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Cry, Mc ferrarese host delle serate, si presenta e ci presenta EOW.

Welcome to End of the weak Italia!

Scritto il 6/03/12 da Davide Deiv Agazzi

Su End of the weak ormai dovreste sapere tutto. E’ il contest per Mc più fresh che ci sia e, da quest’anno, esiste anche in Italia. Dopo l’antipasto di gennaio è arrivato il momento di cominciare a fare sul serio: l’8, 9 e 10 marzo si terranno le prime tre finali, rispettivamente a Firenze, Ferrara e Milano ma il tour italiano non è ancora concluso ed altre città dovrebbero aggiungersi.

Per prepararvi all’evento abbiamo fatto due chiacchiere con Cry, l’Mc ferrarese che farà da host, ovvero presenterà, tutte le serate di questo nuovissimo contest. Buona lettura, affilate le lingue!

 

Ciao Matteo, presentati per tutti quelli che ancora non ti conoscono.

Vengo dalle campagne ferraresi, sono l’uno qualunque e, magicamente, anche in un paese sperduto come può essere Bondeno in provincia di Ferrara, arrivavano le cassette, e parlo di cassette, dei Public Enemy.  Public Enemy number one è stata la cosa che mi ha flashato, quel tipo di vibra che ho sentito la prima volta che ho spinto play, una vibra che è stata unica, ed è tutto quello che cerco nell’hip hop. E’ un’illuminazione unica e penso che abbia colpito tutti quanti  siano interessati a questo discorso, indipendentemente da quello che è il contest o dalla propria attitudine personale.  La vibra buona dell’hip hop è quella che, ad un persona qualunque, in un posto qualunque, indipendentemente da quali siano le proprie condizioni, motiva a crescere e rende sereno nei confronti del mondo.  Nel mio piccolo, di grosso e clamoroso, non ho mai fatto nulla se non che, nella mia città, ho tentato di partecipare a tutti gli eventi che c’erano quando ero giovane io ed in seguito, raggiunta una certa età e certe possiblità, organizzarli in primis cercando di coinvolgere generazioni nuove. A Ferrara non è che ci sia un ambiente che pullula di persone interessate all’hip hop, però quelle poche che ci sono, sono sempre state canalizzate e coinvolte negli eventi grossi che ho fatto in città, e questa secondo me è una nota decisamente positiva.

Dalla campagna ferrarese ad End of the weak come ci arrivi?

Con un sacco di onestà dentro.  Dato che non sono lo spaccone, non sono quello che arriva e dice “adesso ti spacco il posto” piuttosto sono quello che arriva e dice “vediamo che tecniche hai tu”.  Se le hai diverse dalle mie non sono meglio o peggio ma affini.  Questo tipo di mentalità mi ha fatto fare un sacco di esperienza in Italia, non parlo di un livello underground ma sotto l’underground. A livello magma. L’ultimo mixtape che ho fatto, con la mia crew di Ferrara, già comprende ospiti stranieri come una crew di Creta, una del sud America che coinvolge tre paesi, e questo tipo di attitudine mi ha dato dei contatti che mi hanno permesso di conoscere gente che a loro volta mi hanno presentato all’organizzazione europea di End of the weak, che, in tutta onestà, fino ad allora non conoscevo.  Ho scoperto un circuito grandissimo che esiste da dieci anni in tante parti del mondo, da New York all’Uganda. Così arriviamo alla domanda fatidica, quando mi hanno chiesto “perché non facciamo End of the weak in Italia?” Proviamo.

Parliamo di questa attitudine.

L’attitudine è la chiave con la quale leggere tutto EOW. Sia solo una tappa col dj che mette la musica, sia una tappa con l’Mc Challenge, la cosa fica dell’EOW è questa attitudine di fondo che riguarda il non voler distruggere o eliminare quello che uno ha davanti o attorno. Se le cose non vanno bene è ovvio che lo devi dire, se le cosse possono essere migliorate hai il sacrosanto diritto di dirlo, per cui ci piacciono gli mc aggressivi e rivoluzionari, non per niente Immortal Technique è uno dei campioni di EOW. Questo mondo però è all’interno di un altro mondo, che mangia clamorosamente: quindi, per non farti mangiare, per esser duro a sufficienza da rompere i denti al mondo che ti sta mangiando, i coglioni quadrati ce li devi avere, è questa è l’attitudine fondamentale per approcciarsi a EOW.

Quindi niente insulti?

