ARTS

L’artista di origini indiane espone il suo lavoro creato a Barna

Rithika Merchant: dall’India con amore

Scritto il 26/04/16 da Diana Di Nuzzo
5. EC IV (Totem)
3. Etemenanki
16. Twins
15. Rescue From Without
6. EC V (Creature)
10. d. Phlegmatic
9. c. Melancholic
8. b. Choleric
2. The Flood
Picture 4

Siamo andati a trovare nel suo studio di Barcellona l’artista di origini indiane Rithika Merchant la quale ha di recente aperto una mostra personale presso la Galeria Combustión Espontánea di Madrid dal titolo “Intersections”. Per avere una visione più concreta del suo processo creativo le abbiamo fatto qualche domanda inerente al suo lavoro e non soltanto.

1) Quali sono le cose che piú ti ispirano? E come ti ispira Barcellona, la città in cui adesso vivi?

Viaggiare è una grande fonte di ispirazione per me. Qualche anno fa sono stata in Turchia e i colori e i pattern mi hanno ispirato moltissimo, insieme alle intricate decorazioni presenti in arte e architettura. Ho visitato delle antiche cave e chiese in Cappadocia e la colorazione dei dipinti sulle pareti e le storie dietro di essi sono stati motivo di ispirazione e molto affascinanti per me. La Natura, la connessione e relazione che gli esseri umani hanno con essa, è qualcosa che cerco di esplorare attentamente nel mio lavoro. Mi considero anche una femminista e scelgo di ritrarre personaggi femminili forti. Mi batto per spezzare gli stereotipi con cui le donne sono spesso ritratte nell’arte, o come muse o per le loro qualità estetiche. Mi piacerebbe che il mio lavoro aprisse una discussione su come le donne sono viste nella società e sul ruolo che molto spesso sono costrette a giocare in essa. Quanto a Barcellona: il mare e le foreste sono entrambi facilmente accessibili. La luce è meravigliosa e le giornate sono luminose e piene di sole. I palazzi modernisti sono motivo di stupore e ammirazione. Il fatto che ci sia arte dappertutto, soprattutto nelle strade, le tradizioni colorite e i rituali che sono parte di ogni festival qua, tutte queste cose insieme mi ispirano!


2) Quale è il tuo processo?

Impiego un sacco del mio tempo leggendo e facendo ricerca riguardo idee che mi vengono in mente, o soggetti in cui sono interessata. Una volta in cui mi sono creata una chiara immagine in testa solitamente comincio a disegnare direttamente su carta- raramente faccio sketch prima- e dunque aggiungo poi inchiostro e pittura. A volte coloro la carta prima di cominciare. Se sto lavorando su pezzo di carta che si piega allora la piego e applico tagli prima che cominci a disegnare. Utilizzo anche un notebook dove prendo note scritte ma praticamente non faccio mai studi delle cose. I miei sketch sono più fatti di parole che di immagini. Per i lavori piegati, generalmente piego la carta prima che cominci a disegnare e dopo che ho finito il dipinto lo ripiego lungo le stesse linee per conservarlo. Spesso riesco a piegarlo in una più piccola figura geometrica, e allora i dipinti diventano oggetti. In questo modo la carta stessa è parte della narrativa. Mi piace immaginare che un giorno nel futuro qualcuno possa incappare in questi lavori piegati in un libro o in un cassetto e che poi li aprano, trovando questa strana specie di lavori, con creature e indizi da un altro tempo.

Picture 4


3) Cosa hai tenuto delle tue origini indiane in termini di immaginario visivo?

Penso che essendo cresciuta in India ed essendo stata esposta a molti degli insegnamenti dell’Induismo che prevedono rinascita, reincarnazione, il concetto di karma, questi hanno decisamente giocato un ruolo nella maniera in cui conduco la mia vita, e di conseguenza con cui faccio arte. Detto questo non sono per nulla religiosa. Credo solo nel potere e nell’energia della Natura e dell’Universo. In termini di immaginario, vecchi disegni di origine religiosa e l’arte tribale Gond sono entrambe influenze. Della Gond Art mi interessava in particolare come ogni artista avesse la sua propria firma decorativa che veniva usata per riempire il proprio lavoro. Il mio interesse per la rappresentazione visiva del folklore ha avuto inizio guardando questi disegni. Subito dopo ho cominciato a interessarmi di più all’arte indigena e al folklore delle altre culture.

4) Dove ti vedi tra 10 anni?

Spero di continuare a esibire il mio lavoro e allo stesso tempo di portarlo a farlo conoscere ad un pubblico più grande. Mi piacerebbe potere continuare a creare, raccontare storie e condividerle.

5) Quali sono gli artisti del passato che ti hanno influenzato di piú?

Non tutti appartengono al passato, visto che sono ispirata anche da molti artisti contemporanei. Sono una grande fan di artisti Indiani come Mithu Sen e Nalini Malani. Mi piacciono molto anche Walton Ford, Ana Mendieta, Frida Kahlo, Hieronymus Bosch, Hilma af Klint, e Kiki Smith. Recentemente mi sono appassionata ai disegni di Fortunio Liceti e Luigi Serafini poi.

6) Quale è il tema di questa mostra che hai appena aperto a Madrid e cosa rappresenta per te?

In questa serie di lavori esploro temi come la superstizione, i rituali ed il mito. Nella storia dell’uomo questi tre concetti e le loro manifestazioni hanno dato una spiegazione ai fenomeni naturali, l’effetto della natura sull’uomo. Sono stati anche parte della nostra evoluzione e cosmogonia. Questi lavori sono anche una esplorazione dei miti attraverso la geografia. Oggi e nel futuro la scienza è pronta a darci una spiegazione completa per la maggior parte delle cose. Comunque, pone gli uomini come parte di uno schema più grande, piuttosto che al centro della nostra stessa narrativa. Per quanto la scienza ci dia una descrizione piú accurata dell’umanità, si dimentica del potere spirituale dato ad ogni essere umano per comprendere il proprio destino. Questa serie di lavori puntano a ricondurre l’umanità al centro delle nostre preoccupazioni. Come artista sono interessata ad esaminare e a creare un collegamento tra gli uomini ed il loro passato. Altre idee esplorate sono quelle che hanno a che vedere con l’intervallo tra quello che sappiamo e sentiamo e cosa vediamo e come ci riconciliamo con le due cose. Un modo per connettere gli uomini alla natura è quello di cercare analogie e relazioni, nelle forme, nei propositi e nei poteri. Per gli uomini, per essere padroni della natura e del proprio destino, creiamo concetti ed oggetti che ci procureranno e ci faranno mantenere quel potere.

Se avete intenzione di seguire Rithika e le sue future creazioni ecco il suo account Instagram

Diana Di Nuzzo Autore

Diana Di Nuzzo
Diana Di Nuzzo lavora nel campo delle arti visive come pr, organizzatrice di eventi e manager di artisti. La sua predilezione per l'arte contemporanea collegata alla cultura pop l'ha portata a studiare con passione il pop surrealism americano. www.dianadinuzzo.com

Related

A Joint With Noyz Narcos

MUSIC 18.07.18
Scritto da Filippo Colivicchi

La giusta evoluzione del rap – esce Metriotes 1 di Mega195

MUSIC 19.02.18
Scritto da Filippo Colivicchi

Due chiacchiere con Brain

MUSIC 7.02.18
Scritto da Theolonius