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QUINDI MI STATE DICENDO CHE…
Writing

Vandalo ci racconta del suo archivio fotografico



Mi ricordo che un paio di anni fa, forse intorno al 2013/2014, mentre stavo cazzeggiando su internet mi sono imbattuto in una foto di un pannello. Era una vecchia foto, lo si capiva dalla foto stessa e dal treno. Non ricordo altro di quella foto, so solo che grazie a quell’immagine sono arrivato a conoscere l’archivio di Vandalo, dove ne ho trovate molte altre.

Vandalo, ovvero un archivio di foto inerenti al Writing Milanese, Italiano ed Estero, ricchissimo e vario; che allo stesso tempo è anche un racconto dettagliato di quelle tags, di quei pezzi, di quei muri e di quelle strade.

Ho voluto porre un paio di domande direttamente a Vandalo; e con molto piacere ve le presento.

Ciao V! Raccontaci, come nasce Vandalo?

Vandalo ( Crew – S13, LHP, AOW, TKB, DRUG ) è la mia tag, il nome che uso come writer.
La pagina Vandalo, inizialmente, era nata come mia pagina personale, dove mettere i pezzi miei. Poi ho iniziato a postare un po’ di tutto, ma il nome è rimasto quello. Diciamo che ora si può considerare sia come nome proprio che come aggettivo…

Il tuo archivio viene pubblicato su diverse piattaforme, c’è differenza nell’utilizzo dei diversi mezzi?

Si. Per ora pubblico sul mio blog buona parte del materiale e su Pezzate Passate le cose più “storiche”, poi Facebook e Instagram. L’archivio di foto mie l’avevo da anni e quello che era uscito in precedenza era su oggetti cartacei: fanzine, riviste, libri.
Ogni tanto guardavo i miei album di foto: Milano muri, Milano treni, Amsterdam, Berlino, Parigi, Bruxelles, New York e degli altri posti dove sono stato tra gli anni ’80 e ’90 e mi dicevo “sarebbe una figata farci un libro”. La cosa che hanno pensato tutti quelli che hanno fatto foto in quegli anni. Alla fine solo una manciata di loro lo ha veramente fatto.

Quando mi sono reso conto che quelle foto sarebbero rimaste per altri 20 anni, in un cassetto a prendere polvere, ho deciso di accendere lo scanner e farle vedere online, perché un libro non l’avrei fatto mai. Qualche anno fa, poi, mi è capitato di parlare con un paio di giovani writers, e ho scoperto che di quegli anni non sapevano niente. Li è stata la prima volta che ho raccontato qualche scheggia di storia di pezze a qualcuno.

Se non ricordo male, più o meno nello stesso periodo, nel gruppo fondato da DJ Skizo e Yared: Italia Hip Hop Foundation, qualcuno aveva chiesto qualcosa sui vecchi writers milanesi ed io avevo postato qualche foto d’epoca. In seguito mi hanno detto se volevo continuare a postare foto e storie di Writing sulla pagina della Foundation, così ho iniziato, circa nel 2013 se non ricordo male.

Vandalo-Tritalo-goldworld
Tritalo gratosoglio 1983 – Foto di VandaloLink

Poco tempo dopo, quando postai una foto di un pezzo di Tritalo sul muro dell’asilo del Gratosoglio (uno dei primissimi pezzi di Writing italiano in assoluto, del 1983), Shad mi chiese se volevo collaborare a Pezzate Passate, il blog che aveva aperto una decina di anni fa, dedicato alle storie di Writing e di writers vecchia scuola.
Ho cominciato, quindi a collaborare con Pezzate, pubblicando foto e racconto collegato, sia sul blog che su Facebook.

In seguito ho cominciato a postare cose più “moderne” che non rientravano nella linea editoriale di Pezzate, per cui ho iniziato a postare quelle foto sul mio blog personale. Era un vecchissimo blog che avevo aperto nei primi 2000, dove postavo cose che riguardavano il punk hardcore, prosecuzione della mia vecchia punkzine. Il blog era rimasto in coma e senza post per diversi anni, per cui l’ho resuscitato per le cose di Writing.

Cerco di far uscire le cose su diverse piattaforme per raggiungere gente diversa. In generale quelli che leggono i miei post sui blog e su Facebook sono i 30-40-50enni, writers, appassionati, amici vari, gente che più o meno era parte di quella scena che cerco di raccontare, e che diverse volte interviene nei commenti per raccontare il proprio punto di vista, discutere, correggere gli errori che a volte mi scappano.

