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Writing

No Apologies #2



Da New York alle capitali europee, e ancora oltre… sono passati decenni e il Writing si è diffuso nel globo con densità capillare… ma fino a che punto? Sarà riuscito a penetrare in Asia e al di là della Grande Muraglia? Pare di si e ci è giunta voce di un’esotica fanzine di settore, No Apologies, giunta al suo secondo numero.

No Apologies indaga la diffusione del fenomeno fra le strade delle metropoli del gigante cinese. Abbiamo fatto qualche domanda a Sbam, la mente e il braccio di questo interessante progetto cartaceo. 

Cosa è No Apologies?

No Apologies è una fanzine di graffiti made in China nata dalle portentose menti di quasi tutti i membri della RSG e sviluppata in stretta collaborazione con alcuni writers cinesi ma soprattutto socialisti. 
No Apologies (nome cinese: 无妥协方式) è il tentativo di manipolare i giovani vandali della scena cinese sottoponendoli a un bel po’ di attitudine e sani graffiti e allo stesso tempo di far conoscere la crème della scena cinese a voi decadenti capitalisti occidentali. 
Una roba unica, un po’ bipolare e a caso come piace a noi.

Cosa c’è in questo secondo numero?

Questo secondo numero è una perla rara, 124 pagine in cinese e inglese con 6 writers dai quattro angoli della terra. 

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Bicer

In ordine alfabetico abbiamo Bicer con una serie di pezzi incredibili fatti in giro per il Centro-America nei suoi pellegrinaggi al seguito dei migranti che rincorrono il sogno americano. A seguire Bis, writer newyorkese nonché membro degli Outsiders, con una serie di bei pezzi che fondono insieme lo stile dei pionieri con il lettering della meglio gioventù. 

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Bis

Per il comparto Cina abbiamo invece Donis e Joints.
La storia di Donis è surreale: il solo writer attivo a Ürümqi, la capitale dello Xinjiang (una città militarizzata a causa della questione Uyghuri). Nonostante questo Donis piazza throwies, fa tatuaggi, si dà ai bagordi e corteggia le pulzelle. Joints invece è il capo di Nanjing e membro degli UPS. Gli UPS sono stati una crew molto attiva in Cina fino a quando la polizia non ha arrestato molti di loro (Joints incluso) e purtroppo uno di loro, Smoke, si trova ancora in carcere e le carceri cinesi non scherzano.

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Donis
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Joints

Per concludere abbiamo due membri della UGEE: Soap, da Bari e Vamp da Helsinki. Soap e Vamp non hanno bisogno di introduzioni, attivi da più di 20 anni si sono fatti conoscere per la costanza ed il livello altissimo della loro produzione. Pezzi su pezzi con uno stile e delle storie uniche.

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Soap
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Vamp

Dulcis in fundo una prefazione di Andrea Baldini, Professore di Estetica presso la Nanjing University e autore del libro: A Philosophy Guide to Street Art and the Law (Leiden: Brill, 2018). Nella sua introduzione Andrea paragona la pandemia da Covid-19 con la globalizzazione dei graffiti.

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Prefazione di Andrea Baldini

Insomma, centinaia di pezzi di altissimo livello con storie e interviste esclusive. Come Instagram ma troppo meglio.

Come nasce il progetto?

Il progetto è nato intorno al 2018; per qualche scherzo del destino che ha portato alcuni writers toscani a gravitare intorno alla Cina e alla sua giovane scena. Come dei colonialisti navigati abbiamo pensato che sarebbe stato bello lasciare un segno nella storia dei graffiti di questo paese; e che sarebbe stato altrettanto interessante per il resto del mondo conoscere quello che sta succedendo al di là della Grande Muraglia.

Nonostante l’idea sia folle sembra funzionare e l’intero progetto sta crescendo. In Cina siamo già i capi del settore e l’effetto di No Apologies si sta facendo sentire nella scena e per le strade dell’impero. Prima del nostro arrivo l’unico contatto (o quasi) dei writer cinesi con il resto del mondo era internet; ma imparare a fare i graffiti con internet è come imparare a fare le rapine guardando i film. Direi che stiamo facendo del bene.

Come si presenta oggigiorno la scena del writing cinese?

Una merda. I ragazzi sono fantastici ma il contesto è ostico. 

