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Presentato in concorso al 74º Festival del Cinema di Venezia, Miyubi è il primo “film” in VR a convincermi realmente. Come ho analizzato nel report di Venice VR, la sezione ufficiale dedicata alla Realtà Virtuale all’interno del Festival, una delle problematiche più comuni di molti dei prodotti che sono fruibili al momento è proprio l’aspetto…

Il VR che trasforma in forza il suo punto debole è Miyubi

Scritto il 20/09/17 da Omar Rashid

Presentato in concorso al 74º Festival del Cinema di Venezia, Miyubi è il primo “film” in VR a convincermi realmente.

Come ho analizzato nel report di Venice VR, la sezione ufficiale dedicata alla Realtà Virtuale all’interno del Festival, una delle problematiche più comuni di molti dei prodotti che sono fruibili al momento è proprio l’aspetto sperimentale che, per quanto assolutamente necessario, inquina il panorama delle esperienze immersive, rischiando di allontanare parte del pubblico che si avvicina a questa nuova realtà.

Andando un po’ più nel dettaglio, uno dei limiti maggiori del VR è, a meno che non si tratti di ricostruzioni digitali, l’assenza del movimento di camera e dello spostamento o meglio, tranne pochissimi casi ben giustificati, l’effetto iperrealistico nella ripresa si ottiene solo quando la telecamera (che poi sarebbe il nostro punto di vista) è statico.

Il problema non è molto rilevabile nella documentaristica, in quanto l’essere osservatori/esploratori è una condizione giustificata, ma che succede nello storytelling?

Come si fa a lavorare sulla narrazione con un limite così grosso?

Semplicemente trasformando il punto debole in punto di forza.

È proprio ciò che fa Miyubi, inserendo il nostro punto di vista all’interno di un robottino giapponese anni ’80 (Miyubi appunto) e facendoci vivere la storia del suo “ingresso in famiglia” attraverso i suoi occhi.

Il giocattolo è un oggetto inanimato e statico, quindi la nostra esperienza da osservatori è perfettamente giustificata.

Inoltre il film sfrutta il potenziale interattivo del VR inserendo una semplice caccia al tesoro all’interno dell’esperienza, un Easter Egg che sbloccherà una scena aggiuntiva recitata da Jeff Goldblum.

Ovviamente è ancora un prodotto acerbo, ma con una durata di oltre 45 minuti di visione che volano, è indubbiamente una delle opere più centrate di questa nuova forma di intrattenimento.

Potete visualizzare il video in VR nell’Oculus Store.

Omar Rashid Autore

Omar Rashid
È il gran capo e fondatore di GOLD,‭ ‬scrive di tutto e gestisce‭ ‬il circo dei cervelli di questo splendido progetto.‭