MUSIC

Esa e Skizo ci raccontano il loro Sangue & Amore

Scritto il 6/09/19 da Mirko Psaiko Monti

Esa e Skizo, nomi che fanno pensare all’Hip Hop vero, puro, quella cultura che grazie a persone come voi abbiamo imparato ad amare. Due storie che partono da lontano: i miei primi ricordi su di voi sono rispettivamente gli Otierre ed i Radicali Stuff, crew che hanno fatto la storia. Quando si sono incrociate le vostre strade per la prima volta?

Skizo: Grazie per il credito di aver fatto un pezzo della storia Italiana musicalmente parlando, erano gli anni ’80 e io coi Radical Stuff giravo nei palchi italiani portando il prototipo di “Crew” 2 dj 3 mcs, BBoys, Beatboxers, Writers, noi siamo stati realmente gli inattaccabili per un lungo periodo, tutto questo è ampiamente documentato e ben impresso nella capoccia di chi ci ha incontrato all’epoca……. Vidi Esa e Otr in uno dei nostri concerti e solo più avanti ci unimmo per portare le nostre skills all’estero come Otr e Gente Guasta. Da li è stato Hip Hop e nulla di più.

Esa: Avevamo suonato nel leggendario Club OTB che DJ Skizo gestiva in zona San Babila a Milano, dove avevamo visto anche Kaos e Sean fare le rime di fuoco. Così nel ’93 quando uscì Quel Sapore Particolare il nostro management organizzò un Live di Presentazione lì e ci fu un primo contatto. Avevamo suonato anche in apertura dei Radical Stuff e i Power MC’s (la crew di Ice One, Julie P & Duke Montana) a Padova al Papessa, un circolo ARCI che già dal ’91 organizzava Jams con tanto di Breaking e Graffiti.

Vi ritroviamo insieme sul nuovo album, Sangue & Amore, che si apre con Questa è guerra, una intro che richiama chiaramente Lotta Armata. Quanto è ancora attuale quel pezzo?

S: Il Suono e l’architettura di quel pezzo ne fanno un classico e il nostro intro voleva essere un tributo oltre ad una concreta di dichiarazione di guerra, noi non ci siamo mai mossi dalla trincea e portiamo avanti da sempre cultura, stile e suono unico.

E: Il nostro classicone è Lotta Armata. Abbiamo creato questa pietra miliare dell’Hip Hop italiano nel periodo in cui Gente Guasta & Alien Army erano in sintonia totale e facevamo un sacco di Jams assieme. Era una battle Tune fondamentale per il momento, visto che nel ’98 il rap mainstream era molto melodico, ma noi ci identificavamo di più nell’Indy Rap che stava impazzando a New York con etichette come la Rawkus e gruppi come Black Star e Company Flow. La Intro rappresenta il nostro forte legame con la mentalità Hip Hop Indipendente di quel periodo.

Rock to the beat arriva subito dopo, mantenendo il livello energetico dell’intro, e si apre con citazioni di classici old school sia nel testo che nella base. Oggi non è così scontato dar credito al passato per portare innovazione, sia nella musica che nella vita, oltre che nella politica. Che ne pensate?

S: Se non conosci da dove vieni non puoi decisamente sapere dove stai andando, portare rispetto a chi ha pavimentato la strada è un onore prima di essere un obbligo. Il riconoscimento rimane sempre un esercizio di rispetto spontaneo, richiederlo risulta una forzatura.

E: Rock to the beat era una traccia pronta già un paio di anni fa quando avevamo pensato questa collaborazione. Poi in realtà le esigenze personali erano diverse e non siamo riusciti a fare il nostro disco. Ci siamo rincontrati lo scorso dicembre alla proiezione del film del Colle e in un momento in cui entrambi eravamo ispirati ma non trovavamo dove collocare la nostra voglia di fare musica abbiamo deciso di rimettere assieme le energie per creare un nuovo progetto e Rock to the Beat è stata fortunatamente riesumata. Vi segnaliamo che uscirà prossimamente la versione remix di DJ 5 L degli Alien Army. All’occhio!!

Con C’era una volta è come se ci mostraste un mondo passato, l’inizio di quello che abbiamo oggi, con una serie di fotogrammi chiari ben descritto dalle rime di Esa e dal clima creato dalla base di Skizo. Quando nascono canzoni del genere, che secondo me sono tasselli importanti per mantenere viva la cultura, l’intento è quello di insegnare qualcosa all’ascoltatore o semplicemente di sfogliare il proprio album dei ricordi?

