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ATTENZIONE MILD SPOILERS. Ciao, sono un fan medio. Non medio nel senso che mi piacciono “mediamente” le cose di cui sono fan, anzi…sono un esagitato fiume in piena a riguardo. Sono un fan medio perché, tendenzialmente e non sempre, spingo poco in ambito social la carovana personale -ma allo stesso tempo condivisa- della “lamentela del…

La lamentela del mancato scrittore

Scritto il 5/09/17 da Matteo Cabiola

ATTENZIONE MILD SPOILERS.

Ciao, sono un fan medio.
Non medio nel senso che mi piacciono “mediamente” le cose di cui sono fan, anzi…sono un esagitato fiume in piena a riguardo.
Sono un fan medio perché, tendenzialmente e non sempre, spingo poco in ambito social la carovana personale -ma allo stesso tempo condivisa- della “lamentela del mancato grande scrittore”©.
Lasciate che mi spieghi meglio, per quanto possibile.

È finita la settima stagione del Trono di Spade, fra fragorose rivelazioni, morti eclatanti e conferme di teorie a lungo dibattute e, infine, rivelatesi veritiere e perfettamente plausibili col dipanarsi della storia principale.
(Oh, dimenticavo! A tutti i fenomeni del partito “Mi fa schifo il Trono di Spade e ti intaso la timeline di lamentele da asilo nido su quanto mi dia fastidio che tu mi stia intasando la timeline con GoT”, voi potete sostituire la suddetta serie tv con quella che più vi aggrada. Mi va bene anche Don Matteo se il vostro QI vi permette solo quello.)
Sette lunghe stagioni ad interrogarsi sulle origini di questo o quel personaggio, sette lunghe stagioni a fantasticare su come gli Estranei e gli Zombie sarebbero riusciti a passare la Barriera, sette lunghe stagioni a pubblicare meme riguardanti Jon e il suo essere un Targaryen e fan art del Re della Notte a cavallo di un Drago di Ghiaccio.

Rullo di tamburi, un piccolo salto in avanti nel tempo e…AVEVATE RAGIONE!
Quello che doveva succedere è successo!
Jon è il figlio legittimo di Raeghar e Lyanna, il vero ed unico erede legittimo al Trono!
Ditocorto ha avuto la fine che si meritava e per mano di chi ha visto la sua vita rovinata dalle sue macchinazioni!
Il fighissimo Re della Notte ora ha il suo Drago-Zombie-UomoGhiaccio personale!
E così via, in una ridda apparentemente senza fine di speranze, opinioni, gusti personali appiccicati a personaggi scritti da altri.

Quindi siamo tutti contenti, tutti sotto coperta a ciulare con quei due là e ad aspettare il 2019 per il gran finale no?

No.

Lamentele su lamentele perché le cose sono andate esattamente come si credeva che sarebbero andate.

Lamentele e video “simpatici” di gente disgustata da una scopata fra zia e nipote quando, nella PRIMA PUNTATA DELLA PRIMA STAGIONE UN FRATELLO E UNA SORELLA GIOCAVANO AD INCULARELLA IN UN RIPOSTIGLIO.
Lamentele su lamentele per la “mimmata”(odio ‘sto termine) del drago di ghiaccio, unico espediente possibile per far passare la Barriera agli Estranei e, appunto, chiamato a gran voce da tutti sin dall’inizio.
Lamentele su lamentele per la scena delle catene, perché ovviamente un esercito di non-morti guidato da un semidio onnisciente con a sua disposizione spade e lance di ghiaccio indistruttibili non può in nessun modo avere a disposizione anche delle catene magiche di ghiaccio, non sia mai.
Lamentele su lamentele per la apparentemente insensata velocità con la quale stanno accadendo gli eventi narrati.
E su questo potrei anche essere tentato di fare uno sforzo e darvi parzialmente ragione, ma poi mi ricordo che il 99% di quelli che scassano il cazzo per ‘sta cosa fino a due anni fa erano iscritti al partito del “In GoT succede tutto troppo lentamente”.
E quindi la tentazione diventa quella di mandarvi in culo ai Dothraki.

