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Storia ragionata dell’Hip Hop italiano

Scritto il 3/01/11 da Davide Deiv Agazzi

E’ uscito a ridosso delle festività natalizie questo bel libro scritto da Damir Ivic, giornalista per “Il Mucchio” e collaboratore per Mtv ed altre realtà.

E’ un libro molto interessante, ricco di spunti da cui far partire altrettante riflessioni (se si ha la capacità e voglia di metter in gioco sé stessi e le proprie idee) ed è proprio questo che mi è piaciuto di questo libro: non ci sono verità assolute, non ci sono barricate, ci sono idee pro e non contro qualcuno o qualcosa. Non è un libro scritto, come direbbe il suo autore, da un “talebano” dell’hip hop.

Ma il buon Damir è uno che nella scena si è mosso parecchio, lo si capisce dal modo trasparente ed onesto con cui propone le sue idee spesso supportate da belle interviste, interviste in grado di fotografare, in poche frasi, questo o quel particolare periodo storico.

Da notare, è questo è un altro segno di quanto Ivic abbia chiare le contraddizioni della scena italiana, l’introduzione al libro in cui lo scrittore “mette le mani avanti”: questa non è una catalogazione, non c’è tutto, non è opera per completisti.

Nelle 320 pagine circa del libro si ritrovano i primi vagiti della scena (ancora in inglese, prima che in italiano), il grande equivoco delle posse, le numerose, numerosissime contraddizioni della scena (che fa di tutto per essere e rimanere underground, fino al punto di diventare dogmatica, salvo poi domandarsi dove siano finiti il successo ed il grande pubblico..), i vuoti ed i pieni di un mercato musicale instabile, il fallimento delle etichette indipendenti, la storia di Aelle, l’arrivo di Mtv, il successo di Fabri Fibra e Club Dogo.

Il tutto, come già detto, condito da belle e numerose interviste a tantissimi personaggi, da Paola Zukar (una volta caporedattrice di Aelle, oggi manager di Fibra e Marra) a dj Skizo, da Inoki che racconta la Bologna post Sangue misto a Dargen D’amico, da Deda a Frankie Hi-NRG, da NextOne a Militant A.

Non manca una ricognizione geografica del belpaese, suddivisa in capitoli. Inutile dire come la Toscana sia assente (e qui datevi le risposte che preferite): gli unici personaggi citati nel libro che rappresentano la nostra regione sono il Generale, il Jaka e Dj Blade.

Il volume si completa con una raccolta dei 20 dischi fondamentali da avere per capire il rap italiano oltre ad alcune belle pagine a colori che ne raccolgono le migliori copertine.

Volume assolutamente consigliato.

Arcana editrice, 320 pp, 19,50 euro.

Davide Deiv Agazzi Autore

Davide Deiv Agazzi
Giornalista, dj, music lover, soul brother. Lo scribacchino di Gold, imbrattacarte di professione, ama anche la ciccia, il vino rosso ed un altro paio di cose che qui sarebbe meglio non dire. Ha creato Local Heroes e, alla quarta birra, potrebbe anche vantarsene.

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