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Calcio storico La vittoria dei Bianchi



Spiegare a chi non è di Firenze e soprattutto a chi non è di quartiere la passione per il calcio storico è veramente difficile.
E non ho certo la presunzione di riuscire a farlo io, ma posso raccontare una storia.
All’inizio degli anni 80 sul “pratone dei morti” di Boboli una ventina di bambini, che frequentavano il giardino tutti i giorni, invece di tirare calci al pallone se lo passavano con le mani, imitando i “Calcianti” che proprio su quel prato, coperto di Sabbia per l’occasione, giocavano il “Calcio ‘n costume”.
Io ero uno di quei bambini e domenica, in Piazza Santa Croce per la Finale Bianchi-Azzurri, di quei bambini ce ne erano diversi. E tutti di parte Bianca.

Proprio in quegli anni i Bianchi smisero di vincere ed entrarono nel tunnel delle sconfitte, anche pesanti e quasi sempre proprio per mano Azzurra, la squadra che ha dominato negli ultimi 30 tornei.
Inutile nascondere l’odio di noi bambini per il colore Azzurro, colpevole di vincere, siamo cresciuti con i Bianchi che perdono e gli Azzurri che vincono. Sempre.

Domenica quando uno di quei “bambini di Boboli” ha messo dentro la “Caccia” del 3-0 ha realizzato il suo sogno ma anche il nostro, quello di un quartiere intero, quello dell’unico quartiere storico rimasto, quello che ancora resiste alla periferia e tiene stretta la propria “Fiorentinità” che ha dato spunto a film, libri, canzoni.
Quel quartiere dove quando lo attraversi, senti ancora urlare “Oh Bischero”
Quel quartiere che rende ancora una parte del centro di Firenze, la vera Firenze.
Chi ama Firenze, non può che amare San frediano e Santo spirito.
E questo è innegabile.

Domenica hanno vinto i Bianchi, ma ha vinto Firenze.

La Firenze popolare, la Firenze di quartiere, la Firenze antica, la Firenze che ci piace davvero e che piace a tutti, che piace anche ai ragazzi Azzurri. Ne sono sicuro.

Vedere un po’ di quei bambini di Boboli, 30 anni dopo, realizzare il “nostro” sogno è stata una delle emozioni più belle degli ultimi anni. Indimenticabile.

Sono orgoglioso di chi “Onora” Firenze giocando.
Sono orgoglioso di essere di San Spirito.
Sono orgoglioso di essere Bianco.

Grazie ragazzi.

Le foto di questo articolo sono di Enrico Vita.