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Nei film di fantascienza l’intelligenza artificiale (ma anche una forma di vita “superiore”) è quasi sempre malvagia. Non appena prende autocoscienza, Skynet (Terminator) ci mette circa 2 secondi per decidere di voler estinguere l’umanità. Anche Ultron (Avengers) non perde tempo: fa un salto su Internet e capisce che è il caso di spazzarci via. Nota…

HAL9000 è una brutta persona

Scritto il 14/04/17 da Andrea Aiazzi

Nei film di fantascienza l’intelligenza artificiale (ma anche una forma di vita “superiore”) è quasi sempre malvagia.
Non appena prende autocoscienza, Skynet (Terminator) ci mette circa 2 secondi per decidere di voler estinguere l’umanità.
Anche Ultron (Avengers) non perde tempo: fa un salto su Internet e capisce che è il caso di spazzarci via.
Nota bene: la logica alla base delle azioni di queste macchine non fa una grinza, ma lo spettatore la trova giustamente “disumana”.

Dando per scontato che siamo relativamente vicini alla “singolarità” (ovvero una macchina dotata di autocoscienza), sarà davvero così spietata?
Personalmente credo di si, almeno nella sua prima incarnazione.
La mente umana è capace di concepire e realizzare atrocità notevoli, e la storia è ricca di esempi.
C’è però un freno a quanto possiamo essere crudeli, un circuito di sicurezza che la natura ci ha impiantato in modo che non ci annientassimo all’istante: un sistema di emozioni, riflessi e istinti governati da ormoni e neurotrasmettitori che ci incitano ad essere “socievoli” (vabbè accontentiamoci di essere “sociali”).

Per una persona comune uccidere è possibile solo in due condizioni:
1- quando si attivano dinamiche primitive che prendono il controllo del comportamento (come un override di protocollo nei software). Ne abbiamo avuto tristi esempi di recente.
2- quando deve proteggere una vita da una minaccia mortale (inclusa la sua).

Più o meno tutte le nefandezze che l’uomo ha compiuto nella storia erano supportate da delle ideologie.
Ideologie che giustificavano gli atti più efferati: le crociate (jihad incluse) in nome di un Dio, il genocidio di impronta socio-politica, la tortura nei confronti di un nemico del proprio paese o gruppo di appartenenza.
Grazie a queste motivazioni le persone diventano capaci di gesti che normalmente solo un sociopatico potrebbe compiere.
In soggetti che per fortuna sono molto rari (persone come Charles Manson per capirci) entra in gioco una componente genetica ancora da comprendere fino in fondo, a causa della quale i normali equilibri biologici sono alterati.

Anche nella depressione si ha un importante alterazione del sistema di serotonina e dopamina: due neurotrasmettitori che influenzano pesantemente il nostro umore e atteggiamento.
Ricordo un paziente depresso che mi diceva “vedo il mondo senza il filtro della natura”, ovvero senza quella spinta vitale che ci fa dare un significato alle cose.
E in effetti era tremendamente lucido nel suo modo di vedere le cose.
Aveva la lucidità di comprendere che la nostra esistenza non ha un senso manifesto (anche se può avere uno scopo).
Ma un simile punto di vista nessun essere vivente se lo può permettere.
E anche se io stesso lo sto scrivendo, me ne rendo conto a livello filosofico e cognitivo, “non lo sento” o me ne frego perchè ho una gran voglia di stare al mondo (grazie dopamina! ottimo lavoro).

La fredda logica tipica di queste persone che “evadono” dal dolce contenitore delle nostre emozioni si potrebbe definire “sovrumana”, proprio come quella di Skynet.
Perchè l’impronta della nostra umanità è proprio il limite che ci ha imposto al natura: il dolore, il piacere e la paura, ma anche la consapevolezza della nostra rabbia.
In breve: le emozioni.
Emozioni dalle quali scaturisce l’empatia e sulle quali abbiamo forgiato la nostra etica.
Tutte dinamiche nate per permetterci di convivere.
E convivere e socializzare sono bisogni scritti nel nostro cervello e attivati da componenti biologiche.

E l’intelligenza artificiale come farà a commuoversi di fronte al dolore altrui?

Se pensiamo che il miagolare dei gatti ci smuove perchè ha la stessa frequenza del pianto dei neonati, quanto siamo realmente liberi e quanto “programmati”?
Paradossalmente forse sarà più libera una mente artificiale, capace di usare l’intelligenza per seguire una logica matematica.
Comunque vada, sarà meglio pensarci bene prima di collegarlo a internet.
Io non vedo l’ora. C’è scritto anche nella bio che sono un nerd.

Saluti

Andrea Aiazzi Autore

Andrea Aiazzi
Psicologo Psicoterapeuta, esercita la professione nel suo studio a Firenze dal 2009. Appassionato di musica, arti marziali e di qualsiasi cosa abbia un transistor. Potete fargli domande via mail: aiazziandrea77@gmail.com o raggiungerlo su www.aiazziandrea.com

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