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We love Piccoli Soldi



Piccoli Soldi. Due parole semplici, o meglio, due parole povere. Si, perché di povertà stiamo parlando, quel disagio che accomuna un po’ tutti quelli che fanno arte; ma anche chi lavora e fa i salti mortali per arrivare a fine mese.

Piccoli Soldi non è la soluzione. Piccoli Soldi è il manifesto di questa situazione. Con un messaggio preciso: puoi sognare bling bling tutta la vita ma se in tasca trovi Piccoli Soldi hai già quel che ti basta per essere felice. Piccoli Soldi è una fanzine (acquistabile tramite la sua pagina Facebook) dichiaratamente underground e dichiaratamente povera; che raccoglie le opere di artisti accomunati dalla stessa sorte: l’assenza di cash. Per saperne di più ho chiesto ai tre anonimi crani che l’hanno partorita di parlarcene.

Piccoli Soldi
Il primo numero di Piccoli Soldi

Chi si nasconde dietro il progetto Piccoli Soldi, quali sono le menti che l’hanno partorito? 

L’idea di Piccoli Soldi è nata per gioco, nel salotto di una casa a Firenze. Eravamo tre amici artisti e, dopo aver trascorso una bella serata insieme, scherzavamo sul nostro disagio economico mentre facevamo colazione in velocità, raccogliendo spray e vernici prima di uscire. La povertà di quella fredda Domenica di Gennaio era qualcosa che ci faceva sentire in difficoltà; ma allo stesso tempo ci univa tra leggerezza e sorrisi. Su questo flow siamo andati a dipingere, realizzando un pilone con la tag Piccoli $old¥, inconsapevoli di quello che avremmo creato in futuro. Tra le varie risate, ci siamo poi resi conto che la scomodità dell’avere pochi soldi è qualcosa che viviamo tutti; anche se in modi differenti, e che noi eravamo solo un semplice piccolo campione di una realtà ben più diramata.

La precarietà economica in Italia è un problema concreto. Sia per gli artisti che spesso sono costretti ad avere secondi lavori per mandare avanti la loro passione; sia per tante altre categorie che fanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Volevamo raccontare tutto questo e affrontare un tema pesante con la stessa leggerezza ed ironia di quella mattina di Gennaio, raccogliendo i lavori in una fanzine che includesse tutti senza selezioni. Così abbiamo cominciato a fare passaparola tra le nostre conoscenze, amici sparsi in Italia e all’estero; oltre che lanciare tramite Instagram l’open call per “Soldi Soldi Dai Vai”, la prima fanzine autoprodotta alla quale hanno partecipato oltre settanta artisti. Inaspettatamente, dopo poco tempo, si è creata una pikola grande comunità di persone che come noi, si rispecchiavano nell’affrontare le difficoltà economiche con il sorriso.

Tra queste persone, ci sono illustratorivandali, fumettisti, poeti, grafici, street artist, writer, fotografi, disegnatori di ogni tipologia; che grazie al loro immaginario, hanno dato vita all’idea che avevamo di Piccoli Soldi. Ci teniamo a sottolineare che il progetto è partito da tre amici, ma ben presto è diventato di tutti e soprattutto rivolto a tutti, non solo a chi è nel mondo dell’arte. Ha unito sotto lo stesso immaginario tetto persone diverse e fisicamente lontane. Distanza che si è accentuata per ovvi motivi durante il periodo di quarantena, ma che paradossalmente ha rafforzato il senso di appartenenza ad una comunità. Quindi possiamo risponderti che “chi si nasconde dietro il progetto di Piccoli Soldi è il volto dei suoi partecipanti!

Come è nata l’idea della fanzine?

L’idea è nata in modo molto spontaneo, sempre chiacchierando e scherzando tra amici. Volevamo dare visibilità a tutti quei “piccoli” che spesso sono esclusi proprio perché emergenti; a coloro che hanno timore di mostrarsi e vanno solo incoraggiati o che non hanno gli strumenti per poterlo fare. Crediamo che le idee siano la vera ricchezza dell’uomo e che se condivise possano generare grandi potenziali. La fanzine è un ottimo strumento per dare una possibilità a chi altrimenti non ne avrebbe; così come Instagram, social dove tra le storie pubblichiamo lavori di chiunque voglia inviarci la sua idea di Piccoli Soldi. Abbiamo da poco aperto anche un canale Telegram, al quale ci si può liberamente unire. La prima call ha visto partecipare artisti che si muovono in diversi ambiti delle arti visive. 

