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Long way to monopattino

Scritto il 24/01/19 da Marco Giani

La mobilità francese usa tranquillamente il monopattino come sistema ecologico per muoversi.

Per gli italiani invece il monopattino è un giocattolo per bambini. Al massimo può essere un sostitutivo dello skateboard per fare i tricks, ma dubito che l’italiano medio pensi al monopattino in questo modo. Diciamo la verità, se un italiano vede un suo connazionale over 13 anni sul monopattino lo considera un rincoglionito. Punto.

In Francia, nelle grandi città, il monopattino è un mezzo di locomozione al pari di bicicletta, scooter e… le proprie gambe. Premettendo che avere una macchina a Parigi non è semplice, vuoi che i mezzi pubblici funzionano (metro, la RER che arriva in periferia e i bus), vuoi che esistono i taxi e uber per la notte, vuoi che il costo della vita sia molto elevato ed avere una macchina vuol dire spese fisse, vuoi che molte persone abitano in appartamenti minuscoli (anche 7 mq come Pozzetto taaac!), insomma avere la macchina è un casino.

Mi sono accorto dell’uso del monopattino (trottinette, in francese) a Parigi tre anni fa e vedevo che non la usavano soltanto i “bobo”, abbreviazione di bourgeois-bohème, gli hipster francesi, che a dire il vero preferiscono le bici da corsa vintage (non vi fa male il culo?), no il monopattino ha un target trasversale. Lo usa la signora asiatica che va a fare le pulizie nelle case in centro della ville lumiére come lo studente universitario. Il monopattino è leggero, si può portare facilmente in metropolitana se piove o se si devono percorrere grandi distanze, occupa meno posto di una bici nell’appartamento (taac), non vanno gonfiate le gomme (al massimo cambiate dopo diversi chilometri), si può piegare e naturalmente non ha costi fissi come assicurazione, bollo ecc.

Il 2018 è stato l’anno boom del monopattino elettrico. Dopo il servizio di bike sharing (pubblico o privato) che è arrivato anche in alcune città italiane, a Parigi sono arrivati servizi come Lime o Bird, che attraverso una app permettono di prendere e lasciare un monopattino elettrico. Quindi è molto facile vedere sfrecciare monopattini elettrici su strade e marciapiedi. Già strade o marciapiedi? Queste sono domande che credo che il codice stradale francese risponde dicendo quelli elettrici su strada, quelli a spinta su marciapiede. La verità è che la polizia chiude un occhio e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo è entusiasta. E il casco è obbligatorio? A vedere l’inutilizzo frequente si direbbe di no.

E in Italia? I nostri centri storici invasi dagli scooter avrebbero bisogno di mezzi ecologici alternativi, oltre a un servizio pubblico più capillare, ma il codice stradale italiano cosa dice? L’articolo 190 dice che nella strada non si può utilizzare, sul marciapiede no perché costituisce pericolo (!!!) e neanche sulle piste ciclabili perché riservate alle biciclette. Quanta fiscalità. E quello elettrico? Se non supera i 6km orari vietati, sennò vengono considerati come ciclomotori con targa, bollo e assicurazione , insomma un gran casino. Attualmente è in corso una revisione del codice stradale, attendiamo e intanto vediamo i cugini francesi sfrecciare sulla loro trottinette.

Ps. Esistono anche versioni di monoruota elettrici, che secondo me sono pericolosi molto più del Segway!

Marco Giani Autore

Marco Giani
Nato nell'anno del primo Guerre Stellari. Laureato in Media e Giornalismo con una tesi su Obey Giant. Arte, fotografia, musica. Recito nei match d'improvvisazione teatrale nella lega amatori di Prato. Corrompibile.

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