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GNK | Graffiti Ner Kore

Scritto il 19/10/19 da Salvatore D'Aco

Cronache di una crew Romana

Appena ho avuto il piacere di avere tra le mani “Graffiti Ner Kore” ho avuto subito la sensazione che quello che stavo per sfogliare non era un semplice libro, avevo tra le mani dei pezzi di cuore messi nero su bianco.

“Graffiti Ner Kore” Whole Train Press (Prefazione di Amir Issaa) + Illustrazioni di STAM GNK

Pezzi di cuore che qualsiasi persona (anche i “non addetti ai lavori”) riuscirebbe ad apprezzare, grazie alla particolare scrittura dei ragazzi della GNK che riescono a trasmettere nel lettore un senso di angoscia, adrenalina e paura.

Ci tengo a precisare che questo articolo non tratterà come tema principale il libro “Graffiti Ner Kore“, in quanto secondo il mio parere è un’opera che merita di essere letta senza troppi commenti da parte degli autori, lo scopo di questa intervista è quello di conoscere meglio i ragazzi della GNK e parlare con loro di graffiti ed amicizia, temi principali del libro.

GNK (2005)

Parto con una domanda diretta a RUE , cosa rappresentano per te i graffiti?

I graffiti sono più di tre quarti della mia vita, ho investito tantissimo in questa cosa, ho cominciato tanti anni fa, nel lontano 1999, in principio proprio per una forma di ego, da ragazzino ero mosso dall’influenza che mio nonno ha avuto su di me, era proprietario di un’edicola nella stazione Termini e quindi fin da piccolo vivevo in mezzo ai treni, molti di quelli erano dipinti da writer che hanno iniziato a far nascere dentro di me qualcosa. Successivamente a questi primi contatti credo mi abbia spinto a continuare il fatto che i graffiti ad oggi siano la cosa più introspettiva che ci sia, dal mio punto di vista.

RUE (2016)

Adesso mi rivolgo in generale a tutti voi, come nasce la GNK?

Ci siamo uniti in una fredda serata di fine 2003, era Dicembre. Rue, Inox e Stam sono amici da quando sono bambini, vengono dallo stesso quartiere a Sud di Roma. Attraverso il liceo abbiamo conosciuto Read. Siamo una crew con uno stile riconoscibile, ci dicono che sembriamo dei cugini, come se ci fosse un filo conduttore tra il nostro stile di graffiti.

INOX (2013)

Leggendo alcuni capitoli del libro ho notato una particolarità nel vostro modo di scrivere, spesso per parlare dei graffiti utilizzate figure esterne a questo “mondo” (Ottaviano, Nikolaj o lo stesso spray…). Qual è il motivo? E’ solo una scelta stilistica?

Mettere negli occhi di un’altra persona, oppure dentro un oggetto (come nell’esempio dello spray) la visione di un writer, non ha la funzione di espiare un senso di colpa, come farebbe qualcuno, dato che io non mi sento minimamente in colpa.

Il nostro modo di scrivere serve a discostarsi un pò dall’idea canonica di ego, il nostro libro non è auto celebrativo, non è quello che cerchiamo, un ritorno noi ce l’abbiamo comunque, il nostro è un ritorno morale, etico e di contro valori, noi preferiamo che la gente ci dica “Che bello il libro” piuttosto che “Bello quel Throwup che gira sul frontale della B”, quello chi lo doveva vedere l’ha visto, chi ci doveva conoscere ci conosce già. In sintesi, depersonalizzarsi dal reato compiuto e metterlo nella bocca di un’altra persona, per delle persone molto fantasiose come noi è quanto più stimolante ci possa essere. Ci giochiamo molto di fantasia ed esercizi di stile.

STAM (2008)

La prossima domanda è scontata ma necessaria, mi piacerebbe sapere qual è il vostro capitolo preferito e per quale motivo.

Il racconto che noi preferiamo è “Shadow kings” è la storia di un sogno che è avvenuto realmente anni fa, quando il libro era ancora in fase embrionale. E’ quello scritto meglio, anche se per certi versi è molto distopico e controverso, il più autobiografico. Quello che più ci rappresenta e che rappresenta di più il “distacco” e presenza che abbiamo esercitato per anni su determinate linee. Speriamo di essere arrivati bene alla gente con questo capitolo, di aver trasmesso un amore spasmodico ed anche se in quel caso un sogno si trasforma in incubo, si ricomincia così, come se ci avessero settati così, come ci avessero fatti con lo stampo per fare quello. Rappresenta tutta la nostra vita e tre quarti del nostro sangue, sta merda che famo.

READ (2006)

Prima di continuare con le altre domande mi permetto di rubare la scena e parlarvi un pò di una particolarità di questo libro. Con l’acquisto di “Graffiti Ner Kore” riceverete una stampa numerata in allegato, realizzata da Stam GNK.
Ho trovato questo allegato stupendo, non tanto per le bellissime illustrazioni, props a Stam, ma per ciò che una volta letto il libro riesci a percepire.
Ogni stampa illustra un capitolo e guardandola, appesa sul muro della tua stanza, riesci a vederci un mondo, come se il disegno prendesse vita ed il lettore riuscisse a rivivere, in un istante, tutto ciò che ha letto. Cazzo che emozioni. Scusate per l’interruzione, adesso torno a fare domande.

“Nuovo Giorno” STAM GNK

Nel libro ho visto molta amicizia e complicità, il sentimento di essere una Crew è forte, cosa significa per voi?

La parte fondamentale della nostra amicizia è proprio il fatto che noi non ci siamo conosciuti a causa dei graffiti. Il dipingere è subentrato poi e adesso che sono passati anni siamo ancora amici, come prima e più di prima.
Ognuno di noi vive i graffiti a modo suo, le nostre esperienze hanno preso derive diverse che non hanno minimamente sgretolato il tessuto del nostro rapporto, anzi, l’hanno rafforzato.
E’ stata una vera e propria diaspora e nonostante le differenze siamo tutti fratelli e per questo mi reputo il ragazzo più fortunato del mondo. Tutto questo ci ha portato ad avere un’attitudine di strada, di ferrovia, ci nutrivamo di quello che vedevamo, parlavamo con i ferrovieri, facendo finta di vestirci bene per poi andarci a fare un’azione senza che loro se ne accorgessero, parlare con barboni, corromperli per farci da pali, diventarci amici e nutrirci delle loro esperienze, era una sorta di rifiuto del canone di “bello” ma anche di “brutto”, che nasce dal graffito.
Maturando tutte queste esperienze si andava sempre più stringendo l’amicizia.
Costantemente insieme per anni, scappare dalle guardie e mille altre avventure. Siamo stati parecchio “su una ruota” (come si dice qui a Roma) e questo ci ha forgiato il nostro rapporto. Come già ti dicevo prima, il nostro stile di graffiti può sembrare a tratti simile, abbiamo dei punti in comune. Però poi vengono valorizzati dalla personalità di ognuno di noi, in base alla propria visione dei graffiti.

Graffiti Ner Kore.
STAM – INOX – RUE – READ

Link per comprare il libro:
www.wholetrain.eu/it/wholetrain-press/graffiti-ner-kore/

Salvatore D'Aco Autore

Salvatore D'Aco
Ideatore del progetto "Behind The Writer": una raccolta di testimonianze con lo scopo di far conoscere al mondo l'universo che si cela dietro una semplice tag.

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