S: Quando compongo tracce come C’era una volta, di solito sono cose che escono in una notte tutte di un getto, creo il tappeto sonoro stendo la ritmica e cerco di emozionarmi davanti agli strumenti, se questo suona Hip Hop allora sono sulla strada giusta, chiamo Esa e si realizza.

E: Il Beat è proprio Skizo sound al 100 %. Appena abbiamo deciso di fare il nuovo disco Skizo si è presentato con più di trenta Beats e quello di C’era una volta è stato subito scelto. Il testo lo avevo già scritto prima di vederci, perché avendo lavorato già assieme tanto, sapevo quale era la prima cosa da fare: ricordare a tutti che il classico non tramonta mai, ma deve essere un dovere e un piacere nostro, da superfans dell’Hip Hop, celebrare periodicamente le origini di questa fantastica cultura.

Vecchie glorie, sì, ma che mandano a casa tanti giovani! Spunta a sorpresa una base dai tipici suoni west coast, tanto che Esa dice che andava bene per gli NWA, e ci sta tutta. Nei ’90 non era raro che anche in Italia ci si schierasse, o East o West, col senno di poi secondo voi a quali risultati ha portato?

S: Quel tipo di schieramento mi ha sempre fatto sorridere, noi abbiamo adottato diverse scuole e sfumature di suono cercando di creare la nostra Scuola senza dover scopiazzare un certo Suono ma piuttosto amalgamando diverse influenze. Hip Hop è un movimento in continua evoluzione contaminato da sempre da 1000 sonorità. Il goal finale è essere riconosciuti dopo pochi secondi per il propio stile e questa è forse la mia più’grande peculiarità, una cosa mia la riconosci in 10 secondi.

E: Sì, ognuno ha le sue perversioni da ascoltatore di Rap, ma la musica normalmente esce dal limite del genere e piace a tutti. Io da grosso appassionato del sound New Yorkese, non ero molto preso dal G-Funk, ma oggi apprezzo tantissimo il suono di Los Angeles che è molto più caldo e forse si avvicina di più al nostro mood mediterraneo. Sul fatto di mandare a casa i giovani, non è tanto quello l’intento visto che Skizo per primo, ma ormai anche io, siamo a livello di Maestri dei Maestri, quindi piuttosto di mandare a casa i giovani, è l’esatto contrario. La nostra casa è ormai una Scuola vera e propria dove tramandiamo l’Arte e lo Spirito della Cultura tramite l’insegnamento che è ormai parte integrante della nostra opera.

Dagli NWA passiamo ad un pezzo che avrebbe suonato bene anche in un best dei Gangstarr, The day will come. Toni più rilassati, un pezzo che parla di attesa: l’attesa per l’uscita del disco, la fine del lavoro, l’attesa per un momento di pace. Per cos’altro vale la pena aspettare?

S: L’Hip Hop come forma espressiva è lontano anni luce dal mainstream spappola-minchia. Varrà sempre la pena aspettare un giorno in più’ per vedere una lettera innovativa passare su un treno, un passo di danza che sfida la gravitàa tempo, un DJ che fiero del suo trabiccolo di mixer tira fuori un suono nuovo e un MC con rime fiere che cavalca il Beat.

E: Sì, quando inizi a fare un Album sei gasatissimo poi quando arrivi alla settima canzone, non vedi l’ora che la gente ascolti le nuove bombe. Ma mancano ancora le ultime canzoni, tutti gli edit e i mix. Manca il mastering, la Cover (che ha realizzato per noi Stefano Bobo ridisegnando una foto che ci ha scattato Marco Vigiani, grazie brothers) … Quindi le ultime fasi produttive sono quelle che patisco di più perché vorrei che andassero spedite e invece vanno fatte con cura e attenzione. Ho deciso di raccontarlo in un testo perché è così: ogni impresa devi sudartela!! Ecco perché quelle rime sono importanti perché ti danno la carica per continuare il cammino quando vedi la vetta lontana.

Nel posto ribadisce il concetto che siete lì dove dovete essere, a fare quello che vi riesce meglio, proprio perché è nella vostra natura. Ma quanta fatica comporta andare avanti rimanendo coerenti a se stessi?