Game-of-Thrones

Credo che alla base di tutto questo ci sia una sorta di sindrome, alimentata dalla diffusione capillare degli eventi pop a cui fa riferimento e dall’utilizzo dei social.
Abbiate pazienza, la mia è una teoria appena abbozzata ed in divenire.
Credo che la maggioranza di chi si lamenta di determinate scelte narrative, scelte che egli stesso aveva auspicato in passato, soffra di una sorta di “disturbo da stress post traumatico” che inconsciamente provoca in lui/lei una vocina sommessa nella testa che gli ripete: “Vedi? Avevi ragione tu! Ci avevi visto lungo ed è successa proprio quella cosa! Però i piccioli se li prendono Martin, Weiss e quell’altro…LA KASTAH!”.
E via di lamenti di Dante a mezzo social.
Tralasciando, con un unico colpo di spugna, tutto quello che significa DAVVERO scrivere un personaggio ed una storia.
Soprattutto per quanto riguarda le scelte che si decide di far compiere a chi si sta scrivendo. Siano esse sbagliate o giuste, perché si cari miei: si può anche decidere di scrivere un personaggio che fa una scelta deliberatamente sbagliata.
Sia essa in campo politico, amoroso o bellico.
Sia essa la scelta di andare a letto impulsivamente con qualcuno o di partire alla volta di una missione pericolosa e potenzialmente inutile, perfettamente in linea però col personaggio di uno che, per tutta la vita, ha avuto un complesso di inferiorità alimentato da altri e che quindi si sente costantemente in dovere di dimostrare il suo valore, anche avventatamente.
Si può scrivere di un personaggio che decide di fare una cosa pericolosa e stupida, proprio perché poi sarà divertente scrivere quello stesso personaggio alle prese con le conseguenze della cazzata fatta.

C’è poi un’altra grande sottocategoria di rompicazzo social affetti da una variante della sindrome: quelli che “le cose NON sono andate esattamente come avevo previsto io e quindi gli sceneggiatori sono dei mentecatti e la serie fa schifo”.
È una branca che si insinua fra le pieghe delle vostre recensioni preferite, negli angoli reconditi della mente di chi, solitamente, vi intrattiene con le sue opinioni.
La sindrome del mancato autore© colpisce senza distinzione di razza, età, sesso ed etnia.
Colpisce e affonda i coglioni di chi legge e non la condivide, lasciando del tutto illesi quelli che sarebbero in teoria i veri bersagli dei suoi strali.
Perché sì, finché continueremo ad accendere la Tv,a pagare l’abbonamento a Sky,Netflix & co., persino fino a quando continueremo a fare streaming illegale, non importa quanti insulti invieremo al cospetto dei suddetti autori, tutto ci rimbalzerà contro perché saranno sempre loro ad avere ragione.
Perché sono i loro personaggi, le loro storie, le loro decisioni.
Se noi le guardiamo, anche solo per lamentarcene, continuerà a significare che “loro” avranno centrato l’obiettivo.
E chi si lamenta no.

*E per l’amor dei Sette, non fatemi nemmeno iniziare a parlare di quelli che “ah, la serie era molto più bella all’inizio, meno male che c’ho i cofanetti delle stagioni vecchie…ormai è tutto troppo mainstream e GoT ha perso quel sapore unico, diventando un prodotto omologato” perché proprio quelli mi fanno salire l’Hydra nelle pupille.

**Vi sento già eh, tutti a dire: “quindi dobbiamo farci andare bene tutto senza mai criticare nulla? Eh? Ci vuoi tutti schiavi al soldo delle multinazionali dell’intrattenimento e al soldo dell’Uomo del Giappone? Eh? Eh? Eh?”
No, tranquilli.
Mi piacerebbe solo che la gente, tanto per cominciare, imparasse la differenza fra:
– mi HA FATTO schifo
– FA schifo
È chiedere troppo?.

Matteo Cabiola Autore

Matteo Cabiola
Detto prosaicamente Teo, 30 something che si vanta di sapere un sacco di cose sui fumetti e sul cinema, di avere mille passioni ed hobbies ma che in realtà è interessato solo alle tette. Dal vivo è più grasso.

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