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Gold XL | The MOB Tape, una storia di vero Hip Hop



Nel caso non lo sappiate, in Toscana esiste una terra nota per il mare, il cinghiale e l’Hip Hop fatto ad arte. Parlo della Maremma e sí, è nota anche per un’altra storia, ma quella della bonifica la lasciamo a testate più affermate e nostalgiche della nostra. Nel Gold XL di oggi voglio parlarvi del Garage Mob 76, una crew di Grosseto composta da OG Bigg Dabb al microfono e Dj Shrek ai piatti (a livello musicale, ma la famiglia è ben più ampia). In particolare, questo articolo è dedicato a The MOB Tape, il disco che racchiude il loro percorso musicale e di vita, oggi che è uscito il video ufficiale di Hip Hop (The Cypher), uno dei brani più sentiti dell’opera. Ho intervistato Bigg Dabb, con cui ho parlato anche di musica, ma soprattutto di ciò che viene prima di essa, come vedrete. The MOB Tape è un disco raro ai giorni nostri, un prodotto che viaggia completamente sui binari dell’Hip Hop ma, sentire per credere, non risulta vecchio. E questo perché i beat sono prodotti per la maggior parte da Drag One della Shafy Click (in cui figura anche Don Trais) e il rap di Bigg Dabb ha uno stile completamente proprio e originale. Prima di iniziare l’intervista, dunque, vi mostro il video. Ai microfoni Granu, Bigg Dabb, Trais e Inoki, i bboy sono Kora e Fox One. Anche i luoghi sono importanti questa volta, infatti il video è girato in parte alla Standa, casa dell’Hip Hop made in Gro Town, in parte nel garage in cui tutto ebbe inizio. Mi limito ora anch’io a ricordare Willie DBZ, ora che si avvicina l’anniversario della sua scomparsa, come fa in modo davvero commovente Granu in chiusura di strofa. Ecco a voi Hip Hop (The Cypher).

“Ringrazio solo mamma che mi ha fatto così Gangsta, perché è stata l’unica maestra in vita mia oltre questa. Mi ha insegnato che se lo ami ti resta, che se lo ami non conta quanto paga e non conta quanto costa.”

Garage Mob – Hip Hop (The Cypher) ft. Shafy Click, Granu & Inoki Ness
Cover del disco

Musica a parte, in questo brano e in questo video c’è davvero tanto sentire. Ora, quindi, vi porto nella mia chiacchierata con Bigg Dabb, il quale -lo ammetto- è diventato un mio fratello in questi mesi e probabilmente da qui capirete un paio di motivi. Iniziamo dal principio, come si conviene.

Il Garage Mob esiste da quasi dieci anni ma pubblica il suo primo disco nell’estate 2019. Io conosco bene la vostra storia, ma i lettori probabilmente no. Ci racconti chi siete e il cammino che vi ha portato a creare The MOB Tape?

“Il Garage Mob è nato l’8 febbraio 2010, ovviamente a Grosseto. Io e Dj Shrek facevamo già parte di Maremma Finest Inc. che comprendeva fondamentalmente noi due e la Shafy Click.
Siamo partiti dal nostro garage, da cui il nome, per creare musica nostra sulle basi di Drag One aka la spina dorsale del suono nostro e di tutta Gro town (Grosseto). Nel frattempo abbiamo trasformato il garage in uno studio professionale e, sulla base dello scheletro fornitoci da Drag One, abbiamo creato pezzi e fatto collaborazioni con gli artisti che più rispettavamo.
Così abbiamo chiamato Don Trais, Granu, Inoki, Lord Madness, Creep Giuliano e Danomay. Nel pezzo con Creep Giuliano, abbiamo esplorato con quel suo beat un suono più Griselda, anche perché nel tempo siamo cresciuti in gusti e skills, quindi volevamo spaziare. In più è importante ricordare che quello di Excuse my French (Montana) è il primo beat ufficialmente prodotto da Lord Madness, con cui abbiamo da sempre condiviso tanto, dato che è una testa Hip Hop come noi. Il tempo impiegato è dovuto al modo in cui abbiamo fatto la nostra musica. Ci siamo sempre focalizzati interamente sul suonare e organizzare eventi in Toscana per portare veramente la musica agli ascoltatori e per crescere come artisti Hip Hop, non abbiamo mai pensato ai meccanismi social, il nostro obiettivo era spaccare di fronte alla gente. Un ascoltatore vero e profondo lo conquisti così e vale più di dieci distratti che non sanno chi sei. Ora, però, ci concentreremo a portare la nostra nuova musica in tutta Italia. The MOB Tape chiude un bellissimo percorso ma ne apre un altro ancora più grande.”

OG Bigg Dabb e Dj Shrek

La mia seconda domanda riguarda il rispetto. Io e te usiamo spesso questa parola, che sottintende molto più di quanto sembra. Nasconde sotto di sè regole non scritte, modi di essere e di comportarsi che di fatto differenziano l’Hip Hop dalle altre culture musicali…

“E mi fa un enorme piacere che tu lo dica, perchè è questo ciò che si deve estrapolare dall’ascolto del disco!”

Certo, l’ho ascoltato bene. Allora parlaci un po’ di cosa è davvero tutto questo. Quale ruolo ha il rispetto, che è un modo ma anche un fine da raggiungere nella giungla urbana?