E: Nel posto è il mio pezzo preferito del disco, Musica e Flow, giocano tantissimo ricordando più una possibile traccia di James Brown che funcheggia su un beat di Miles Davis. In più c’è dentro il pensiero importante che c’è chi ha bisogno di un Rolex per realizzarsi e chi si sente più fico perché è riuscito a fare dei bei footworks. Ognuno c’ha le sue perversioni ! Hahahah.

S: La coerenza come la dignità sono cose preziose e per nulla gratuite, Ogni momento deve essere valutato senza comunque perdere la spontaneità del gesto. Il tutto può risultare estremamente difficile da portare avanti ma il risultato finale …il momento dell’impatto …altra storia.

Non fermarti è un pezzo che, seguendovi come artisti, non è difficile interpretare come la descrizione di momenti di creatività artistica, mescolati al contesto della vita quotidiana. Come è cambiato il vostro processo creativo dai primi lavori?

S: Non è cambiato nulla la musica viene fatta come una cerimonia intima, sfruttando i momenti di creatività e di armonia. Per noi la musica ha un significato profondo cosi come le rime che si appoggiano sulla ritmica, il messaggio rimane fondamentale in un momento dove tutto dura meno di un tweet.

E: Sì, la tematica è quella che ogni tanto vorremmo sapere qualcosa sul nostro incerto mestiere di musicanti, ma se non si procede non si sa cosa succede. Come per tanti imprenditori privati che non hanno una sicurezza sul loro lavoro, l’unica possibilità è quella di lavorare con brio e il buon Karma porterà crescita e prosperità.

In Ogni giorno troviamo gli Alien Army al completo, beat super funky e rime di un Esa particolarmente splendente. Come nasce un brano del genere?

S: Qui si parla dell’orchestra Alien Army feat. Marco Rececconi alla tromba, Turntablism puro fuori dagli schemi della griglia della quantizzazione, la dove osano le aquile. Dj Skizo, DJ 5L e Fakser rendono possibile con una frazione di pochi secondi di disco il miracolo. Respect the Architect.

E: Ogni giorno è il sound che sicuramente piace ai nonni e ai nipoti. Il Classico non tramonta mai è la forza del disco. Poi la DJ Band è troppo spocchiosa, a maggior ragione quando si aggiunge anche qualche musico solido.

A proposito di Alien Army, e qui mi rivolgo a Skizo, sappiamo che siete reduci dell’Hip Hop Kemp: com’è andata?

S: Grandi momenti live, scambio di esperienze, informazioni, ed abbiamo portato la Scuola Italiana all’estero sui giradischi confermando, se ce ne era bisogno, il nostro livello. Un grosso ringraziamento alla direzione del Kemp e a Paolo per aver reso possibile la nostra seconda volta in Repubblica Ceca. La gente ci ha sostenuto sotto il palco, ed abbiamo colto occasione per sperimentare qualcosa del nuovo disco che è quasi pronto per essere mixato e pubblicato, stiamo valutando il periodo di uscita e sgrezzando alcune tracce. Questo nuovo disco sarà una svolta epocale per Alien Army e siamo sicuri di non tradire la Fan Base più dura e radicale.

Su Sangue & Amore, la titletrack, troviamo il feat. di Hyst. Come nasce questa collaborazione?

E: Hyst è il fondatore di Dojo Music che è l’aggregatore che pubblica il nostro disco, nonché del Tower Power, la factory milanese che ospita il Captain Futuro Studio. Quindi oltre che amico ed esimio collega è stato il primo testimone del nostro lavoro che per ottimizzare i tempi avevamo deciso di non avere featuring. Gli avevo già segnalato il beat quando me lo aveva girato Skizo, ed era già gasato. Quando ho messo il rap, Hyst era in studio e in men che non si dica ha aggiunto il Killer Hook, il ritornello, che scioglie le anime! Il resto è storia.

Nel testo si parla anche di ambiente: “il mondo è tuo, rimboccati le mani e cambialo”. Che può fare la musica per aiutare a risolvere il problema ecologico?

E: Ma certo! Parlarne è un modo di tenere l’attenzione su una problematica quando meno fondamentale. Siamo di passaggio e la regola di chi cammina nel bosco è quella di non sporcare e quando possibile dare una mano a tenere pulito. Se tutti osservassero questo precetto non ci sarebbero problemi. È un nostro diritto chiedere a chi inquina di prendere provvedimenti e rendere questo modo un posto felice, salutare e costruttivo.

