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The All – Intervista agli Smif n Wessun

Scritto il 2/07/19 da Filippo Colivicchi

L’intervista agli Smif n Wessun, storico gruppo newyorkese, rappresenta l’ultimo mattone di Atlantic, rubrica a cui ho dato lo scopo di costruire un ponte ideale tra Italia e America. Per una ragione o per un’altra, infatti, diventa sempre più difficile trovare articoli che parlino dell’ Hip Hop americano nel nostro paese. Eppure i nostri leader politici vanno davvero d’accordo… Questa passatemela.

Il luogo dell’intervista. Ph. Nicola Sanesi


 Parlando di cose serie, anche in questo caso non posso fare a meno di ringraziare Polo, che qui mi ha introdotto formalmente al duo di MCs e mi ha accompagnato nella realizzazione dell’intervista, svoltasi nella loro macchina. Un’esperienza notevole. Abbiamo parlato di “The All”, l’ultimo album targato Smif n Wessun, uscito dopo una lunga attesa.

Un attimo dopo l’intervista che state per leggere. Ph. Nicola Sanesi.

Polo: Filippo gestisce una rivista molto rispettata in Italia, non commerciale come Vice o Noisey, ma conosciuta fra le persone appartenenti a questa cultura.

(Giuro che l’ha detto di sua iniziativa, infatti mi sono subito scaldato)

PC: Innanzitutto, grazie per avermi dedicato il vostro tempo e grazie per la partecipazione. Dunque, quest’anno è uscito il vostro ultimo album The All”, a sette anni di distanza dall’ EP “Born and Raised” e otto dall’ultimo album Monumental” con Pete Rock.  In questo lungo lasso di tempo, quali sono stati gli step per arrivare a registrare “The All” ?

Tek: Grazie a te!  Abbiamo lavorato, abbiamo sgobbato, viaggiato oltreoceano, siamo andati in Repubblica Ceca con Champion Sound, sai, cercando di fare in modo che la gente non si dimenticasse di Tek e Steele. E ora fortunatamente possiamo presentare questo progetto al nostro pubblico!

PC: Voi vivete a Brooklyn. Essere un rapper a New York, ne sono sicuro, significa confrontarsi con una città dalla grande storia ma che contemporaneamente corre velocissimo per vocazione interna. Questo si riflette in qualche modo sulla vostra musica e sul vostro approccio a questa cultura?

Steele: New York è in continua trasformazione, ma gli Smif n Wessun rimangono fedeli a se stessi. Siamo perfettamente consapevoli dei cambiamenti, ci teniamo aggiornati sulla scena musicale, però non scendiamo a compromessi. Il nostro stile è quello, non scriviamo canzoni “pop” o “dance”. Osserviamo quest’ambiente cambiare, ma noi restiamo noi stessi e questo è evidente in “The All”.

La cover.

PC: Dunque, gli Smif n Wessun sono sulla scena dall’inizio degli anni ’90. Avete debuttato con un album che è ormai un classico: “Dah Shinin’”, nel ’95. Siete dei mentori all’interno di questa cultura musicale. Cosa ne pensate delle generazioni future, del loro talento, delle loro prospettive? Avete qualche raccomandazione?

Tek: Il futuro è luminoso. L’ Hip Hop è nato nel Bronx, quando i ragazzi non avevano i cellulari. Ora ci sono gli I-phone, i Samsung e i giovani possono raggiungere virtualmente luoghi dall’altra parte del mondo. È un grande strumento per il futuro, che può essere usato o bene o male, ma ad ogni modo è un vantaggio per chi lo sa utilizzare. Noi scopriamo continuamente nuovi artisti, fotografi e musicisti attraverso queste vaste piattaforme tecnologiche. Anche per persone come noi, che hanno iniziato con le cassette, i vinili e i CD, è importante essere capaci sì di essere nostalgici e vendere copie, ma anche essere attuali e rilevanti per un pubblico giovane. Vogliamo che anche un ragazzo di 16, 18 anni dica: “Mi piacciono gli Smiff n Wessun, Tek e Steele.” Finché faremo così penso saremo a posto.

