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La didattica a distanza e la realtà virtuale



L’emergenza ha aiutato ad aprire delle porte verso la didattica a distanza e la realtà virtuale?

La mattina, prima di andare in ufficio, curo una bambina di 9 anni, Matilde, che durante il lockdown, come tutti i suoi coetanei, ha svolto la didattica a distanza attraverso il pc. Ho iniziato così a interrogarmi sulla didattica a distanza e la realtà virtuale.

In quel periodo spesso mi chiamava e mi diceva che le mancavano i compagni e le maestre e che seguire le lezioni da uno schermo non era uguale che essere in classe.

Le scuole stanno ripartendo e con qualche precauzione Matilde tornerà in classe e potrà tornare a vedere dal vivo i suoi compagni e le sue maestre.

Ma l’esperienza della didattica a distanza è stata veramente così negativa?

L’emergenza ha solo distrutto o ha aiutato ad aprire delle porte verso un futuro non troppo lontano?

Esiste in Italia una rete di istituti, denominata H-International School, che dà la possibilità ai suoi studenti di attuare un nuovo metodo di apprendimento basato sulla realtà virtuale.

Cosa sono le H-International School?

Le H-International School sono scuole internazionali che fanno parte del H-FARM, piattaforma digitale sulla quale i giovani e le aziende utilizzano la realtà virtuale.

Le scuole H-International riconoscono nella realtà virtuale la possibilità della creazione di nuove possibilità formative.

Holodeck è il programma di realtà virtuale progettato da BigRock utilizzato nelle loro scuole e permette di creare lezioni in cui gli studenti possono “vedersi” e interagire con il professore.

All’interno di uno spazio virtuale è possibile collocare oggetti reali e non per far comprendere meglio il senso di quello che si sta studiando.

Holodeck: il programma innovativo di realtà virtuale

Perché le H-International School hanno scelto di utilizzare la realtà virtuale?

La realtà virtuale nella didattica a distanza permette agli insegnanti di avere maggiori possibilità di interazione con lo studente.

Inoltre l’alunno, immergendosi virtualmente nell’argomento, come il sistema solare, risulta più coinvolto nell’apprendimento, andando a cercare anche con la vista quello che invece finora viene spiegato solo con le parole.

Lo studente non è più un soggetto passivo, ma un soggetto che partecipa attivamente nell’apprendimento degli argomenti delle lezioni.

Come funziona la realtà virtuale applicata alle lezioni scolastiche?

Un tablet viene consegnato ai docenti, con cui gestiranno la regia degli argomenti nei quali gli studenti si immergeranno.

Agli studenti viene consegnato un visore da indossare, avendo così la possibilità di immergersi nella matrice decisa dai loro insegnanti.

Basta un tablet per la regia degli argomenti!

Come è facile immaginare le potenzialità di questo strumento sono enormi, i margini di sviluppo sono tantissimi e molti dei possibili sviluppi futuri addirittura inimmaginabili.

Alcune realtà imprenditoriali hanno iniziato a crederci.

Per formare gli imprenditori del domani c’è bisogno che le scuole di oggi inizino a far conoscere la didattica del futuro e soprattutto ad utilizzarla!

Le H-International School hanno iniziato.

Fonti: Artribune, Wired, H-farm