Vai così riporta la corona e lo scettro a chi spettano di dovere. Quando si parla di Hip Hop non potete non essere considerati king. Cosa rispondere a chi, però, considera i protagonisti degli anni ’90 come materiale passato e fermo a quell’epoca?

S: Ti rispondo con davanti un paio di giradischi ….fino a che non mi sorprendi su quelli l’unico fermo sei tu ….e non solo sul giradischi. Nell’arco di 35 anni di pratica sono passato attraverso decine di storie, di scuole, di stili, dando il mio tangibile contributo, insegnando ad altri e innovando laddove ho potuto, il tutto è scritto, registrato e non cancellabile ….chi ha fatto lo stesso senza essersi concesso pause caffè nel frattempo?  

E: L’evoluzione è parte del cammino e non mi stancherò mai di ricordare che noi stessi figli degli anni ’80 con OTR eravamo tra i baluardi del suon della Golden Age. Ma per evolvere io sono andato a studiarmi anche l’Hip Hop di Kool Herc e Phase II. Senza uno studio dei classici rischi di andare a caso.

Fenomenale è un pezzo da live, suona benissimo e ti porta ad alzare le mani a tempo, anche adesso che la sto ascoltando a letto con le cuffie per non svegliare moglie e figlia. Quanto conta il rapporto col pubblico?

S: Fenomenale è stato una sorpresa per me, attualmente sembra il pezzo più cliccato e apprezzato dalla gente ed invece è stata proprio una delle ultime tracce prima di chiudere il disco. L’abbiamo fatta in totale relax mentale da chiusura progetto, molto ben architettato il ritornello di Esa che da una marcia in più alla musica, il resto è storia.

E: Extra Fresh pure nel 2033, facciamo musica per tutti, ma come piace a noi… ne approfitto per citare una frase del testo perché in un momento di forte moda del Rap da Club, noi non vogliamo fare musica solo per i nostri amici, ma cercare di comunicare la ricchezza della cultura Hip Hop e la nostra passione a quanta più gente possibile. Un po’ come la trattoria local che non ti serve l’avveniristico menù dei Fast Food ma con semplicità e genuinità ti offre qualcosa di nutriente.

Arriviamo all’outro, We got to use what whe got. È un’affermazione sul vostro lavoro o è un consiglio per chi vi ascolta?

S: …To get what we want …continua nell’originale, dobbiamo usare ciò che abbiamo per arrivare dove vogliamo, non servono parrucche nell’Hip Hop ma mettere con coraggio la propria faccia dietro prodotti seri.

E: Preferisco il Real Hip Hop, quando non è un pasticcio di stereotipi, ma racconta realmente la visione di chi vive questo stile. Vero vuol dire che non ti racconto un film da botteghino pieno di effetti speciali, ma che cerca quanto di speciale c’è nel nostro microuniverso.

Il disco è fuori praticamente ovunque, è prevista anche l’uscita di una copia fisica?

E: Importantissimo!! Dall’1 settembre 2019 all’ 1 ottobre è possibile preordinare il disco risparmiando un paio di Eurini rispetto a chi lo comprerà dopo. Inoltre collaborerà come in un normale crowdfunding alla produzione del disco e alla realizzazione di un sogno comune. Quindi chi è fanatico del Vinile e della nostra musica può darci una mano e farsi un bel regalo. !! Preordinate Sangue & Amore qui:

https://qrates.com/projects/19063

Mega!!

Ringraziandovi per averci regalato un nuovo classico, volete aggiungere qualcosa?

S: Dj Skizo, Alien Army!! Un mega saluto a tutti i super massicci seri e un occhio di riguardo a tutti i Djs, allenatevi!

E: Keep it Real, o almeno un po’ funky!! Grazie GoldWorld!! Grazie a chi ci segue, vi vogliamo bene. Ci vediamo Live nella vostra città a breve, state all’occhio !! One Love!!

Mirko Psaiko Monti Autore

Mirko Psaiko Monti
Geometra. Mi trovi a Gallicano, Lucca, a casa con moglie e bimba. Oppure in catasto. Psaiko è l'alter ego hiphoppas che scrive e disegna di tutto.

Related

Lord Madness presenta Mr Barz Mixtape

MUSIC 30.09.19
Scritto da Mirko Psaiko Monti

Frabolo: Dj Myke un gigante nel rap italiano

MUSIC 25.09.19
Scritto da Ottavo Colle