Polo. Ph. Nicola Sanesi

PC: Com’è stato il cambio di governo in America?

Steele: Il governo fa schifo!

[Risate generali]

PC: Decisamente. Come sono cambiate la società, la cultura di massa, le politiche di sicurezza e, in caso, anche il rap?

Tek: Siamo stati a Parigi, a Marsiglia, durante le manifestazioni, nelle strade, in mezzo al fuoco, letteralmente. Eravamo semplicemente usciti e abbiamo scoperto che non potevamo passare per certe vie, perché era una protesta seria. È una fonte d’ispirazione. È esattamente come l’ Hip Hop, dà una voce a chi non ce l’ha. Le persone non sono felici con la situazione politica attuale e quindi ne discutono e si fanno sentire. Negli Stati Uniti la costituzione, gli emendamenti, i diritti umani vengono costantemente violati, ma l’ Hip Hop ci permette ancora di comunicare la nostra opinione. NY è fantastica, perché dà spazio alla creatività, al libero pensiero, che sono le fondamenta di questo genere. Ma l’ Hip Hop lo portiamo dentro di noi e quando lasciamo NY lo vediamo. L’ Hip Hop non è un fenomeno del Bronx, è globale. È la voce di tutti coloro che magari non hanno la possibilità di votare o non sono rappresentati in politica, ma comunque devono salvaguardare la propria comunità, il proprio ambiente, affrontare tutte le regole che vengono imposte. Fintantoché abbiamo una chiara consapevolezza di noi stessi e dei nostri scopi, dobbiamo continuare a creare, e l’Hip Hop è il nostro mezzo. Dovremmo avere un presidente Hip Hop!

PC: Questa è l’idea migliore del secolo.

Steele: Ambasciatori Hip Hop, cose del genere.

PC: Un’ultima domanda: Gold è italiana. Che visione avete del rap italiano, conoscete qualche rapper italiano?

Tek: Rapper italiani?

PC: Si, eccetto Polo.

Tek: Ok ascolta, lui non è un rapper, è un artista, un creatore. Noi siamo come degli ambasciatori, però semplicemente facciamo rap. Quando abbiamo la possibilità di incontrare altri messaggeri della cultura rap in vari paesi, ci troviamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Abbiamo sempre una mentalità aperta, vogliamo fare nuove esperienze. Come espandiamo queste conoscenze dipende poi da noi. E ti dirò, amiamo il cibo italiano.

Il ritratto degli Smif n Wessun ad opera di Jorit, Polo sempre presente.



PC: Un ultimo commento, un messaggio finale?

Steele: The All. The All. Invitateci nelle vostre città, i nostri documenti sono a posto, possiamo venire in città piccole, città grandi, ovunque ci vogliate. Noi siamo sempre pronti, yo!

Qui si chiude l’intervista, spero vi sia piaciuta. Avremo occasione di incontrare di nuovo gli Smif n Wessun niente meno che all’ Hip Hop Kemp 2019. Il prossimo passo di Atlantic sarà l’intervista proprio a Polo nella sua pizzeria sulla Lexington. Parleremo di Hip Hop e massimi sistemi, di come ci vedono dall’America, della scena newyorkese e tanto altro. Ringrazio anche e soprattutto Lara Laske per la trascrizione e traduzione dell’intervista, nonché Nicola Sanesi per il supporto e le foto leggendarie. 

Che ve lo dico a fare!

Filippo Colivicchi Autore

Filippo Colivicchi
Studente, scrittore e Gold man. In cammino verso me stesso since 1997. Nel tempo libero faccio lobbying nella scena rap italiana con interviste, articoli e mosse segrete. Nel tempo ancora più libero lavoro alla pubblicazione di un libro di poesia e cerco di porre le basi per un cambiamento del mondo in chiave internazionalista e solidarista. -Sotto un unico cielo-

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