Piccoli Soldi
La nascita di Piccoli Soldi!

Come vi siete mossi per stringere i primi contatti? Com’è avvenuta la preparazione del primo numero? Intendo: come avete scelto l’ordine delle opere, se avete dovuto fare scelte fra cosa pubblicare e cosa no… 

Come ti raccontavamo qualche riga più su, i primi contatti sono stati tra amici. Siamo tutti e tre artisti e abitiamo in città differenti, perciò la rete di conoscenze era già ampia in partenza. L’impostazione del primo numero è nata come tutto il resto, ovvero in modo spontaneo, tra varie chiacchierate anche con alcuni dei partecipanti. Per quanto riguarda le scelte, le parole selezione ed esclusione non ci piacciono molto. Purtroppo sono frequentemente impiegate nel mondo dell’arte e tagliano fuori tanti che invece non meritano di essere invisibili. Gli unici lavori che non sono stati pubblicati in “Soldi Soldi Dai Vai”, sono quelli inviati in bassa risoluzione; oppure quelli che risultavano incompleti in base alle direttive date nella open call.

A che tipo di pubblico è rivolta una pubblicazione come Piccoli Soldi? Chi sono i vostri primi lettori? 

Sicuramente i primi lettori sono coloro che appartengono al settore dell’arte, in particolare quello underground. Ma le pubblicazioni sono rivolte a tutti. Infatti tra i vari ordini che abbiamo ricevuto ci sono anche quelli di persone totalmente distanti da questo mondo. 

Piccoli Soldi Fanzine
Piccoli Soldi Fanzine – Stay Pikoly Stay Soldy

Siete usciti col primo numero ed avete già aperto una seconda call for artists, stavolta legata all’oroscopo. Come sta procedendo? Chi volesse partecipare alla nuova call, cosa deve fare?

Procede bene! Siamo molto contenti del riscontro del pubblico, anche quello più impensabile! Rispetto alla prima open call, abbiamo scelto di ampliare i settori di partecipazione; è incluso lo sport, come lo skate o la danza aerea, la cucina con piatti poveri, la musica, il video editing. Questi sono solo alcuni esempi, in realtà chiunque può partecipare anche se non si è mai cimentato nelle arti. Basta inviare il lavoro in alta risoluzione a piccolisoldi@hotmail.com entro e non oltre il 21 Giugno 2020. Ci sono inoltre altri progetti in cantiere per il futuro, perciò stay tuned!

In questa intervista siamo stati anche troppo seri nel raccontarci; perciò finiremo di rispondere all’ultima domanda nel modo leggero e un pò punk che piace a noi: P¥kol¥ $old¥ sa che bisogna pr€ndersi costantemente cura della povertà di tutt¥. Ma sa anche che solo i pikoly po$$ono sapere davvero cosa accadrà nel futuro, usando il metodo più sicuro, assolutamente scientifico € approvato dai più grandi vincitor¥ del premio Nobel per l’€conom¥a: l’oroscopo. Per questi motivi è necessario lanciare un’altra chiamata, al f¥ne di far sapere a tutto il mondo che fine faranno i nostri pok¥ bling bling.

In Horoscopus open call vorremmo che ci inviaste le vostre previsioni astrologiche sul denaro per il periodo post pandemia Covid-19. Dovrete rappresentare un segno zodiacale, accompagnato da una breve frase che pronostica il disagio economico che sarà. I lavori raccolti verranno pubblicati nella nostra fanzine autoprodotta Horoscopus, mentre il materiale audio e video sarà postato su Instagram in una sezione dedicata. In questo ultimo pikolo caso vi chiediamo di mandarci audio/video di 1 min al massimo + una foto da poter mettere nella fanza. Amore e salute non ci interessano, vogliamo solo P¥kol¥ $old¥. La open call è davvero open, per partecipare basta non dimenticare punk e povertà! Un saluto a tutti quelli che ci conoscono, siamo persone povere ma solari. 

Stay Pikoly, Stay Soldy.