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When Kirk Met Stan



1957: Kirk Douglas, il divo di Hollywood, incontra sul set di “Orizzonti di gloria” il giovane regista Stanley Kubrick. E rimane colpito dal suo genio.

Kirk Douglas e Stanley Kubrick
Stanley Kubrick e Kirk Douglas sul set di ‘Paths of Glory’ (Orizzonti di Gloria) 1957

Kirk Douglas se ne è andato. Beh, direte voi, a 103 anni ci sta. Sì, è vero, ma con lui scompare uno degli ultimi testimoni del cinema che ha fatto grande Hollywood. L’ultimo divo del noir americano anni ’40/’50, epoca in cui non era soltanto la logica economica a governare gli Studios. Il Kirk con la faccia da schiaffi, che spesso gli era servita per interpretare ruoli da duro. Ma era anche attore poliedrico, con una grande padronanza della tecnica recitativa. Una solida preparazione che l’aveva portato a lavorare sotto la direzione dei più grandi registi di allora: Billy Wilder, William Wyler, Howard Hawks, Vincente Minnelli, Edward Dmytryk e tanti altri.

L’incontro

L’incontro tra Douglas e Stanley Kubrick avvenne nel 1957, sul set di ‘Orizzonti di Gloria’. La grande star del cinema hollywoodiano incontrò il giovane regista al suo quarto lungometraggio. Kubrick si era già guadagnato la stima della critica, ma non era ancora in grado di gestire autonomamente l’aspetto economico del proprio lavoro. I guadagni delle sue produzioni erano legati agli incassi al botteghino e fino a quel momento non erano stati granché. Pensò quindi di cambiare la sceneggiatura, aggiungendo un finale positivo e più ‘commerciale’ per ingraziarsi il favore della produzione.

Kirk Douglas e Stanley Kubrick
Kirk Douglas e Stanley Kubrick in una pausa delle riprese di Spartacus (1961)

Fu proprio Kirk Douglas a impuntarsi e a convincere Kubrick a lasciare il finale così come era stato scritto. Una chiusa dura e triste, in contrapposizione al volere dei produttori. Nel film il regista americano adottò delle tecniche di ripresa mai viste prima. Lo spettatore si trova nel bel mezzo della guerra con tutta la sua ferocia. Douglas avanza nelle trincee e la macchina da presa si muove avanti in soggettiva. Entra letteralmente fra i soldati appostati tra le palizzate e le pareti fangose. Le continue esplosioni dell’artiglieria nemica sfiorano la trincea e le zolle di terra sollevate cadono sulla testa dei soldati. Tutti sono pronti a schizzare fuori per andare al contrattacco, aspettano solo il comando del colonnello Dax/Kirk Douglas.

Il comando arriva, i soldati saltano fuori dalla trincea, gridando selvaggiamente e avanzando tra le esplosioni. E Kubrick stupisce ancora, riprendendo la scena dall’alto, con una prospettiva a volo d’uccello. Sembra quasi una ripresa effettuata con un drone, 50 anni in anticipo sui tempi. Douglas rimase talmente colpito dalle capacità del giovane Kubrick che 2 anni più tardi lo chiamò personalmente in causa. L’attore aveva una forte personalità e in ogni produzione tendeva ad essere una figura predominante. A maggior ragione se nel film rivestiva anche il ruolo di produttore.

Successe con ‘Spartacus‘ in cui Douglas era anche l’attore protagonista. Nel 1959, all’inizio delle riprese, licenziò il regista Anthony Mann con cui aveva avuto contrasti, e volle Kubrick a dirigere la pellicola. Kubrick in seguito si dichiarò poco soddisfatto dal film, che rimaneva una creatura appartenente più al Kirk Douglas produttore che non alla sua personale visione. Ma il regista trovò il modo per rendere Spartacus, film di genere epico in voga in quegli anni, diverso dai canoni consolidati.

In accordo con Douglas infatti, operò non poche modifiche alla sceneggiatura di Donald Trumbo. Anche grazie alla fiducia accordatagli da Kirk Douglas e al successo che il film ebbe (4 Oscar nel 1961, premi di ogni tipo e un grande riscontro al botteghino) Kubrick da lì a poco cominciò con ‘Lolita‘ (il film con James Mason, Peter Sellers e Sue Lyon, tratto dal romanzo di Vladimir Nabokov) una serie ininterrotta di capolavori.