Rammellzee Politecnico Milano 1983 – Foto da Domus

Su Instagram la “popolazione” è più giovane. Buona parte di chi legge i post è gente che non ha vissuto i primi anni storici, magari non era nemmeno nata. Ma ho trovato gente curiosa, che vuole saperne di più. Qui c’è meno interazione nei commenti, ed è la fiera degli emoji come risposta preferita. Sarà il salto generazionale!

A me piace raccontare le storie, mi diverto a scrivere. Parto preparando il post sul blog, che sia il mio o Pezzate. In seguito copio e incollo il post su Facebook come foto con testo. Raramente faccio una condivisione diretta dal blog, perché l’algoritmo penalizza i contenuti esterni. Poi riposto tutto anche su Instagram, che non è adattissimo ai testi lunghi, ma con qualche taglio riesco a farci stare i concetti principali pure lì.

Prima del Web quali mezzi di diffusione hai utilizzato?

La mia prima fanzine cartacea l’ho fatta, fotocopiata, nel 1985. Era tutta dedicata all’hardcore punk, che è quello con cui sono cresciuto.
La fanzine l’ho portata avanti per diversi anni.
Poi ho collaborato con qualche rivista, sopratutto con XXX Skateboard Magazine (la prima rivista italiana di skate), sui cui ho scritto una manciata di articoli dedicati al Writing, e su cui sono uscite le prime foto di pezzi dal mio archivio! Questo intorno al 1990. Qualche altra cosa su riviste di fumetti e simili. Sempre in quegli anni, primi anni ’90, mi intervistarono su qualche giornale e rivista, a volte con foto che fornivo io.

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KaosOne Martesana 1989 – Foto di Vandalo

Nel 1995 mi sono laureato con una tesi sul Writing. Da quella tesi ho “estratto” una mostra che raccontava la storia del Writing, che ha girato in varie città, durante expo e jam.
A rileggerla oggi era una cosa molto basica e con diversi errori, per cui non l’ho più fatta uscire. Era fatta con le conoscenze e la documentazione dell’epoca, fonti non sempre corrette.

Il mio blog l’ho aperto nel 2001, ed era una prosecuzione ideale della punkzine cartacea. Da allora ho sempre scritto prevalentemente sul web.
Negli ultimi anni ho collaborato con i miei testi e qualche foto ad alcuni libri, 4 o 5, per vari editori.

Alla fine scrivo cose da 35 anni. Sempre e solo nel modo che piace a me, “Come cazzo me pare” per citare Er Costa. Non male per uno che al liceo aveva sempre 4 in italiano!

Hai cominciato a fotografare le pezzate prima di dipingere? O viceversa?

In un certo senso, si. Ho avuto la mia prima macchina fotografica, una Nikon FG, nel Settembre 1984, quando ho fatto 18 anni. Ci ho sempre fotografato di tutto, tra cui anche scritte sui muri, disegni, cose varie, quello che c’era per strada in quegli anni.

Le foto di pezzi veri e propri, bombing e simili, ho cominciato a farle per documentare il mio di Writing, quindi le schifezze simil figurative del 1988 e i primi pezzi veri e propri dal 1989.
Poi, a cascata, i pezzi dei miei soci di crew, gli amici, le hall of fames milanesi che visitavo, i pezzi in strada che venivano fatti, per finire con i treni, quando iniziò il periodo delle Ferrovie Nord.

Andavo spesso in skate in un parchetto dietro la Stazione Bullona che aveva un’ottima visuale sulla linea. Non sono foto belle, come fotografo faccio abbastanza cagare, lo dico onestamente. Ma come disse qualcuno, la foto più brutta è quella che non è stata scattata.

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S13 train Garibaldi 1991 – foto di Max Trono – Link

Ho fatto foto e pezzi fino alla fine degli anni ’90 circa. Con il 2000 ho praticamente smesso, avevo perso gli stimoli e non frequentavo più la scena milanese. Da qualche anno ho ripreso le bombole in mano saltuariamente, e ho ricominciato a fotografare i pezzi.

Preferisco fotografare i bombing, i lungolinea, gli illegali, anche perché le hall e i muri liberi, oramai li fotografano tutti.

Ti ricordi il primo pezzo fotografato? Hai ancora quella foto?

La prima foto di “qualcosa” sul muro la feci nel 1984. Avevo tirato delle secchiate di vernice sul muro delle scale del mio liceo e lasciato colare il colore, mi beccai una sospensione, ma per fortuna la scuola non fece denuncia. Qualche giorno dopo lo fotografai, prima che venisse cancellata.

