“Ritorno al Futuro” è a mio avviso la trilogia perfetta.

In alcuni momenti della mia vita la trovo addirittura meglio della saga di “Star Wars” (solo in alcuni momenti, eh) o di quella de “Il signore degli anelli” che ritengo meravigliose. Torna tutto alla perfezione.

Tutto (si, vabbè se proprio andiamo a cercare il pelo nell’uovo lo troviamo)!

Ogni personaggio è caratterizzato benissimo, ogni battuta è diventata epica (se non ci siete d’accordo non state pensando quadrimensionalmente), ogni singola scena è un capolavoro del cinema.

Anche il cambio dell’attrice che impersona Jennifer (Elisabeth Shue al posto di Claudia Wells) nel primo episodio è stato gestito in modo impeccabile, tanto che me ne accorsi solo alla millesima visione solo dopo averlo letto su Wikipedia.

Eppure c’era una pecca per rendere questa saga uno scalino sopra le altre in modo definitivo nella mia vita: la visione del primo episodio al cinema.

Infatti quando uscì ero troppo piccolo e lo vidi solamente in televisione. Ricordo ancora in modo indelebile quando andai insieme al padre di un mio amico, che era più esaltato di noi, a vedere il secondo episodio al Gambrinus.

Fortunatamente questo scoglio apparentemente insormontabile è stato abbattuto ieri sera quando, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla sua uscita, è stato riproposto sul grande schermo.

La sala era ovviamente piena e alla fine della proiezione è partito un sentitissimo applauso.

Un emozione fortissima!


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