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A Casa Nostra già raccontava come il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno conquistato gli elettori Raccontando dietro un’esile metafora il Front National di Le Pen, il film di Lucas Belvaux in realtà dipinge uno scenario comune a più paesi che a noi ricorda molto il Movimento 5 Stelle. Il risultato elettorale (parzialmente) inatteso…

Il cinema che spiega il mondo: A casa nostra

Scritto il 7/03/18 da Gabriele Niola

A Casa Nostra già raccontava come il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno conquistato gli elettori

Raccontando dietro un’esile metafora il Front National di Le Pen, il film di Lucas Belvaux in realtà dipinge uno scenario comune a più paesi che a noi ricorda molto il Movimento 5 Stelle.

Il risultato elettorale (parzialmente) inatteso di questa tornata era stato annunciato da una campagna elettorale definitivamente diversa da tutte le altre, una che è stata giocata come sempre in televisione ma poi online e non sulla cartellonistica (praticamente sparita). I principali partiti hanno lavorato ognuno a modo proprio sull’ingrossamento delle fila dei propri votanti, puntando sui social media. Alcuni facendo un lavoro più raffinato e inedito. Non c’è da meravigliarsi troppo quindi del fatto che proprio questi, principalmente il Movimento 5 Stelle e la Lega, abbiano trionfato.

Questo tipo di comunicazione politica non è un’esclusiva italiana, anzi, ed era stato raccontato per bene da un film francese A Casa Nostra, il primo in assoluto a mettere in scena come i nuovi estremismi e i partiti populisti reclutino i propri adepti, come sfruttino la rete e una serie di credenze per radicalizzare le opinioni e poi come attirino a sé l’elettorato. Lì il mirino, per ovvie ragioni, era puntato su Marine Le Pen e al suo Front National, nonostante i nomi non fossero quelli, ma si intravede il medesimo meccanismo dietro molta propaganda fake del Movimento 5 Stelle o della Lega. E quello che il cinema dà in più al racconto di finzione di questo partito che punta alla pancia del paese tramite la rete, è il punto di vista di una nuova arrivata.

Nel film infatti una donna di provincia decide, spinta dagli amici, di presentarsi nella corsa elettorale del proprio comune e viene subito avvicinata da questo partito per una serie di conoscenze in comune. È la leader nazionale, carismatica e gentile che le parla, con ragionevolezza, pacatezza e molte buone idee riguardo il contributo che lei potrebbe dare. Intanto però vediamo tutto intorno a lei altre persone cadere in quella rete, attratti dalla propaganda, dall’uso di notizie false, dalla proliferazione di opinioni e idee online. Infine scopriamo che da dietro, un anziano fascista manovra un po’ tutto. Ci saranno intrecci, imbrogli e tensione a dare un po’ di corpo e trama al film, ma il mondo in cui è ambientato e quel che racconta è quello.

E non è diverso dallo scenario italiano. Come già aveva raccontato Buzzfeed in una lunga inchiesta molto esaustiva, fanno capo al Movimento 5 Stelle una serie di siti d’informazione che tali non sono ma che promuovono fake news finalizzate a radicalizzare e infiammare gli animi di quella sostanza che solo la retorica 5 stelle e simili possono spegnere. Notizie sui politici avversari e le loro magagne, notizie positive sui paesi che adottano il reddito di cittadinanza e poi ancora i grandi classici sugli stranieri criminali, gli imam che comandano cose assurde e gli italiani sempre secondi nelle priorità dello stato.
In A Casa Nostra la protagonista, che non è intollerante né di estrema destra ha idee ragionevoli e vuole fare del bene, vedendo questo suo atteggiamento pienamente avallato dal partito che ne cavalca subito la buona volontà per la sua propaganda. A testimonianza di come non manchino a tutte le latitudini le buone intenzioni.

Quello raccontato, fatto di fake news e una certa sfrontatezza nel negare la verità, è un metodo non nuovo né originale che là dove funziona sembra sempre avere dei legami con la Russia (sempre da lì, secondo Buzzfeed, vengono molte delle fake news italiane) e che già ha avuto modo di influire direttamente sull’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Una sorta di versione rivista e corretta per gli standard occidentali dei video di arruolamento dell’ISIS, un misto di fomento dell’ignoranza e dei pregiudizi, pensato per rafforzare le credenze peggiori, a favore dei candidati che promettono sicurezza, rigore e fine delle piaghe più populiste. A Casa Nostra non teme ad un certo punto di mettere tutto questo in diretta relazione con i movimenti fascistoidi che premono dal fondo della società, la parte non accettabile e nascosta che batte dentro il cuore del partito di finzione. E considerato quanto questo partito finto del film si proponga come “né di destra né di sinistra” propugnando una politica che non è idealista e che si batte contro i vecchi partiti, marci, corrotti e incapaci di affrontare i problemi delle persone comuni, il gioco delle similitudini è fatto.

Gabriele Niola Autore

Gabriele Niola
vive a Roma, scrive di cinema da quando esistevano i blog. È critico di cinema per Badtaste, Wired e GQ, di videogiochi per BadGames e Wired, è autore di Splendor e il corrispondente dall'Italia di Screen International

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