I primi pezzi veri e propri furono quelli di Atomo e Xwarz, fotografati negli anni successivi, ma la maggior parte delle vecchie pezzate, dal 1989 in poi, quando cominciai a capire qualcosa di sta cosa del Writing.

Nell’archivio c’è moltissima storia della scena milanese, ma non solo, più o meno da quante foto è composto?

Come ho detto prima, mi piace scrivere e mi piace racontare le storie. Molti dei pezzi che posto hanno avuto storie interessanti, che vale la pena raccontare. Di solito, se so la storia, perché l’ho vissuta o perché me l’hanno raccontata, cerco di riportarla al meglio.

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Spyder7 Flycat – Garibaldi 1989 – Foto di Vandalo

Se non so la storia, ma il posto in cui il pezzo è stato fatto ha una sua storia particolare, racconto quella. Ho sempre amato visceralmente Milano. È la mia città. L’ho girata quasi in ogni strada, moltissima a piedi, nelle “spedizioni” di bombing. Conosco angoli che nemmeno molti milanesi conoscono, sono stato sui tetti dei palazzi quando riuscivo a salire, nelle gallerie segrete sotterranee che stanno sotto il Castello Sforzesco, in edifici abbandonati od occupati.

Spesso mi basta guardare lo sfondo delle foto di un pezzo o gli edifici intorno per capire dov’è stato fatto, pure se il pezzo non l’ho mai visto dal vivo. Poi ho sempre amato le storie di Milano, dei vari quartieri, pure le storie minori e quelle raccontate dai vecchi all’osteria, con un quartino di rosso a sciogliere la lingua.

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Alpha Hook DCN Ferrovie Nord 1996 – Foto di Vandalo

Mi piace raccontarle a mia volta… Qualche volta è capitato anche che il writer di cui ho postato una murata mi ha scritto per dirmi che non sapeva niente della storia del muro dietro al pezzo!

Per quanto riguarda il numero di foto che ho in archivio… in totale sono circa 10.000.

Qualcuno ti ha dato una mano nella raccolta di tutto questo materiale che hai in archivio?

Come ti dicevo, le foto in archivio sono circa diecimila, un terzo fatte da me e 2/3 da altri fotografi, writers e appassionati, che mi girano in tutto o in parte i loro archivi e foto varie, da postare su blog e social.

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RUDE BOYS – Rae, Deco, Phast e Dumbo – 2001 – Foto di SecseLink

Secse è uno dei contributori principali! Penso che le sue foto, per qualità e quantità, siano uno dei tesori principali che documentano il Writing Italiano. Ha fotografato throwups, outlines, tags, cose che nel periodo della pellicola non fotografava nessuno.
Se non fosse stato per lui, molte immagini del lato più bombing del Writing, semplicemente non esisterebbe più niente, se non la memoria sbiadita di chi era su quel muro.

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MDS – Arco della Pace – 1998 – Foto di Secse – Link

Oltre a lui, diversi writers mi hanno girato il proprio archivio e diversi conoscenti, che fotografavano in giro, mi hanno girato le cose che avevano negli album di foto.
Io cerco di coordinare il tutto in un racconto che è quello del pezzo, ma anche di quello che ci sta intorno, delle persone e della città stessa.

Una cosa ci tengo a sottolinearla: siccome tutti quelli che mi mandano foto lo fanno gratuitamente, per il piacere di condividere, cerco sempre di indicare l’autore della foto nel post.
È il minimo che posso fare per riconoscenza a chi si è preso lo sbattimento di andare a fotografare qualcosa che altrimenti non avrebbe fotografato nessuno e non avrebbe visto più nessuno.

vandalo 1990 via pontano – Foto di Vandalo

Siccome è capitato diverse volte che altre pagine, siti web, portali, pure giornali come Corriere e Repubblica, si sono scaricati le foto dalla mia pagina per pubblicarle sulla loro: scordandosi sempre di mandarmi 2 righe del cazzo per chiedermi se possono (a volte pure mettendo il loro copyright!), a questa gente dico: “METTETE ALMENO IL NOME DEL FOTOGRAFO, MERDE!”

Voglio ringraziare nuovamente Vandalo per il tempo che ci ha dedicato e di seguito vi lascio tutti quei link utili per conoscere il suo archivio.

Vandalo
Blog: vandalo.blogspot.com
Facebook: facebook.com/vandalo
Instagram: instagram.com/vandalos13/

Pezzate
Blog: pezzate.wordpress.com