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Rap? Un ci s’ha #1 | Drega


Inizia il viaggio alla scoperta del rap che non esiste: Il rap toscano, quello che c’è, ma che la gente non vuole vedere. E noi glielo sbattiamo in faccia!

La prima domanda che mi sono posto è stata questa: con chi si comincia? La risposta è venuta naturale.
Volevo partire da qualcuno che è da anni sulla scena, qualcuno che la scena la conosce bene proprio perché quando lui ha cominciato non era ancora nata. Con la prima tappa si fa un salto in Versilia, Ladies & Gentlemen, ecco a voi Mr. Drega!

Drega – Foto di Deborah Larocca

Parlaci un po’ di te: chi sei, da dove vieni e cosa fai nella vita?

Ciao mi chiamo Sandro Paoli, in arte Drega, classe 1977 sono un Mc/Beatmaker/Dj Toscano, più precisamente vengo da Camaiore in provincia di Lucca. Nella vita mi divido tra lavori da operaio, live come Mc e vari Dj set in giro per l’Italia. Da 2 anni faccio parte della Crew più grande d’Europa, conosciuta con il nome di Rap Pirata, nella sezione Toscana e come speaker radiofonico di Garage Radio alla conduzione insieme a Resa del programma Hip Hop Follow The Flow.

Quando è avvenuto il primo contatto con l’Hip Hop e quando hai cominciato a fare Rap?

Ricordo bene quel momento anche se è passato un po’… tra il 1991 e il 1992 entrai nel negozio di dischi vicino casa e il proprietario mi fece sentire “Stop al Panico“. Fu una folgorazione con un impatto devastante, rimasi subito affascinato dal Rap e dalla sua libera espressione.
Cominciai subito a scrivere le mie prime rime, un po’ per divertimento diciamo perché allora non conoscevo ancora la cultura Hip Hop. Nel 1993 con degli amici mettemmo su un gruppo con un bassista, un batterista, un dj ed io a sputare Rap!
Nel 1994 facemmo il primo live. La prima volta che sono salito su un palco ho sentito subito quella vibrazione, quel fuoco, quell’adrenalina mischiata alla paura che parte dai piedi e arriva alla testa pochi secondi prima di cominciare, per poi sprigionare tutta l’energia e la voglia di esprimersi.

Ricordo che era una situazione “marcissima”, a dire tanto ci saranno state 20 persone, ma non me ne fregava nulla quando ho sentito il feeling immediato con il palco e l’impressione che con il microfono “ci viaggiavo”. Abbassando gli occhi ho visto quei pochi sotto che si gasavano, che urlavano alzando le mani e quello che pensai subito dopo è che quella sensazione mi faceva sentire vivo, che ero riuscito a “trasmettere” quello che provavo e che in fondo ero bravo a fare qualcosa.

Da qui ad arrivare a Rap Pirata e a Follow the Flow, ci racconti il tuo percorso?

Eh un po’ ne ho combinate nel 1995. Tramite amicizie in comune conosco e comincio a frequentare i ragazzi del muretto di Viareggio, quelli che tutt’oggi sono ancora dei fratelli. Da lì le prime jam, la scoperta delle prime fanzine, quindi la scoperta della cultura Hip Hop.
Nel 1996 ci fu l’occasione di salire sul palco gigantesco dello “Street Ball” a Viareggio, in apertura dei Sottotono & Liricalz e fu una roba pazzesca.

Nel 1998 incisi sulla “classica cassettina” il mio primo demo “Paranoie Liriche” e nel 2001 ci fu la prima vera esperienza discografica. Ai tempi fui contattato da Jamax e dall’indimenticato fratello Willie DBZ, per uscire nella compila dei Toscani ClassiciDa un’idea della Toscana“.
Poi “scorciando” un po’ la lista e andando qualche anno avanti, nel 2008 arriva la prima esperienza radiofonica insieme a Dj 3sbee. Mettiamo su un programma chiamato Back to Black su Radio Versilia.
Nel 2010 con Menga Mega, Tonino, Resa, Moket, Ub e Dj Baba mettiamo su la Stanza Infetta Kru, meglio nota come SIK, una family di Mc’s, Dj e Writers. Con il gruppo Stanza Infetta abbiamo avuto la fortuna e l’onore di stare sul palco con i più forti e veri Mc’s della scena Hip Hop Italiana. Non sto a fare la lista dei nomi che sarebbe lunghissima… nel 2013 un live INDIMENTICABILE in apertura al gruppo Rap Statunitense nella loro unica data Italiana, ovvero i Lords Of The Underground. Con Stanza Infetta siamo usciti con le seguenti autoproduzioni:

