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WEEKLY SONG 91 – Cosa sei disposto a perdere per salvare il pianeta



Oggi viaggiamo un po’. Destinazione: Buthan.

Il Buthan è un piccolo regno montano dell’Himalaya. Qui il benessere dei cittadini non viene misurato in base al “Prodotto Interno Lordo” ma alla “Felicità Interna Lorda”.

In Buthan sviluppo sostenibile, attenzione all’ambiente ed educazione sono i principi cardine su cui si basa il governo del paese. Nelle scuole la meditazione è obbligatoria, la sanità e istruzione sono gratis per tutti e per chi governa il paese il pensionamento diventa obbligatorio al sessantesimo anno di vita.

Ma non finisce qui. Dalla conferenza sul clima di Parigi arriva una notizia riguardante proprio il Buthan. Qui gli emissari del regno si impegnano a mantenere il 60 per cento del loro territorio nazionale coperto per sempre da foreste. I boschi del Buthan diventeranno perpetui e non potranno mai essere abbattuti.

Senza dubbio un esempio per tutti noi visto e considerato che il piccolo stato buddista faceva già la sua parte assorbendo il triplo delle sue emissioni nocive.

Ma questa decisione sul lungo periodo non produrrebbe soltanto una riduzione dei gas serra responsabili del surriscaldamento del pianeta e del conseguente scioglimento dei ghiacciai.

Secondo le stime degli esperti, se tutto il pianeta seguisse l’esempio del Buthan, nel giro di 20 anni la temperatura media del pianeta tornerebbe ai livelli dei primi del Novecento generando anche ingenti risparmi.

Naturalmente preservare le foreste non basta. Oltre a questo servirebbe anche una politica volta ad incentivare il trasporto pubblico e l’utilizzo di mezzi elettrici e ad energia solare.

In Buthan tutto questo è realtà, così come sono realtà le frequenti interruzioni energetiche e la mancanza di elettricità in alcuni villaggi in favore di un ecosistema in cui prevalgono la biodiversità e le produzioni a basso impatto ambientale.

Eh già. Pensavate fosse più facile, dite la verità.
Perché il punto è proprio questo: a quali comodità siamo disposti a rinunciare in favore della salute del nostro pianeta? Quali contraddizioni siamo disposti a superare?

Oggi mentre la radio passava Com’è Bella La Città di Giorgio Gaber pensavo proprio a questo.

Buon ascolto!

Foto di copertina: Credits Huffington Post