I writer cinesi tendono a credere che dipingere in Cina sia facile perché non ci sono leggi specifiche contro i vandali dello spray; mentre la gente comune, di solito, non percepisce i graffiti come un grosso problema o crimine.

In realtà la situazione è molto più complessa: da un lato il buff è capillare e molto efficiente ma questo è un aspetto minore. Il vero problema è avere stili di vita alternativi in un paese come la Cina. In Cina qualsiasi tipo di grana con la legge può costarti caro, soprattutto dopo l’introduzione dei social credits. Una condanna, anche per un reato minore, ti può segnare a vita perché oltre a spendere tempo in carcere i tuoi social credits vengono abbassati moltissimo.

Una condanna può voler dire cancellazione del passaporto, impossibilità all’acquisto di biglietti per treni, aerei o navi per spostamenti anche interni alla Cina; impossibilità di accedere a qualsiasi carica pubblica a vita, seria difficoltà a ottenere un mutuo, affittare o comprare una abitazione; seri problemi a fare acquisti online, prezzi maggiorati per una serie enorme di servizi, difficoltà ad ottenere una patente o una targa, e così via, all’infinito. Alcuni di questi problemi possono sussistere per tutta la vita.

Inoltre, per esperienza personale, posso dire che un gran numero di personaggi, anche solo un po’ eccentrici, a un certo punto della loro vita, finiscono in carcere. Molti writers cinesi sono finiti in carcere anche se in genere per brevi periodi che vanno da una settimana a un mese ma alcuni sfortunati non sono ancora usciti. I writers locali sanno di questa situazione e, a oggi, dopo più di 15 anni che i graffiti hanno preso piede in Cina, non c’è stato ancora un solo writer che si sia dedicato costantemente a treni e metro. Un po’ di metallo è stato dipinto ma in modo molto sporadico perché i locals sanno che il prezzo da pagare è diventare letteralmente un pariah.

La Cina è un paese complesso ed unico, e anche i graffiti non possono essere paragonati a niente che l’uomo bianco abbia mai conosciuto. Anche queste mie riflessioni sono obbligatoriamente sommarie, imprecise e un po’ massimaliste.

Quali difficoltà hai incontrato nella realizzazione di un prodotto editoriale di questo tipo? 

I soldi. È veramente dura far quadrare i conti e non perderci uno stipendio o due. 

Siamo fortunati perché fin dall’inizio abbiamo avuto il supporto di Whole Train Press che ha creduto nel progetto e che, anche per questo numero, ha prodotto e sta distribuendo la fanza fuori dalla Cina. In Cina abbiamo un paio di partners che ci danno una mano; ma qua è tutto più difficile perché ottenere un ISBN per un prodotto del genere è impossibile e vendere una rivista o un libro non autorizzato in Cina è un reato serio. Non possiamo promuovere la rivista in modo palese e quindi la dobbiamo vendere in segreto come la Bibbia ai tempi di Domiziano.

Raccontaci qualche curiosità

Fare una fanzine nei mesi della Pandemia è stato un delirio, ci abbiamo messo 6 mesi ed innumerevoli invettive a Dio sono state spese per mandare in stampa questo secondo numero ma alla fine possiamo dire 1 a 0 per noi. 

Quali sono i progetti per il futuro?

Abbiamo in cantiere il terzo numero e sarà ancora meglio dei primi due perché applichiamo la scienza ed impariamo dai nostri errori. Se non ci arrestano tutti fra qualche mese potrete aggiungere alla vostra libreria No Apologies 3.
Cominciate a risparmiare per il prossimo numero!

Siamo al momento dei saluti e delle dediche

Un vero amico e un vero sostenitore del movimento dei graffiti ci ha lasciato. Domenico era la mente dietro Whole Train Press, l’unico editore abbastanza pazzo da supportare la nostra fanzine. Senza di lui oggi non saremo qui e fa schifo sapere che te ne sei andato; ma vivi nei nostri ricordi e nelle pagine che hai pubblicato solo per amore del gioco.

You’ll never walk alone Domenico

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No Apologies è disponibile sul sito di Whole Train Press con una Special Edition dedicata imperdibile e ad un prezzo abbordabilissimo:
No Apologies 2 + No Apologies 1 + Glorious 2.0 + We Are The City Anthology 

Special Edition No ApologiesLink