Quindi niente insulti. Caparbietà, visione critica, ci piace lo spirito, ci piace l’ironia. Non ci piace la bestemmia diretta, non ci piace l’accusa diretta. Inutile salire al microfono per spiazzare con parolacce e quant’altro chi ti trovi davanti. Non siamo nell’oratorio della chiesa, per cui parliamo di rap, il cazzo di linguaggio di strada va bene, la cosa che ti chiedo io è: se le tue armi sono così potenti usale senza necessariamente uccidere quello che hai davanti. E questo è quello che stiamo cercando.

Io voglio partecipare. Mi iscrivo. Cosa succede?

Tu ti iscrivi inviando una mail a mcchallenge@endoftheweak.it così noi cominciamo a fare i conti su chi c’è e chi non c’è. Se proprio non ce l’hai fatta a mandare una mail perché non hai avuto tempo o perché sei allergico al computer allora presentati alla porta del locale entro l’orario stabilito. Una lista di mc sarà compilata e questi saranno divisi in batterie cercando di non superare le 3 batterie da 5 mc per un totale di 15 iscritti in una serata. Con le dovute eccezioni.  Questi farannno un rhyme off, che sarà semplicemente un cypha quindi quattro quarti a testa, passandosi il microfono in modo tale da snocciolare una buona metrica, o un buon flow, o delle belle immagini a livello di rima, quindi qualcosa che ti colpisca, in modo da impressionare la giuria, qualificata e selezionata.  I vincitori delle rispettive batterie faranno 16 battute su un beat a caso che il dj proporrà, in freestyle oppure in performance con un pezzo scritto: da qui usciranno i due finalisti che andranno a scontrarsi con i due preselezionati per ogni giuria in quello che è il cuore vero e proprio di End of the Weak ovvero cinque round in cui dimostrare le qualità di Mc ovvero di Maestro di Cerimonia.

Diciamo che sono il più fico di tutti e vinco. Ora che succede?

Hai vinto la selezione e sei catapultato ai cinque round del challenge per dimostrare che sei il campione della città dove hai deciso di iscriverti. Sono 5 prove tutte riguardanti l’attitudine del Maestro di Cerimonia. Per prima cosa ti chiediamo di farci sentire un pezzo che hai già scritto,su un beat che manderà il dj:  un po’ per rompere il ghiaccio, un po’ per tirar fuori il meglio di te stesso. Cerca di impressionare il pubblico, i giudici ti daranno dei voti su flow, presenza scenica, rime. La seconda parte è a cappella, sia con testo scritto che con freestyle, quello che preferisci ma a cappella per esser sicuri che il messaggio che dai arrivi forte e diretto. Tutta l’attenzione sarà su di te e su quello che vuoi trasmettere. La terza prova è la freestyle bag, forse la più frivola, di pura abilità: 4 oggetti saranno estratti da una borsa sui quali tu avrai 4 o 8 barre per fare freestyle. Pura improvvisazione, puro cabaret. Si rappa sugli oggetti non contro un’altra persona quindi niente punchline inutili. La parte più difficile credo sia il quarto round ovvero quando il dj suona quel che gli pare e l’mc deve stargli dietro. Può capitare un dub a 70 bmp così come drum n bass a 180, occhio agli scherzetti del dj. Ultimo round cypha da quattro quarti: per chiudere in bellezza si fa di nuovo un giro di microfono per dimostrare che il tempo lo sai tenere, che sai passare il microfono quando è il momento di farlo e che sai attaccarti alla rima sulla quale ti hanno lasciato gli altri.

Ok, ho vinto io! E Adesso?

Pazientemente attendi che sia finito il tour italiano di EOW così da stabilire quanti e quali campioni siamo riusciti a nominare. Verrà stabilita una location dove si terrà la finale italiana con tutti i campioni delle varie città tutti sullo stesso palco. Il metodo di selezione sarà lo stesso.  Il vincitore diverrà campione d’Italia. Che riceverà una sopresa, ma è presto per parlarne.

Tutto questo è fichissimo ma nella mia città non c’è!

Se nella tua città non c’è manda una mail all’indirizzo mcchallenge@endoftheweak.it oppure scrivici sulla pagina facebook End of the weak Italia.

Ci vediamo ai contest!

Foto: Bober. Location: Multiverso.

Video di Cobalt Quest.

Davide Deiv Agazzi Autore

Davide Deiv Agazzi
Giornalista, dj, music lover, soul brother. Lo scribacchino di Gold, imbrattacarte di professione, ama anche la ciccia, il vino rosso ed un altro paio di cose che qui sarebbe meglio non dire. Ha creato Local Heroes e, alla quarta birra, potrebbe anche vantarsene.

April 2017

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