“Questa è una domanda meravigliosa. Cosa vuol dire questo rispetto che oggi è sia un concetto dimenticato, sia abusato e stuprato tutti i giorni… A causa del grande botto della musica Rap e affini, alcune cose fondamentali sono state accantonate, mentre noi viviamo per mantenerle salde dove dovrebbero essere. Il rispetto è la principale di queste e l’hai perfettamente definito tu nella domanda. Se ad oggi l’attenzione nella musica è stata spostata su altre cose, per noi quel rispetto di cui parlavi è ancora in cima nella scala di valori e così è in tutte le realtà di vero Hip Hop. Noi lo vediamo tutti i giorni, facendo suonare gli artisti più giovani ai nostri eventi, indipendentemente dalle differenze di stile musicale.
Vorrei che si capisse che questo disco parla addirittura più di rispetto che di musica. Ciò che è importante recuperare è il motivo per cui alcune persone rispettano altre o invece non lo fanno, quella che facciamo noi non è solo musica. E questo non perché siamo profeti, semplicemente non sappiamo fare altro. Non siamo musicisti, esperti di strumenti e armonia, siamo Mc e Dj e se non avessimo quello di cui ti ho parlato, non riusciremmo nemmeno a sentirci tali. Abbiamo sempre rispettato la cultura Hip Hop, chi c’era prima e chi ci sarà dopo. Questo ovviamente porta a non accettare compromessi, che può anche sacrificare il tuo successo discografico.”

Garage Mob 76

Di qui la mia terza domanda viene naturale, per come me l’hai introdotta. In te ho trovato una cosa, purtroppo, veramente rara: tu sei e vivi totalmente real. Quello che dici nei pezzi e nelle conversazioni riflette il tuo modo di essere senza alcun errore. La tua tavola di principi non ha bisogno di essere vendicata, direbbe Zarathustra. Quali sono state le conseguenze di questo? Ci sono scelte che non rifaresti?

“Innanzitutto qui puoi dire “voi”, perché tutto ciò non ci sarebbe se dj Shrek, Drag One, Don Trais, Bboy Kora e tutti gli altri non fossero esattamente come me. Loro mi hanno insegnato e mi hanno trattato nello stesso modo ai tempi, quindi è naturale che io sia così adesso. E questo va oltre i limiti musicali, ci sono un sacco di artisti che fanno musica che ci piace, ma con cui non collaboreremo mai o non abbiamo volutamente collaborato in passato.
Questo ha creato anche qualche inimicizia negli anni, ma giassai. Questo modo di essere ha portato di positivo che tutto quello che ammiravamo esiste davvero, c’è un legame autentico e potente tra noi e chi ci segue. D’altra parte siamo stati sicuramente frenati, non abbiamo mai leccato il culo minimamente, anzi se volevi fare il rapper importante con noi, non l’hai mai potuto fare. Rifaremmo tutto, d’altronde ci ha portato qui dove siamo adesso e ha fatto in modo che credessimo così tanto nella nostra musica.”

Il tuo rap ha uno stile anch’esso molto diretto, io non lo ritengo un flow da primo ascolto, infatti sai quanto mi piace. Quali sono le chiavi di volta intorno a cui l’hai costruito e che potrebbero magari anche aiutare un ascoltatore alla sua prima volta con Garage Mob nelle cuffie?

“Sì, ho un rap semplice e diretto, tutto The MOB Tape è fatto su questo stile. La mia parola d’ordine è sempre stata non copiare mai. Per il primo ascolto, dipende molto che musica senti di partenza. E’ ovvio che se hai in cuffia gente come i Griselda, 38 Spesh, Flee Lord, entri nel nostro flow molto più facilmente di uno che ascolta Machete Mixtape. Questo è un disco che oggi è una perla rara per il suo fare hardcore, i tanti scratch e le sue radici, penso sia andato bene anche per questo, quando in reltà per noi è la base.”

Prossimi passi?

“Prima cosa gli eventi al Move On aka Move On Real DJz. Che io organizzo da due anni, ma da quest’anno abbiamo trovato il supporto di Gold e il livello si è decisamente alzato. Come sai, sono dj set di mostri sacri della cultura Hip Hop, i più forti sui piatti. Il prossimo è con Next One il 21 Dicembre. La location è un locale meraviglioso dentro Piazza Duomo, pub al piano terra davanti al battistero e negozio di vinili al piano superiore, dove si suona. Possiamo dire tranquillamente che una cosa così a Firenze non la fa nessun altro. Poi ho un EP in programma con master B.R.R. e un disco solista per il prossimo anno. Ci saranno suoni che non ti aspetti e tantissima cattiveria.”

The MOB tape è stato uno dei dischi underground che più ho ascoltato quest’anno, lo ritengo uno dei migliori lavori del genere negli ultimi tempi. Al pari di ciò, sicuramente tutti gli artisti di Maremma Finest Inc. sono figure di spessore, recuperatevi anche i pezzi della Shafy Click. Il livello alto, come avrete capito, è anche dal punto di vista umano, è tutto reale. Non a caso l’inizio di una collaborazione così serrata, che ci ho messo sei mesi a scrivere un articolo su questo album! Ascoltate il disco e supportate gli artisti dal vero, come piace a loro. Sono sicuro che ne sentiremo parlare di nuovo e che il suono di Gro Town conquisterà molti impianti. Gold XL è finito anche questa volta, che ve lo dico a fare!