è (o mi pare) Pirandello VR.

Elio Germano e Omar Rashid - Pirandello VR
Elio Germano e Omar Rashid – Giornata degli Autori Festival del Cinema di Venezia 2019

Così è (o mi pare) è il nuovo progetto che vede il duo dinamico Elio Germano – Omar Rashid.
Il primo alla sceneggiatura e alla regia teatrale, si troverà a dirigere in questa nuova avventura un cast numerosissimo: ben 18 attori e attrici con solide carriere alle spalle in teatro e al cinema, ma alle prime armi per le riprese in 360°.
Omar Rashid condividerà la regia VR e con strumenti e magheggi sconosciuti ai più dovrà portare a casa l’ambizioso risultato di mettere quasi il pubblico in scena.

Esatto. 
Avete capito bene.

Quasi succederà.
O forse succederà.
O potrebbe succedere.

“La nuova sfida è proprio mettere il pubblico in scena. Passare da essere pubblico distante seduto in platea ad essere all’interno dello spazio scenico, dove si muovono gli attori. Cioè in scena. In breve la possibilità che la pièce si sposti da un palco distante, ad essere tutta attorno a noi. In maniera da finire per essere noi spettatori, uno dei personaggi della storia.”

Elio Germano

Ma di cosa parlerà Così è (o mi pare)? 

Come i precedenti lavori nati dalla collaborazione Germano- Rashid, anche questo progetto vuole esplorare e ispirare la riflessione metanarrativa: in questo caso la prospettiva unica della realtà virtuale mette lo spettatore al centro della pièce teatrale, tanto che addirittura potrebbe anche essere uno dei personaggi.

Quindi parlerà di realtà: di percezione della realtà, di realtà riportata e realtà immaginata. E sebbene l’opera originale sia stata rappresentata nel 1917, ormai più di un secolo fa, è sempre un argomento attuale. Perché gli anni passano, ma la percezione della realtà è sempre -e comunque- un fatto soggettivo.

Mancano pochi giorni alla bolla pirandelliana, e chissà che questa situazione così ghiotta umanamente e artisticamente non dia il via ad un progetto nel progetto, un racconto nel film, del film e per il film. Chissà! 

È partito il conto alla rovescia …
Break your leg!

Non vediamo l’ora di immergerci in questa nuova avventura virtuale.

Fonte: IlPost