2010 Drega N Friend
2011 in connessione con mio fratello Mad Andee Rime Come La Rena
2012 Drega N Friend Volume 2
2013 Infezione Street
2014 Drè-X-Tape

Nel 2016 partecipo e vinco il contest di freestyle/format televisivo WTR New Rap Battle. Il premio era una produzione discografica del proprio Ep sotto l’etichetta Casalpianostudios di Sinalunga, a Siena, con la distribuzione in digitale in 240 paesi nel mondo. Nel 2017 grazie alla vincita del WTR esce il mio Ep “Da Perfetto Nessuno” e sempre nel 2017 esce il video ufficiale di None (Libertà Di Espressione) con Blebla. Traccia che uscirà poi nel nuovo disco del Rapper Pratese (Immirepglieungrancasino, ndr).

Da Perfetto Nessuno – Drega

Qual è per te il brano più rappresentativo, quello che useresti come biglietto da visita?

Oddio, fare proprio il nome specifico di una traccia rappresentativa è un po’ un casino, perché sono veramente tante le tracce che mi hanno “trapassato” il cervello nei vari momenti della mia vita.
Da quelli di fotta, di tristezza, allegria, incazzatura etc… ma se proprio devo dirne una da usare come biglietto da visita, la prima che mi viene in mente, anche perché è il primo vinile di rap italiano che ho comprato e stretto tra le mani, è “Sfida il Buio” di Speaker Dee Mo’ & Dj Gruff del 1992.

Come sono cambiate le tue aspettative nel corso degli anni? Intendo, oggi fai rap per lo stesso motivo che ti ha spinto ad iniziare? Hai mai avuto l’ambizione di viverci?

Non so se definirle veramente “aspettative” nel caso mio, e di chi diciamo ha la mia età … “quelli degli anni 90”, che sono passati dall’essere veramente guardati come degli alieni. Io mi ricordo che mi domandavano se un giorno avremmo mai sentito “la nostra musica” o “Fare Freestyle” nella radio e in tv nella “maniera più esplicita”, fino ai giorni nostri dove il rap diciamo è un po’ il “pane quotidiano”. Ti assicuro che chi arriva a 40 anni e continua a fare rap con la stessa passione di 20 anni fa, non lo fa per una questione di aspettative, ma è proprio una questione vitale.

L’Hip Hop fa parte della tua vita e non puoi fare a meno di fare questa musica. Poi senza fare l’ipocriti sarebbe bello poter vivere di solo rap, ed è giusto che i sogni non muoiano mai. I sogni non hanno età e non bisogna mollare mai, tutto potrebbe cambiare in ogni momento e in qualsiasi campo artistico, quando si crede veramente in quello che si fa… comunque non è quello il motivo principale, e in fondo non lo è mai stato.

Se fosse stato solo di farci i soldi e viverci, a quest’ora sicuramente avrei smesso da un pezzo. Io continuerò a fare rap e fare musica finché, come ti ho già detto, mi farà sentire vivo e mi farà venire i brividi. IO SONO COSÌ PUNTO! Mi piace il lato artistico a 360 gradi, ho portato il mio Rap ovunque, dai contesti più Underground a “gare canore”, dove ero l’unico “Rapper” dai carri del carnevale di Viareggio ai centri sociali dai club, fino a teatro al Festival di Shakespeare.

Parliamo di quando hai iniziato: Quali erano i luoghi di incontro?

Quando ho iniziato i punti d’incontro, come già detto, erano il muretto a Viareggio, sotto la stazione dove ballavano i primi breaker e l‘Hall of Fame, sempre a Viareggio, dove i writers facevano murate. Si faceva ballotta con lo stereo, con i beat e giri infiniti di Freestyle..

Nella tua zona c’era già qualcosa prima o è nato tutto nel periodo in cui hai iniziato?

No, diciamo per sfortuna o per fortuna, in quegli anni nella mia città ero l’unico a fare rap. Tolta la parentesi del gruppo formato con gli amici nel 1993, perché col passare del tempo gli altri 3 hanno smesso di fare musica, quindi ero un po’ solo… per questo ringrazio i fratelli Viareggini, perché a quei tempi non c’erano i social, quindi sugli eventi e i movimenti ti dovevi muovere tra sbattimenti e telefonate.
A Viareggio si stava già formando un bella situazione Hip Hop in tutte le discipline tra Dj, Mc’s, Writers e Breakers (per la cronaca Camaiore e Viareggio sono tipo 12 km di distanza). Comunque, in ogni caso, se c’era in giro una Jam o qualsiasi situazione Hip Hop loro mi chiamavano. Adesso anche a Camaiore ce n’è di gente che fa Rap.

