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Concludiamo il discorso iniziato qualche settimana fa su ciò che definisce la nostra visione del mondo, e su quanto io possa fidarmi del mio istinto. Ognuno di noi indossa un paio di occhiali con delle lenti colorate E quel colore può essere più o meno intenso, quanto sono intense le mie credenze, i miei valori,…

Il mondo visto dai miei occhi: istinto o nevrosi?

Scritto il 28/08/17 da Andrea Aiazzi

Concludiamo il discorso iniziato qualche settimana fa su ciò che definisce la nostra visione del mondo, e su quanto io possa fidarmi del mio istinto.

Ognuno di noi indossa un paio di occhiali con delle lenti colorate

E quel colore può essere più o meno intenso, quanto sono intense le mie credenze, i miei valori, le mie paure, le esperienze che hanno formato la mia personalità.
Mettiamo ad esempio che la mia credenza sia “tutti mi detestano”, e che corrisponda a una lente gialla.
Tutto quello che mi capita tenderà al giallo, senza contare che le cose blu io le vedrò verdi (giallo + blu = verde).

Se io credo che tutti mi detestino, vedrò il giallo dappertutto, anche dove non c’è.
Una persona mi sorride: mi sta prendendo in giro?
Una persona mi fissa: gli sto antipatico?
Qualcuno mi offre il suo aiuto: cosa vuole in cambio? Cosa ci guadagna?

il mio destino è quello che mi sono scelto

Ognuno di noi è un profeta del proprio destino.
Le nostre credenze ci fanno fare profezie sul futuro, su ciò che succederà nella nostra vita.
Il punto è che comportandoci come se quella profezia fosse vera, siamo noi stessi a farla accadere.

Mettiamo quindi che me ne vado a una festa coi miei occhiali gialli.
Provo a socializzare ma quando altre persone scherzano mi sembra che ridano di me.
Quando mi raccontano qualcosa di banale penso che lo facciano perchè mi credono stupido.
Immaginate che aspetto piacevole avrò: il volto crucciato, lo sguardo indagatore, sarcasmo in ogni mia parola.
Nel giro di pochi minuti starò sulle palle a tutti, e appena mi volto si scambieranno come minimo delle occhiate perplesse.
AVEVO RAGIONE MI ODIANO!

Le persone sono tutte diverse, forse sei tu che sei sempre uguale

La comunicazione inconscia è quello che ci fa capire le intenzioni di una persona, anche da lontano.
Tutto ciò che è non verbale ma che sta dentro le parole e i gesti, nei silenzi e negli sguardi.
E’ un mondo di segnali che comprende più della metà di tutto il “detto” tra due persone, e ci fa capire gli altri molto più velocemente delle parole.
Per interpretare correttamente questi segnali dovrò però potermi fidare di quello che sento.
E se quello che sento è filtrato da un problema, se le lenti attraverso le quali vedo il mondo sono di un colore troppo intenso, rischio di travisare tutto.

Ognuno di noi è legato a uno o più temi fondamentali per tutta la vita.
Su questi temi, ci dobbiamo rassegnare serenamente a non poter essere imparziali.
Ma esserne consapevoli fa la differenza.

A presto
Andrea Aiazzi

P.S. Come chi mi legge abitualmente avrà notato non riesco più a tenere una cadenza fissa per i miei articoli.
A questo link potete comunque trovarli tutti ed è sempre aggiornato.

Andrea Aiazzi Autore

Andrea Aiazzi
Psicologo Psicoterapeuta, esercita la professione nel suo studio a Firenze dal 2009. Appassionato di musica, arti marziali e di qualsiasi cosa abbia un transistor. Potete fargli domande via mail: aiazziandrea77@gmail.com o raggiungerlo su www.aiazziandrea.com

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