Quali sono i primi emcees toscani di cui hai sentito parlare e quelli con cui sei entrato in contatto?

Il primo in assoluto con cui sono entrato in contatto con l’Hip Hop non era un Mc, ma un Writer, ai tempi si chiamava Skivo. Oggi lo conoscete come Sera, tutt’ora siamo fratelli di crew in Rap Pirata Toscana e tutt’oggi continua a spaccare in Toscana e in tutta Italia con la sua roba.
Comunque subito dopo di lui ho conosciuto come mc’s Gigitone, il Kea e Otha (anche se lui è Ligure e non Toscano) e poi chiaramente Resa, fratelli da una vita, dal muretto fino ad oggi in Rap Pirata Toscana.

Perché secondo te per il rap toscano non è così facile emergere a livello nazionale?

Questa è veramente una domanda a cui non so dare una risposta precisa… diciamo che non è mai facile emergere in generale nella musica, come in altre forme d’arte, da qualsiasi posto provieni.
Davvero, lo dico soprattutto dopo quest’ultimo anno e mezzo, dove grazie a Rap Pirata stiamo girando un po’ tutta l’Italia e sto testando diciamo sta faccenda sulla mia pelle, avendo la fortuna di suonare e condividere con tanta gente di diverse regioni d’Italia posso dire tranquillamente, senza togliere niente a nessuno, che secondo me la Toscana spinge forte e non mancano di certo i requisiti per stare a livelli Nazionali. E comunque non credo che sia solo un problema della Toscana, ripeto, nel corso degli anni ho incontrato gente toscana e non veramente fortissima che meritava di più.

Se ci sono, quali sono i punti forti e più caratteristici del rap nostrano?

I punti forti e le caratteristiche sono le stesse di tutte le altre città. La regola vale da nord a sud: se fai rap devi essere schietto e genuino, avere attitudine e flow, essere sempre te stesso trasformando la tua vita in musica, trascrivere in rima ogni tua emozione che sia di rabbia, di gioia, d’amore o di sfogo e riuscire trasmettere quello che rappi a chi ti ascolta. E se ci sono cose che in Toscana NON mancano sono la schiettezza e l’attitudine.

Dovendo presentare la scena toscana, quali artisti e quali album citeresti come punti di riferimento?

Va Bè di sicuro in primis, perché sono dei fratelli ma anche perché hanno fatto la storia del Rap Toscano, e anche un po’ d’Italia, il disco del 1998 KNC (Kome Natura Crea di Resa & Kea), e i dischi dei Latobesodelafazenda. Ai giorni nostri i super toscani, nonché fratelli di crew in Rap Pirata, Bigg Dabb & Dj Shrek, che sono usciti di recente con la loro bomba The Mobtape. Poi Trais, che secondo me è tra gli mc più forti in circolazione, di cui, dopo la bomba di disco con Shafy Click Scorre Da Sempre, è uscito da non molto con il pezzo/video Life Stories.
E comunque grazie anche al mio lavoro di Beatmaker, nel corso degli anni ho stretto collaborazioni con un po’ tutta la toscana, e più che punti di riferimento si sono proprio stretti legami con alcuni e stima reciproca con altri. Potrei citarne tantissimi al di fuori dei miei soci della scena Viareggina: da Stato Brado di Carrara ai Dalla Tana di Massa, dai Kani Toscani, la Pazz e Maxipi di Pistoia, ai Cronofillers di Lucca, dai Funkoolhertz di Firenze, dai Gold Fellas di Valdarno a Lezzoman di Siena e a Bufalo Flow, fino ai più giovani come il piccolo Jy di Firenze, Il Capo di Siena, e tornando dalle parti nostre il gruppo Strane Radici, che abbiamo avuto come ospiti nell’ultima puntata di Follow the Flow.
Potrei dirne molti altri da non levarci più le mani… questo fa capire che in Toscana la scena c’è, ed è piena zeppa di teste Hip Hop.

Se ti dicessero che il rap in Toscana non esiste, cosa risponderesti?

Risponderei che non c’è niente di più falso!!! In Toscana il Rap e l’anima Hip Hop ci sono dagli inizi degli anni 90, e continuano a pompare ancora più forte oggi e il tempo e i fatti ci stanno “dando ragione”. Concludo ringraziando di cuore GOLDWORLD per la bella chiacchierata e per aver pensato a me per raccontare e rappresentare il Rap in Toscana… la chiudo “da MC” in Rima.

QUI DA NOI L’HIP HOP C’È C’ERA E CI SARÀ SEMPRE LA TOSCANA SULLA SCENA DA IERI FINO AD OGGI… PRESENTE!!!